Seguici su

EnergiaEuropaUcrainaUSA

Gas russo di nuovo verso l’Europa: l’incredibile piano USA che spiazza Bruxelles alla vigilia dell’inverno

Washington propone la riapertura lampo del transito di gas russo via Ucraina per bloccare i raid invernali e tagliare i costi energetici europei: Bruxelles si divide tra veti ideologici e bollette alle stelle.

Pubblicato

il

Il rischio concreto di un inverno al buio per l’Ucraina e di bollette insostenibili per l’Europa ha riaperto all’improvviso un canale che sembrava chiuso per sempre. Gli Stati Uniti guidano una trattativa riservata per riattivare subito i flussi di gas naturale russo verso l’Europa attraverso i gasdotti ucraini.

L’obiettivo immediato è strappare un cessate il fuoco energetico tra Mosca e Kiev prima delle gelate invernali. Il piano, discusso dagli inviati americani Jared Kushner e Steve Witkoff a Mosca e Kiev, prevede una triangolazione: fare transitare il gas russo attraverso un intermediario statunitense per aggirare le sanzioni europee. Una soluzione pragmatica che aprirebbe affari d’oro per gli investitori americani, ma che risponde a una necessità materiale non più rimandabile. Ne parla in modo esteso il Wall Street Journal, per cui qualcosa sotto deve esserci.

Per l’Europa, stretta nella morsa della deindustrializzazione e di un’inflazione che non dà tregua, si tratterebbe di una boccata d’ossigeno vitale. L’idea che stanno discutendo, secondo il quotidiano statunitense, vedrebbe anche vantaggi per Kiev e l’assicurazione da parte degli USA che questi fondi non sarebbero utilizzati nell’acquisto di armi. COntinuando a leggere capirete come.

Il fattore drammatico: stoccaggi vuoti e crisi in Medio Oriente

La situazione delle scorte europee è ai minimi stagionali da anni: i depositi sotterranei sono fermi al 75%, un livello nettamente inferiore alla media degli ultimi nove anni.

A peggiorare il quadro contribuiscono le tensioni e i conflitti in Medio Oriente:

  • I carichi di gas naturale liquefatto (GNL) dal Qatar sono rimasti bloccati nel Golfo Persico.
  • La Commissione Europea calcola che lo shock energetico legato all’instabilità iraniana sia già costato oltre 100 miliardi di euro aggiuntivi ai contribuenti e alle imprese del continente.
  • L’Europa consuma oggi il 30% di GNL americano, assai più costoso del vecchio metano via tubo, mentre la quota russa è crollata dal 45% pre-bellico all’11%. Tra l’altro questo fa aumentare anche il prezzo del gas per gli utenti a stelle e strisce.

Senza forniture stabili via tubo, il rischio di razionamenti industriali e di una nuova fiammata dell’inflazione sui beni di prima necessità è dietro l’angolo.

Lo stallo diplomatico e l’opportunità economica

La diplomazia europea ufficiale si trova spiazzata. I vertici dell’Unione Europea hanno approvato norme per azzerare gli acquisti di gas russo entro la fine del 2027 e il commissario all’Energia Dan Jørgensen ribadisce che il blocco deve restare permanente. Dietro le quinte, però, la realtà materiale bussa alla porta.

La riattivazione della rete di condotte sovietica dall’Urengoj attraverso l’Ucraina – spenta a inizio 2025 – offre vantaggi tangibili per tutte le parti:

SoggettoBeneficio concreto del piano
UcrainaIncassa preziose commissioni di transito e protegge la propria rete elettrica dai raid russi.
Unione EuropeaRiduce drasticamente il costo dell’energia, alleggerendo la pressione su famiglie e PMI.
RussiaRiapre il mercato europeo con introiti vincolati su conti vincolati (escrow) all’estero.
Stati UnitiGarantiscono profitti ai propri intermediari finanziari e riducono l’impegno militare a Kiev.

Sul piano pratico, mentre riparare i tubi sottomarini del Nord Stream nel Baltico richiederebbe anni e costi ingenti, i tubi via terra attraverso l’Ucraina verso Slovacchia, Austria e Germania possono ripartire immediatamente. Ci sarebbe poi la rete Yamal, da manutenere, ma non distrutta, che transita attraverso la Bielorussia e la Polonia.

La rete del gas dalla Russia all'Europa

La rete del gas dalla Russia all’Europa

La giravolta di Washington e la realtà dei fatti

La proposta americana segna una clamorosa inversione a U rispetto al passato. Se durante il primo mandato Donald Trump sanzionava la Germania di Angela Merkel accusandola di dipendenza strategica per il Nord Stream 2, oggi la Casa Bianca punta a usare la leva economica per congelare il fronte bellico.

La Russia riceverebbe i proventi su conti vincolati in Paesi terzi, per evitare che vengano usati direttamente nello sforzo militare. In cambio, Kiev eviterebbe la distruzione definitiva delle sue centrali prima del gelo, scongiurando un esodo di milioni di profughi verso ovest.

La Commissione Europea e diverse capitali del Nord Europa vedono la proposta come una resa geopolitica inaccettabile. Tuttavia, di fronte a fabbriche costrette a chiudere per i costi fissi dell’energia e a bollette che strangolano la domanda interna, il ritorno al realismo economico potrebbe rivelarsi più forte dei proclami politici.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento