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Gas Naturale: il Giappone scavalca Pechino, ma solo perché la Cina ha già fatto il pieno

Lo Stretto di Hormuz in fiamme fa volare il prezzo del metano: Tokyo torna primo importatore mondiale, ma solo perché Pechino aveva già riempito i depositi.

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Cambio della guardia in Estremo Oriente. Secondo gli analisti di ICIS e Kpler, quest’anno il Giappone dovrebbe superare la Cina come principale importatore mondiale di gas naturale liquefatto (GNL), per la prima volta dal 2022, poiché gli elevati prezzi del GNL e le sufficienti capacità di stoccaggio in Cina limitano gli acquisti.

Secondo le stime delle società di consulenza raccolte da Reuters, la domanda giapponese di GNL supererà, seppur di poco, quella cinese. Secondo ICIS, le importazioni in Giappone sono stimate a 62 milioni di tonnellate metriche, mentre quelle cinesi dovrebbero attestarsi a 61 milioni di tonnellate quest’anno. Anche Kpler prevede un leggero vantaggio del Giappone sulla Cina nelle importazioni di quest’anno, con 63 milioni di tonnellate per il Giappone contro i 62 milioni della Cina.

La Cina è diventata il maggiore importatore mondiale di GNL nel 2021, ma le prolungate restrizioni imposte nel Paese durante i due anni di lockdown legati al COVID hanno riportato il Giappone al primo posto nel 2022.

La Cina ha poi riconquistato lo status di primo importatore nel 2023, mantenendolo fino al 2025.

Quest’anno, sulla scia della crisi dello Stretto di Ormuz, che ha bloccato le spedizioni di GNL dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti (EAU), la domanda complessiva di importazioni di GNL in Asia è crollata a causa degli elevati prezzi dei carichi spot in un mercato improvvisamente in tensione.

Il calo cinese, tuttavia, dovrebbe essere più marcato, consentendo al Giappone di superare la Cina quest’anno. Gli acquirenti cinesi di GNL hanno agito tempestivamente per costituire scorte di gas nel contesto della guerra in Iran, aiutando Pechino ad accumulare scorte sufficienti in vista dell’inverno.

Secondo l’analista di Rystad Energy Xiong Wei, alla fine di settembre le riserve sotterranee di gas della Cina erano piene all’80%.

La minore domanda di forniture spot da parte della Cina quest’inverno potrebbe rappresentare un sollievo per altri clienti di GNL in Asia e in Europa, molti dei quali hanno dovuto fare i conti con i prezzi elevati del GNL spot e con l’intensificarsi della concorrenza per le forniture che non devono transitare attraverso lo Stretto di Hormuz.

Da parte sua, quest’estate il Giappone ha ridotto la produzione di energia elettrica da gas a favore del carbone, poiché il prezzo del gas naturale liquefatto è rimasto elevato. I prezzi del GNL in Asia hanno raggiunto il massimo degli ultimi quattro anni, poiché pochissimi carichi riescono a transitare attraverso lo Stretto di Ormuz, mentre si intensifica la concorrenza con l’Europa per le forniture invernali.

 

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