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Fusione Paramount-Warner: Larry Ellison conquista la CNN, ma il colosso da 87 miliardi di debiti scivola verso il baratro finanziario
Paramount e Warner Bros. Discovery si fondono: la famiglia Ellison prende il controllo della CNN, ma l’esplosione di 87,5 miliardi di debito e il declassamento di Fitch scatenano il panico sul mercato dei bond.

L’operazione del decennio è ufficialmente conclusa, ma l’euforia dei vertici aziendali lascia già spazio a un incubo finanziario a occhi aperti. La chiusura dell’acquisizione da 111 miliardi di dollari di valore d’impresa tra Paramount e Warner Bros. Discovery ha fatto nascere un conglomerato unico, battezzato Skydance. La prima notizia, quella che agita la politica americana, è storica: l’emittente progressista per eccellenza, la CNN, finisce sotto il controllo di una dinastia di grandi finanziatori di Donald Trump. La seconda notizia, quella che terrorizza Wall Street, è che questo colosso poggia su una spaventosa montagna di 87,5 miliardi di debiti.
Nelle redazioni di Atlanta e New York l’atmosfera è stata descritta come “da funerale”. David Ellison, fondatore di Skydance, assume il comando come presidente e amministratore delegato con il controllo assoluto delle azioni con diritto di voto. Al suo fianco c’è il padre Larry Ellison, co-fondatore di Oracle e donatore di punta del Partito Repubblicano. Il network via cavo che per anni ha incarnato la trincea mediatica contro il movimento conservatore si ritrova ora di proprietà di chi ha staccato assegni milionari per sostenere la destra statunitense.
Per disinnescare la causa antitrust promossa da dodici procuratori generali democratici, Ellison ha concesso garanzie formali: Mark Thompson resta alla guida operativa di CNN e nasce un comitato editoriale indipendente di cinque giornalisti. Chi conosce la storia dei media americani sa però come vanno a finire questi organismi di garanzia. Quando la proprietà detiene il 100% dei diritti di voto, la linea aziendale cambia per inerzia o per logoramento, come dimostra l’approdo dell’indipendente conservatrice Bari Weiss al vertice di CBS News.
Eppure, l’ordigno più pericoloso non è nei palinsesti televisivi, ma nei bilanci contabili. A poche ore dal brindisi inaugurale, Fitch ha sferrato un colpo durissimo tagliando il rating della nuova entità a livello BB, facendola sprofondare in pieno territorio speculativo (“junk”). Il motivo risiede in una leva finanziaria stimata a 7,8 volte il margine operativo lordo (EBITDA) per il 2026. L’agenzia ha gelato gli investitori: l’obiettivo di riportare il debito a 3 volte l’EBITDA entro il 2029 è irrealistico senza massicce vendite di asset o aumenti di capitale.
A pagare il conto più salato sono i vecchi obbligazionisti Paramount, letteralmente calpestati dall’architettura finanziaria dell’operazione. Per chiudere il salvataggio sono stati emessi 57 miliardi di dollari di nuovo debito garantito di primo e secondo grado, che scavalcano senza complimenti i vecchi creditori chirografari. Una spiegazione pratica di cosa significhi “debito privilegiato” nella finanza.
🚨 BREAKING: CNN is now OFFICIALLY under the corporate ownership of TRUMP ALLIES
LMAO!!
Paramount just CLOSED its $81 BILLION purchase of Warner Bros. Discovery, forming Skydance
David Ellison is chairman and CEO — his family and RedBird hold 100% of the voting shares.
CNN,… pic.twitter.com/5IJjYaDls3
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) October 6, 2026
I possessori dei vecchi bond Paramount al 6,875% con scadenza 2036 hanno visto il prezzo crollare al minimo storico di 77,7 centesimi, contro i 105 di un anno fa. Il rendimento è schizzato al 10,6%, riflettendo il rischio di fallimento. Fitch prevede ora per questi titoli non garantiti un tasso di recupero compreso tra un misero 11% e il 30% in caso di insolvenza.
| Voce di Bilancio / Parametro | Struttura Pre-Fusione | Nuova Entità Skydance | Conseguenza di Mercato |
| Debito Complessivo | Circa 14 miliardi $ Oltre 87,5 miliardi$ | Esplosione della leva finanziaria a 7,8x EBITDA | |
| Nuovo Debito Garantito | Assente | 57 miliardi $ (1L e 2L) | Scavalcati i creditori non garantiti storici |
| Rating Emittente (Fitch) | BB+ (Margine IG) | BB (Junk / Speculativo) | Aumento vertiginoso del costo di rifinanziamento |
| Prezzo Bond 2036 | 105 (Sopra la pari) | Minimo storico a 77,7 | Rendimento al 10,6% e perdita in conto capitale del 26% |
Anche nelle sale operative di Goldman Sachs si parla apertamente di flop storico. Il debutto del prestito obbligazionario da 12,4 miliardi di dollari ha segnato una delle peggiori sedute della finanza a leva moderna. La presunta domanda record da oltre 100 miliardi di dollari sbandierata prima del collocamento è evaporata nel mercato secondario, dove i titoli sono stati svenduti a forte sconto nelle prime 48 ore di contrattazione.
Paramount Skydance Junk Bonds (in all but rating) plunge to record low 77 cents, 10.6% YTD after Fitch downgrade pic.twitter.com/Ro7hOKtX44
— zerohedge (@zerohedge) October 6, 2026
Il nodo industriale irrisolto è una trappola sistemica: per pagare gli interessi passivi mostruosi generati dal debito, Skydance deve affidarsi alla vecchia televisione lineare. I canali tradizionali generano l’86% del margine operativo del gruppo a fronte del 52% dei ricavi. Siamo di fronte a una pura Cash Cow, una mucca da mungere, che però è destinata ad estinguersi. Il futuro sarebbe l’online, ma è ancora troppo fragile e confuso, oltre che frastagliato.
Come intende la dirigenza raggiungere i 6 miliardi di dollari di “sinergie” promessi per non affondare? In un comparto dai ricavi pubblicitari stagnanti, la risposta è una sola: pesanti tagli ai costi e licenziamenti di massa. Qui però scatta la tagliola regolatoria: l’accordo sottoscritto con i procuratori statali vincola l’azienda a preservare la continuità produttiva negli studi californiani, limitando drasticamente i margini di manovra del management.
La famiglia Ellison si ritrova così in mano il trofeo politico più ambito, ma anche un colosso industriale intasato di debiti che rischia la paralisi operativa. Se la raccolta pubblicitaria tradizionale calerà più rapidamente del previsto, la proprietà sarà costretta a scelte drastiche: sacrificare le produzioni cinematografiche, cedere interi rami d’azienda o chiedere nuovo capitale ai soci.
La CNN, che non ha sicuramente conti particolarmente positivi, quindi rischia da un lato tagli per questione economica, dall’altro che una telefonata di Trump possa portare a qualche cambiamento nei titoli di testa.







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