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Francia sull’orlo della paralisi: se vince Marine Le Pen, un cittadino su cinque minaccia la fuga. Ma per il RN è davvero una cattiva notizia?

Un sondaggio Ifop per Marianne svela il caos che scatterebbe con Marine Le Pen all’Eliseo: esodo di massa, disobbedienza civile e il 45% dei dipendenti pubblici pronto al rifiuto della legislazione.

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La Francia rischia di scivolare verso una frattura istituzionale e civile senza precedenti. Se Marine Le Pen dovesse conquistare l’Eliseo, una parte cospicua del Paese promette di non fermarsi alla contestazione democratica: si profila lo spettro di scioperi a oltranza, disobbedienza delle leggi e un esodo di massa verso l’estero.

A fotografare questa polveriera sociale è un’indagine demoscopica condotta dall’istituto Ifop per il settimanale parigino Marianne, coordinata da François Kraus. I numeri dipingono una nazione spaccata a metà, dove l’approdo del Rassemblement National al vertice dello Stato viene vissuto da ampie fasce di popolazione come una rottura traumatica.

I dati raccolti mostrano tendenze radicali:

  • La reazione della comunità musulmana: l’80% degli intervistati di fede islamica teme un aumento di aggressioni e discriminazioni. Il 46% valuta l’espatrio (con un 20% che si dice certo di partire), mentre solo il 27% dichiara che nasconderebbe la propria fede e appena il 18% delle donne rinuncerebbe al velo. Delle risposte contraddittorie.
  • L’esodo generazionale e politico: il 21% della totalità dei francesi dichiara di voler lasciare il Paese. La cifra schizza al 40% tra i giovani della Generazione Z e al 43% tra i sostenitori di Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise).
  • La componente ebraica: anche il 44% dei cittadini di religione ebraica prende in considerazione l’esilio, una quota condizionata primariamente dal disordine e dall’instabilità generale che seguirebbero il cambio di governo, non tanto ad un’opposizione diretta verso la Le Pen.
Reazione dichiarata all’elezione di Marine Le PenQuota di consensi
Francesi complessivi pronti a espatriare21%
Musulmani che valutano di lasciare la Francia46%
Giovani (Gen Z) favorevoli all’espatrio40%
Elettori di sinistra radicale (LFI) tentati dall’esilio43%
Cittadini pronti a violare leggi ritenute “ingiuste”41%
Lavoratori pronti allo sciopero generale38%
Dipendenti pubblici in aperta sfiducia verso il governo45%

Il vero nodo critico non è tuttavia l’aeroporto, bensì la tenuta dell’apparato statale. Il 41% dei francesi – e ben tre quarti degli elettori mélenchonisti – afferma che rifiuterà di obbedire a norme considerate “ingiuste”. A ciò si aggiunge il 38% dei lavoratori pronto a paralizzare il Paese con uno sciopero generale e il 45% dei dipendenti pubblici che promette ostilità aperta al nuovo esecutivo.

Qui sorge spontaneo un interrogativo politico, condito da una buona dose di realismo: siamo davvero sicuri che la minaccia di un esodo spaventi gli elettori del Rassemblement National?

La risposta è intuitiva. Per un elettorato che da quarant’anni chiede la difesa dei confini, la stretta migratoria e l’assimilazione repubblicana, l’annuncio che quasi la metà dei musulmani e una larga fetta di militanti di estrema sinistra vorrebbero fare le valigie non suona affatto come un ricatto. Con ogni probabilità, viene letto come un gradito effetto collaterale a costo zero.

In teoria il conto sarebbe economico, ma…

Se quasi un dipendente pubblico su due incrocia le braccia e un terzo della forza lavoro scende in piazza, la macchina produttiva transalpina rischia l’arresto cardiaco.  Bisogna dire che la Francia è però già stata terreno di scioperi e contestazioni di massa. perfino ora il sistema è messo in crisi dalle contestazioni del Blocco Liceale, con gravi scontri in luoghi pubblici. Alla fine, comunque vadano le elezioni, ci sarà una forma di contestazione edi fuga. Infine, francamente, c’è da chiedersi quanto siano reali le parole di chi afferma che abbandonerà il paese nel caso di vittoria della Le Pen. Frasi simili sono già state dette in altri contesti, senza portare a conseguenze reali.

Comunque, in generale, Marine Le Pen appare, per la prima volta, in vantaggio anche nel ballottaggio, sia nei confronti dei centristi, sia dell’estrema sinistra, come mostra questo recente sondaggio ripreso da Europe Elects.

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