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Fort Knox e il mistero dell’oro: Trump e Bessent preparano il ritorno al gold standard?

Il Tesoro USA garantisce che l’oro di Fort Knox è al sicuro, ma rifiuta verifiche indipendenti dal 1974. Intanto spuntano le nuove monete d’oro con il volto di Trump e cresce il dibattito sul ritorno a una valuta garantita da beni reali per salvare il dollaro dall’inflazione.

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Il Tesoro americano assicura che nei forzieri di Fort Knox non manca nemmeno un grammo d’oro. Eppure, crescono i sospetti e le richieste di un controllo indipendente che manca ormai da cinquant’anni. Dietro le dichiarazioni ufficiali si nasconde un enorme divario economico e la clamorosa novità delle nuove monete con il volto di Donald Trump.

Il giallo di Fort Knox: l’oro c’è davvero?

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, è intervenuto in televisione su Fox News per rassicurare i mercati. Ha dichiarato che l’immenso tesoro americano è “presente e registrato” nei minimi dettagli.

Parliamo della riserva d’oro più grande del pianeta, che supererebbe il valore di mille miliardi di dollari a prezzi di mercato. Ma c’è un dettaglio che fa riflettere gli analisti. Lo stesso Bessent ha ammesso di non avere alcuna intenzione di andare a controllare di persona in Kentucky. Curioso atteggiamento..

L’ultimo vero controllo sul posto, aperto a politici e giornalisti, risale al lontano 1974. Da allora sono passati più di cinquant’anni di silenzio visivo, interrotti solo da una brevissima visita istituzionale nel 2017.

Libri contabili contro realtà: il divario dei prezzi

Il vero paradosso di questa vicenda è come il governo americano valuta la propria ricchezza nei bilanci ufficiali. Una legge federale tiene infatti bloccato il prezzo contabile dell’oro a una cifra d’altri tempi.

Tipo di ValutazionePrezzo per OnciaValore Totale Riserve
Valore di Libro (Legge 1973)$ 42,22Circa 6,2 miliardi di dollari
Valore di Mercato AttualeCirca $ 4.500,00Oltre 1.000 miliardi di dollari

Questa enorme differenza tra il valore fittizio nei bilanci storici e la realtà dei mercati alimenta continue teorie. Perché non aggiornare i conti alla realtà odierna? Alcuni esperti ipotizzano che una rivalutazione ufficiale potrebbe essere usata per finanziare un nuovo fondo sovrano americano, ma un’operazione del genere avrebbe senso se fosse accompagnata da un nuovo audit che ne certifichi la quantità. Perché questa timidezza nel far visitare la grande cassaforte americana?

Bessent e la frase nostalgica sulla moneta

Durante la sua intervista con il giornalista Jesse Watters, Bessent ha pronunciato una frase che ha fatto sobbalzare i sostenitori delle monete reali:

“Un tempo il dollaro era garantito dall’argento e, a volte, dall’oro”.

Questa affermazione giunge in un momento di forte tensione per il debito pubblico degli Stati Uniti. Il passaggio definitivo alla moneta “fiat” (senza alcuna copertura fisica) negli anni ’70 ha permesso di stampare denaro senza limiti, ma ha anche aperto le porte a un’inflazione cronica.

Oggi, molti si chiedono se l’amministrazione Trump stia accarezzando l’idea di tornare, almeno parzialmente, a legare il dollaro a un bene reale per frenare la svalutazione.

Le nuove monete con il volto di Trump

Mentre si discute del futuro del dollaro, il Tesoro ha annunciato la produzione di nuove monete speciali in occasione del 250° anniversario dell’indipendenza americana.

  • La moneta da 1 dollaro: Sarà una moneta d’oro destinata alla circolazione comune che riproduce il volto di Donald Trump.

  • La versione da collezione: Una moneta in oro purissimo a 24 carati, prodotta in soli 47 pezzi unici dal valore nominale di circa 90.000 dollari ciascuno.

La legge degli Stati Uniti vieta di ritrarre persone ancora in vita sulle monete. Tuttavia, Bessent ha difeso la scelta ricordando che esistono eccezioni storiche, come la moneta dedicata a Calvin Coolidge durante il 150° anniversario. I critici promettono già battaglia nei tribunali per bloccare l’iniziativa.

Il paragone con il declino dell’Impero Romano

Le critiche non arrivano solo dall’opposizione. Il deputato repubblicano Thomas Massie ha espresso forti perplessità sulla gestione monetaria complessiva.

Massie ha paragonato i tentativi di modificare le leghe metalliche delle monete spicciole (come i nichelini) per risparmiare sui costi di produzione al comportamento degli imperatori romani durante il declino di Roma. Ridurre il metallo prezioso o nobile all’interno delle monete è sempre stato, storicamente, il primo segnale di un imminente collasso economico e di un’inflazione fuori controllo. Massie, che è un avversario repubblicano di Trump, ha anche proposto un audit sistematico dell’oro di Fort Knox nel 2025.

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