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Flotta britannica nei guai: l’unica rompighiaccio si guasta ed è costretta al traino. Artico e Falkland restano scoperti

Un doppio guasto ai motori blocca l’unica nave polare della Royal Navy: Londra perde il presidio nell’Antartico e nell’Artico proprio mentre aumentano le tensioni con Russia e Argentina.

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La Royal Navy si ritrova all’improvviso senza navi nei mari polari. La HMS Protector, l’unica rompighiaccio di Sua Maestà, ha subito un doppio e gravissimo guasto ai motori appena salpata dal porto di Plymouth ed è dovuta rientrare al traino. Un incidente tecnico che si trasforma in un vero allarme strategico: Londra non ha riserve e rischia di rimanere tagliata fuori dai ghiacci fino agli anni Trenta.

Non si hanno notizie precise su quale guasto abbia colpito la nave, ma pare sia talmente grave da mettere in dubbio la capacità del mezzo di rimanere in servizio. La riparazione potrebbe essere economicamente non conveniente e questa nave fare la fine della HMS Endurance, che fu messa fuori servizio dopo un incidente nel 2008.

HMS Protector

Il momento non potrebbe essere peggiore. Da un lato la Russia intensifica le manovre nell’Artico, dove pochi mesi fa le forze alleate hanno dovuto sventare un sabotaggio ai cavi sottomarini. Dall’altro, l’Argentina torna ad alzare i toni sulla sovranità delle Falkland.

Senza la Protector, il Regno Unito non può garantire la presenza continua richiesta dal Trattato Antartico. Significa perdere il controllo diretto su zone ricche di risorse biologiche e minerarie tra la Georgia del Sud e le isole Sandwich Australi. Per fortuna la British Antarctic Survey (BAS), l’ente che gestisce le basi britanniche antartiche, ha una sua nave da rifornimento, la RRS Sir David Attenborough, altrimenti ci sarebbero stati grossi problemi perfino nel rifornire le basi scientifiche britanniche.

RSS Sir Richard Attenborough

Le ricadute economiche sono immediate e pesanti e riguardano anche la sicurezza del Regno Unito e delle rotte marittime importanti:

  • Perdita di influenza sulle rotte marittime: il controllo delle rotte commerciali artiche richiede navi speciali; senza scafi rinforzati non si tocca palla.

  • Costi di noleggio d’emergenza: reperire sul mercato civile navi polari adatte costa decine di milioni di sterline all’anno.

  • Rischio sulle risorse dell’Atlantico del Sud: le licenze di pesca e le future concessioni minerarie attorno alle Falkland poggiano sulla capacità militare di presidiare le acque. Se manca la nave, il potere negoziale crolla.

L’incidente della Protector non è un caso isolato, ma il sintomo di una flotta ridotta ai minimi termini da anni di tagli lineari e manutenzioni rinviate. La nave stessa non era un gioiello dei cantieri nazionali: era un battello civile norvegese (Polarbjørn), prima noleggiato e poi riscattato nel 2013 per 51 milioni di sterline.

Il quadro complessivo della marina britannica mostra un declino numerico costante:

AnnoSottomariniCacciatorpediniere e FregatePortaerei
19506628012
198039813
202610112

Oggi la Royal Navy conta appena undici navi di scorta operative. Perfino le due costose portaerei (Prince of Wales e Queen Elizabeth) passano mesi bloccate in cantiere per problemi ad assi ed eliche.

Sul fronte della spesa pubblica, mentre i paesi dell’Europa orientale e del Nord portano i bilanci della difesa oltre il 3,5% o il 4% del PIL (come la Polonia al 4,3%), Londra resta ferma al 2,3%. Ogni decisione concreta di acquisto o investimento viene rimandata alle future revisioni di spesa.

Ora il Ministero della Difesa valuterà l’entità del danno ai motori. Se la riparazione dovesse fallire, la Gran Bretagna dovrà andare a bussare ai cantieri di Finlandia o Norvegia per comprare un’altra nave estera. Dovrà farlo anche di corsa, in un momento in cui le tensioni con l’Argentina per lo sfruttamento dei mari dell’Atlantico meridionale si sta riaccendendo.

Resta l’ironia amara per una nazione che ha fondato la sua ricchezza storica sul dominio dei mari: oggi basta un guasto a due motori diesel per cancellare la presenza britannica da un intero emisfero.

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