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Flavio Bolsonaro fugge negli USA per evitare l’arresto di Moraes dopo il contestato voto con Lula
Dopo la contestata vittoria di Lula, il candidato dell’opposizione lascia il Brasile senza passare dai confini regolari per anticipare il ritiro del passaporto ordinato dal giudice Moraes. Trump denuncia irregolarità e concede subito i visti d’ingresso negli USA

Un candidato presidenziale che deve lasciare di nascosto il proprio Paese poche ore dopo la chiusura delle urne non è esattamente il biglietto da visita di una democrazia in salute. Eppure è quanto accaduto in Brasile: Flavio Bolsonaro, sconfitto domenica al ballottaggio dal presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, ha abbandonato il territorio nazionale insieme alla moglie e alle due figlie, dirigendosi verso gli Stati Uniti.
La partenza improvvisa del senatore quarantacinquenne ha anticipato di pochissimo la scure giudiziaria di Brasilia. Lunedì la polizia federale, su mandato della Corte suprema e dell’onnipresente giudice Alexandre de Moraes, gli aveva intimato di consegnare i passaporti entro 24 ore.
Bolsonaro non ha atteso l’arrivo degli agenti. I suoi documenti di viaggio sono stati ufficialmente annullati martedì pomeriggio, ma a quel punto l’esponente dell’opposizione era già lontano, grazie a un passaporto italiano ottenuto tempo fa.
Judge Alexandre de Moraes signed an order demanding Bolsonaro hand over his passport WITHIN SEVEN MINUTES of the close of voting. Before votes had even been counted.
What did he know about the vote results that enabled him to make this order within seven minutes of polls… pic.twitter.com/SUeEolyEok
— Drew Pavlou 🇦🇺🇺🇸🇫🇷🇺🇦🇹🇼 (@DrewPavlou) October 27, 2026
Secondo alti funzionari della polizia brasiliana, il senatore non è transitato da nessun valico di frontiera regolare. Inizialmente si era ipotizzato un passaggio attraverso l’Argentina, ma il ministero della Sicurezza di Buenos Aires ha smentito qualsiasi ingresso sul proprio territorio. Appare possibile che sia transitato tramite il Paraguay.
A togliere ogni dubbio sulla destinazione finale ci ha pensato Washington. Il dipartimento di Stato americano ha comunicato ufficialmente che rilascerà i visti d’ingresso a Flavio Bolsonaro e alla sua famiglia per consentire loro di entrare negli USA, dove vive già il fratello minore Eduardo, molto vicino all’amministrazione americana.
Il nodo del voto e l’ombra di Washington
Le elezioni di domenica scorsa hanno lasciato sul campo pesanti interrogativi. Flavio Bolsonaro, erede politico del padre Jair e dato per favorito alla vigilia dopo il trionfo al primo turno, è stato superato da Lula (che martedì ha compiuto 81 anni) con uno scarto di circa quattro punti percentuali: oltre 64 milioni di voti contro meno di 60 milioni.
Mentre il suo stesso Partito Liberale (PL) ha scelto la prudenza riconoscendo lunedì la vittoria di Lula e lasciando il candidato isolato, Bolsonaro ha rifiutato di ammettere la sconfitta, denunciando irregolarità elettorali e chiedendo l’annullamento del voto.
Una posizione condivisa senza troppi giri di parole dalla Casa Bianca. Il presidente Donald Trump è intervenuto lunedì a gamba tesa sul voto brasiliano, dichiarando che «è sembrata un’altra elezione truccata» e definendo «molto strane» le modalità di scrutinio e le proroghe concesse durante le operazioni di voto.
🚨 BREAKING: President Trump indicates Brazil and Lula likely STOLE the election from Flavio Bolsonaro
"[Democrats] cheat SO WELL…although, BRAZIL's doing a pretty good job, also, aren't they? Did you see that one? That was not nice…I did NOT like, it did NOT look too good."… pic.twitter.com/l6rn10L8qD
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) October 27, 2026
L’accoglienza garantita da Washington al leader dell’opposizione apre ora la strada a possibili misure diplomatiche o sanzionatorie da parte degli Stati Uniti contro il governo di Brasilia e i vertici della magistratura locale.
L’assedio giudiziario e il rischio di un “modello venezuelano”
Dietro la fuga precipitosa c’è una questione di sopravvivenza personale e politica. Con la fine del mandato e la sconfitta elettorale, Flavio Bolsonaro è destinato a perdere l’immunità parlamentare, proprio mentre sul suo capo si accumulano fascicoli giudiziari tempestivi.
Le accuse mosse dagli inquirenti brasiliani, che il senatore respinge definendole pura persecuzione politica, riguardano diversi filoni:
- Il finanziamento di un film biografico dedicato al padre Jair Bolsonaro, su cui pende un’indagine per presunta corruzione legata a fondi raccolti tramite un banchiere finito sotto inchiesta.
- Un’indagine per riciclaggio ed evasione fiscale, che secondo il New York Times coinvolgerebbe i legami con un avvocato brasiliano accusato di aver movimentato oltre un miliardo di dollari attraverso uno schema di frode.
Il precedente familiare, del resto, non invitava all’ottimismo. L’ex presidente Jair Bolsonaro si era recato a sua volta negli Stati Uniti dopo la sconfitta del 2022 contro Lula. Una volta rientrato in patria, è stato condannato a 27 anni di reclusione con l’accusa di aver orchestrato un colpo di Stato e si trova tuttora agli arresti domiciliari.
| Protagonista | Situazione attuale |
| Flavio Bolsonaro | Passaporto annullato, espatriato verso gli USA con visto concesso da Washington. |
| Jair Bolsonaro | Agli arresti domiciliari in Brasile, condannato a 27 anni di carcere. |
| Eduardo Bolsonaro | Residente negli Stati Uniti, mantiene i contatti con l’amministrazione Trump. |
| Partito Liberale (PL) | Ha riconosciuto la vittoria di Lula, prendendo le distanze dal ricorso elettorale. |
Quando l’intera famiglia che guida l’opposizione di un Paese si ritrova tra gli arresti domiciliari e l’esilio forzato per evitare le manette, il confine tra giustizia e uso politico delle toghe diventa sottilissimo. La rapidità con cui il giudice Moraes ha disposto il ritiro del passaporto all’indomani del voto alimenta forti dubbi sulla reale tenuta democratica dell’attuale assetto di potere brasiliano, preparando il terreno a uno scontro frontale con Washington.







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