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Fisco francese violato: venduti i dati di 678 mila contribuenti. L’allarme di Parigi e la beffa degli hacker: “Siete facili da colpire”
I pirati di ZeroBytes mettono in vendita i profili fiscali completi di 678 mila contribuenti: scatta l’allerta frodi mentre il governo apre un’indagine d’urgenza sulla sicurezza informatica dello Stato.

Centinaia di migliaia di cittadini francesi sono finiti nel mirino della criminalità informatica senza neppure saperlo. I loro redditi, le aliquote fiscali e le proprietà immobiliari sono stati rubati dai server statali e messi all’asta sul dark web per poche migliaia di euro. Mentre il governo francese convoca d’urgenza un’unità di crisi interministeriale, i pirati informatici rincarano la dose con una dichiarazione che suona come una condanna per l’apparato pubblico: le istituzioni di Parigi sono tra i bersagli più facili da penetrare in Europa.
Il caso è esploso dopo la conferma ufficiale della Direzione generale delle finanze pubbliche (DGFiP). Tra la fine di giugno e la fine di luglio, due diverse intrusioni hanno violato il cuore informatico dell’amministrazione tributaria. Il bilancio è pesante: almeno 678.000 tra cittadini e imprese coinvolti, oltre a circa 200.000 posizioni estratte dai registri catastali.
A rivendicare l’operazione è il gruppo ZeroBytes, composto da due hacker francofoni che hanno dichiarato all’agenzia AFP di agire per puro tornaconto economico. Le informazioni sottratte non sono rimaste a lungo ferme negli archivi digitali: sarebbero già state cedute a due acquirenti distinti. Nel mercato nero dei dati, le liste continuano a essere duplicate e rivendute senza sosta a reti specializzate nelle frodi finanziarie.
I dettagli trafugati compongono un profilo economico millimetrico di ogni singola vittima:
- Nome, cognome e recapiti diretti (telefono e indirizzo);
- Reddito fiscale di riferimento (revenu fiscal de référence);
- Quoziente familiare e composizione del nucleo;
- Aliquota precisa della ritenuta alla fonte;
- Proprietà e dati catastali registrati.
| Dati sottratti | Numero soggetti | Rischio principale |
| Dati fiscali e anagrafici | 678.000 | Truffe mirate e furto d’identità |
| Registri catastali | 200.000 | Frodi immobiliari e finti solleciti |
La gravità della situazione non risiede solo nel furto in sé, ma nell’uso immediato che se ne può fare. Chi entra in possesso di questi elenchi non invia banali email generiche di spam. Conosce al centesimo quanto guadagnate, quali tasse dovete pagare e dove abitate.
La truffa diventa così quasi impossibile da distinguere da una comunicazione reale. I criminali possono fingere di essere funzionari del ministero dell’Economia di Bercy, sollecitare pagamenti di tasse arretrate o chiedere rettifiche di coordinate bancarie proprio nei periodi di scadenza fiscale. Casi di vittime che hanno già ricevuto false multe all’estero confermano che la macchina dei raggiri è già partita.
La vicenda solleva pesanti interrogativi sulla reale tenuta delle difese informatiche dello Stato francese. ZeroBytes aveva già colpito la catena di supermercati Intermarché e la Federazione di pallamano, rivendicando attacchi anche contro grandi operatori telefonici e gruppi alberghieri. Il modello di sicurezza delle istituzioni transalpine appare strutturalmente fragile di fronte a minacce ormai ordinarie.
La risposta istituzionale è arrivata con l’apertura di un fascicolo da parte della sezione cyber della Procura di Parigi per estrazione fraudolenta di dati e associazione a delinquere. Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha presieduto un vertice di crisi per definire misure di contenimento e procedere al contatto individuale di tutti i contribuenti colpiti. Ormai però il danno è stato fatto, dati sensibili dei cittadini sono stati diffusi. Chi ripagherà i danni subiti dai cittadini?
Resta l’amara constatazione di come un’amministrazione centrale, inflessibile nell’esigere puntualità e conformità dai contribuenti, si sia dimostrata incapace di custodire le informazioni base di carattere fiscale. Ormai però siamo abituati all’ipocrisia delle istituzioni, sempre pronte a chiedere di più ai cittadini, dando nulla in cambio.







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