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Farage si dimette da deputato e sfida l’establishment: “Saranno gli elettori a giudicarmi”
Nigel Farage si dimette da deputato e sfida l’establishment con un’elezione suppletiva. Sotto inchiesta per donazioni da 5 milioni di sterline non dichiarate, il leader di Reform UK sceglie il giudizio popolare. La mossa più audace della politica britannica.

Il leader di Reform UK getta la maschera: sotto inchiesta per donazioni non dichiarate, preferisce il giudizio popolare a quello dei parlamentari. Un azzardo che potrebbe cambiare gli equilibri politici britannici.
Nigel Farage ha annunciato le dimissioni da deputato per il seggio di Clacton, innescando un’elezione suppletiva che intende vincere. La mossa, definita “il popolo contro l’establishment”, arriva mentre il leader di Reform UK è sotto inchiesta per donazioni non dichiarate.
La decisione è stata comunicata martedì 7 luglio 2026 in una conferenza stampa tesa e rabbiosa. Farage ha dichiarato di non aver mai provato tanta rabbia in vita sua, accusando i media di molestare la sua famiglia.
Sotto inchiesta per 5 milioni di sterline
Farage è indagato dal commissario parlamentare per gli standard da metà maggio per non aver dichiarato un regalo da 5 milioni di sterline (circa 6,6 milioni di dollari) ricevuto dal miliardario della criptovalute Christopher Harborne.
La donazione, ricevuta prima delle elezioni generali del 2024, avrebbe dovuto essere registrata perché arrivata nei 12 mesi precedenti l’elezione di Farage a deputato.
A complicare la situazione, un secondo filone d’inchiesta riguarda i finanziamenti non dichiarati ricevuti da George Cottrell, un aristocratico condannato per frode negli Stati Uniti.
Farage insiste: “Non ho fatto nulla di male, non ho infranto la legge”. Quindi decide di farsi giudicare dal voto popolare.
Una mossa politica calcolata
Dimettendosi, Farage anticipa una possibile sospensione dal Parlamento che avrebbe comunque portato a un’elezione suppletiva.
La strategia è chiara: trasformare un’inchiesta parlamentare in un referendum personale, anche forte di quanto accaduto a Burnham, eletto con un buon vantaggio di voti pur se laburista. Come osservano gli analisti della BBC, “non sta forzando questa elezione per fermare l’inchiesta, ma per appellarsi a un’autorità politica superiore: gli elettori di Clacton”, cioè al suo collegio elettorale.
Farage ha vinto Clacton nel 2024 con il 46% dei voti e una maggioranza di oltre 8.400 voti. Il seggio è considerato sicuro per Reform UK, ma l’attenzione nazionale sarà enorme.
Il quadro politico
Reform UK resta competitivo nei sondaggi. Un rilevamento YouGov del 5-6 luglio attribuisce al partito il 25%, davanti ai Conservatori al 21% e al Labour al 20%. Tuttavia, la popolarità personale di Farage è in calo: il 63% dei britannici si dice insoddisfatto di lui.
UK (GB), YouGov poll:
REFORM~NI: 25% (+1)
CON~ECR: 21% (+1)
LAB-S&D: 20%
GREENS-G/EFA: 13%
LDEM-RE: 12% (-1)
SNP-G/EFA: 3%
RESTORE-*: 3%
PC-G/EFA: 2% (+1)
YOUR-*: 0% (-1)+/- vs. 28-29 June 2026
Fieldwork: 05-06 July 2026
Sample size: 2,285➤ https://t.co/7gcpMz8djk pic.twitter.com/YuGCMu2WL0
— Europe Elects (@EuropeElects) July 7, 2026
La data dell’elezione suppletiva non è stata ancora fissata. Se Farage vincesse, le inchieste parlamentari riprenderebbero. Se perdesse, la sua carriera politica sarebbe probabilmente finita.







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