Economia
Export italiano è quarto esportatore al mondo, superando il Giappone anno su anno, per la prima volta nella storia

L’Italia per la prima volta ha superato come export il Giappone nell’arco dei dodici mesi, cosa già accaduto sia nel 2024 che nel 2025 ma solo per periodi limitati, come trimestre su trimestre. E si tratta di un nuovo record per il nostro paese sul fronte economico. L’Istat, infatti, ha comunicato il dato dell’export italiano di aprile 2026, pari a 57,6 miliardi di euro, cioè 67,4 miliardi di dollari al cambio medio del mese. Con questo numero, per la prima volta nella storia, l’Italia supera sull’arco degli ultimi dodici mesi l’export del Paese del Sol Levante.
Ad aprile 2026 l’export cresce su base annua dell’8,8% in valore e del 3,5% in volume. La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta per i mercati extra Ue (+12,0%) rispetto a quelli Ue (+5,9%). L’import registra un aumento tendenziale del 5,5% in valore, che riguarda entrambe le aree, Ue (+5,2%) ed extra Ue (+5,9%); in volume, le importazioni crescono del 3,6%.
Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+32,9%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+52,0%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) (+6,3%), sostanze e prodotti chimici (+10,5%), autoveicoli (+16,1%) e apparecchi elettrici (+10,4%).
Su base annua, i paesi che forniscono i maggiori contributi all’export nazionale sono Svizzera (+39,4%), Stati Uniti (+12,1%), Cina (+36,2%), Francia (+7,6%), paesi OPEC (+19,4%) e Germania (+5,0%). Si riducono le esportazioni verso Turchia (-20,5%) e Belgio (-13,0%).
Il saldo commerciale ad aprile 2026 è pari a +4.293 milioni di euro (era +2.448 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-5.169 milioni) è superiore rispetto a un anno prima (-4.219 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da +6.667 milioni di aprile 2025 a +9.462 milioni di aprile 2026.
Il successo sui mercati internazionali “credo che sia legato alla capacità di innovazione che in Italia è molto elevata e alla passione delle persone. Quindi la capacità di innovazione combinata con persone di qualità che hanno voglia di competere nel mondo, danno all’Italia un vantaggio in rapporto a qualunque altro Paese. I nostri ricercatori in diverse aree non hanno nulla da invidiare ai ricercatori di qualunque altra parte del mondo. Abbiamo tanta brava gente, questa è la forza dell’Italia”. ha detto Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli, in una intervista al Corriere del Mezzogiorno, in occasione del vertice sull’EXPORT apertosi ieri a Bari. Il manager evidenzia anche che “un po’ più di efficienza di sistema, un po’ più di produttività di sistema, aiuterebbe questo straordinario Paese ad essere più competitivo
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha scritto ieri su X: «In un contesto internazionale segnato da conflitti che frammentano mercati e catene del valore, l’Italia va in controtendenza rispetto a molti partner europei. Nei tre anni di Governo Meloni, l’indice di attrattività del nostro Paese ha scalato sette posizioni nel ranking mondiale: eravamo al 23° posto nel 2022, siamo oggi al 16° posto. Siamo, inoltre, passati dall’11° all’8° posto al mondo nell’indice degli investimenti esteri, con un incremento del 17%. Una performance che si riflette anche sul commercio estero. Nel 2025 l’export è cresciuto del 3,3% a livello mondiale e del 7,2% negli Stati Uniti, nonostante i dazi, consentendo al Paese di affiancare la Corea del Sud e il Giappone come quarto esportatore mondiale. Dall’inizio della legislatura sono cresciuti anche gli investimenti in borsa del 19% e quelli in titoli di Stato italiani dell’8%. Dati che confermano la solidità e l’attrattività del Paese e del suo sistema produttivo. È quanto ho ribadito nel mio intervento al Forum in Masseria 2026 a Manduria, organizzato da Bruno Verspa
“Le notizie sono molto positive. Vogliamo arrivare entro la fine del 2027 a 700 miliardi di export. L’Italia è il quinto esportatore mondiale e stiamo per raggiungere il quarto posto. Anche il Sud cresce più del Nord: per quanto riguarda le esportazioni siamo a circa +11%. Questo significa che ci sono grandi potenzialità”. Lo ha affermato questa mattina a Bari il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell’evento ‘Obiettivo Export: Imprese e Territori del Sud Italia Verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026’, in corso oggi in Fiera del Levante.
“Il piano d’azione del Governo – ha aggiunto – punta a esplorare, oltre al mercato americano e a quello europeo, anche mercati extraeuropei, grazie agli accordi con il Mercosur, con l’India e con il Messico. Vogliamo fare in modo che le nostre imprese possano continuare a internazionalizzarsi, a esportare e a far conoscere meglio i loro prodotti nel mondo per far stare meglio i nostri cittadini. L’export sta diventando sempre più un volano per la nostra economia: siamo a circa il 40% del Pil. Per questo tutte le nostre iniziative puntano a far crescere le nostre imprese oltre i confini nazionali, con il sostegno totale delle nostre ambasciate e dei nostri consolati, affinché nessuna impresa italiana all’estero si senta mai sola”.










You must be logged in to post a comment Login