Economia
EUR.BANK entra nel vivo: al via i test della stablecoin di BANCOMAT con nove grandi banche italiane

Dalla fase progettuale alla sperimentazione operativa. EUR.BANK, la stablecoin in euro promossa da BANCOMAT, entra nel vivo con l’avvio dei primi test tecnici insieme a nove tra i principali gruppi bancari italiani. È un passaggio che segna un’accelerazione importante nella strategia italiana sui pagamenti digitali e che punta a rafforzare il ruolo dell’euro nell’economia digitale, offrendo un’alternativa europea ai grandi operatori internazionali del settore.
Alla prima fase della sperimentazione partecipano Banca Generali, Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Banco BPM, BPER Banca, Cassa Centrale Banca, Credem, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo. In questa fase i test saranno esclusivamente interni e non coinvolgeranno ancora la clientela: serviranno a verificare il funzionamento dell’infrastruttura tecnologica e dei principali casi d’uso della nuova valuta digitale. (bancaforte.it)
Presentata al Salone dei Pagamenti dello scorso anno, EUR.BANK nasce con un obiettivo ambizioso: realizzare una stablecoin di sistema, ancorata uno a uno all’euro e distribuita attraverso il sistema bancario italiano. Non una criptovaluta speculativa, ma uno strumento regolamentato, conforme al quadro europeo MiCA, pensato per rendere più efficienti i pagamenti, favorire la tokenizzazione degli strumenti finanziari e sostenere l’innovazione dell’intero ecosistema bancario.
L’amministratore delegato di BANCOMAT, Fabrizio Burlando, ha più volte sottolineato che il progetto va oltre la semplice emissione di una stablecoin. L’obiettivo è costruire una piattaforma comune per il sistema bancario italiano, capace di supportare pagamenti istantanei, regolamenti su blockchain, gestione della liquidità e nuovi servizi digitali per cittadini e imprese. La stablecoin rappresenta soltanto il primo tassello di un’infrastruttura destinata ad accompagnare l’evoluzione dei pagamenti europei. Con l’avvio dei test, la roadmap annunciata da Bancomat nell’autunno scorso entra così nella sua fase più concreta. Già allora il gruppo aveva indicato il 2026 come l’anno del debutto di una stablecoin europea dei pagamenti.
Per il sistema finanziario italiano si tratta di una sfida strategica. Mentre il mercato globale delle stablecoin continua a essere dominato da operatori statunitensi, BANCOMAT punta a costruire una soluzione europea, fondata sul ruolo delle banche e pienamente inserita nel quadro regolatorio dell’Unione. L’iniziativa contribuisce inoltre a rafforzare la sovranità tecnologica e finanziaria europea in un settore destinato a trasformare profondamente il mondo dei pagamenti.
Con l’avvio della sperimentazione tecnica, EUR.BANK entra dunque nella fase più delicata del suo percorso. Se i test daranno esito positivo e saranno ottenute le necessarie autorizzazioni regolamentari, il progetto potrà evolvere verso un utilizzo più ampio, confermando il ruolo di BANCOMAT come uno dei principali protagonisti dell’innovazione nei pagamenti digitali europei.
Uno dei punti chiave del progetto riguarda la gestione delle riserve che dovrebbero garantire il valore della moneta digitale. A differenza di altri modelli oggi presenti sul mercato, l’idea alla base di Eur.Bank è che tali riserve restino depositate presso il sistema bancario, preservando la raccolta e mantenendo un legame diretto con gli istituti di credito.
I principali ambiti applicativi allo studio riguardano la tokenizzazione degli strumenti finanziari, compresi i titoli del debito sovrano, i pagamenti e i regolamenti on-chain disponibili ventiquattr’ore su ventiquattro e sette giorni su sette, oltre ai servizi destinati a semplificare le operazioni transfrontaliere delle imprese italiane ed europee.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il rapporto con il futuro euro digitale della Banca centrale europea. I due strumenti non sono alternativi. L’euro digitale sarà moneta emessa direttamente dalla BCE, mentre EUR.BANK sarà una stablecoin privata regolamentata. L’idea di BANCOMAT è costruire un ecosistema nel quale le due soluzioni possano convivere e integrarsi, offrendo a banche, imprese e cittadini una gamma più ampia di strumenti di pagamento digitali. Secondo indiscrezioni di settore, il progetto prevede anche un wallet capace di gestire euro tradizionali, euro digitale e stablecoin da un’unica interfaccia. Ma anche in questo progetto il nostro paese avrà un ruolo da protagonista. Sono infatti sette le banche italiane che hanno presentato la candidatura per partecipare al progetto pilota promosso dalla Banca centrale europea, che prenderà il via nel 2027 e rappresenterà il passaggio decisivo verso l’eventuale introduzione della valuta digitale europea nel 2029. Complessivamente sono oltre 50 gli istituti di credito europei che hanno manifestato interesse, mentre la BCE selezionerà circa 40 operatori.
Tra gli istituti italiani figurano Intesa Sanpaolo con Isybank, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, ICCREA, Banca Sella (insieme a Nexi) e Numia, confermando il ruolo di primo piano del sistema bancario nazionale nella trasformazione dei pagamenti digitali europei.









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