Seguici su

Economia

Electrolux, la svolta dopo 30 ore di trattativa: al Mimit l’accordo che salva gli stabilimenti

Pubblicato

il

Da 1.719 esuberi a un massimo di 902 uscite gestite su base volontaria e incentivata con l’ausilio degli ammortizzatori sociali. Raggiunta l’intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux al termine di una trattativa di 30 ore al ministero delle imprese e del Made in Italy tra azienda e organizzazioni sindacali. L’accordo prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e una produzione stimata di circa 3,2 milioni di pezzi annui a fine piano.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, con oltre 100 milioni di euro di investimenti per garantire prospettive produttive di lungo periodo”, ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che sulla intesa si è speso in prima persona, avendo deciso per una trattativa ad oltranza fino al raggiungimento di un accordo tra le parti, come poi avvenuto.

Il significato dell’accordo Electrolux sta nella distanza fra il piano presentato dall’azienda e quello uscito dal confronto al Mimit. Da 1.719 esuberi annunciati a un massimo di 902 uscite volontarie e incentivate, accompagnate da oltre 100 milioni di euro di investimenti e da impegni sulla continuità produttiva. È su questa differenza che si misura l’utilità dell’intervento pubblico nelle crisi industriali.

Le trenta ore conclusive di trattativa restituiscono l’immagine di una mediazione difficile, sostenuta fino al raggiungimento dell’intesa. Alle loro spalle, però, c’è un lavoro di mesi: la contestazione della proposta iniziale, il coinvolgimento delle Regioni, il confronto con i sindacati, la richiesta di investimenti e l’apertura di una partita europea sull’intero comparto. Già a maggio Urso aveva chiesto il ritiro del piano, giudicandolo inadeguato nelle prospettive industriali e nelle ricadute occupazionali.

“Difendere il lavoro significa creare le condizioni perché le imprese continuino a produrre e investire in Italia. È quanto ha fatto il nostro Governo con Electrolux ed è ciò che chiediamo all’Europa per l’intero settore: ora agli impegni della Commissione devono seguire misure concrete”, ha sottolineato ancora Urso.

“Sono soddisfatto che finalmente si sia chiuso l’accordo con Electrolux. La mediazione trovata dopo mesi di trattative è molto buona perché il passaggio dagli esuberi previsti ad un numero nettamente inferiore di uscite volontarie e incentivate ha permesso di evitare quello che sarebbe stato un vero e proprio disastro sociale”, ha dichiarato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

L’accordo consente al governo di rivendicare la coerenza di quel percorso. Il Mimit ha utilizzato il tavolo come luogo nel quale modificare le decisioni dell’impresa, chiedendo che la riorganizzazione fosse accompagnata da una prospettiva produttiva credibile. Il risultato tiene insieme tre elementi che devono procedere insieme: tutela dei lavoratori, investimenti e permanenza delle produzioni.

È questo il nucleo della strategia seguita da Urso e dalla struttura guidata, sul piano politico, dal sottosegretario Fausta Bergamotto. Gli ammortizzatori sociali accompagnano la transizione; gli incentivi permettono di gestire le uscite su base volontaria; gli impegni industriali devono dare un futuro agli stabilimenti. La qualità della mediazione dipende dall’equilibrio fra questi strumenti.

Anche i numeri generali aiutano a leggere il metodo, purché vengano collocati nel loro periodo di riferimento. Nel bilancio pubblicato dal Mimit il 10 agosto, i tavoli di crisi attivi erano scesi dai 55 di inizio legislatura a 37, mentre i lavoratori a rischio erano passati da 70 mila a poco meno di 30 mila. Il ministero indicava inoltre 44 intese complessive negli ultimi tre anni e 16 accordi dall’inizio del 2026, con oltre 11 mila posti salvaguardati. Sono dati riferiti alle vertenze seguite dal dicastero, che documentano un’attività di mediazione e di ricomposizione dei conflitti industriali. (mimit.gov.it)

Nel caso Electrolux emerge poi un secondo livello della strategia: collegare la gestione della singola crisi alle condizioni nelle quali opera l’intero settore. Se le produzioni europee sono esposte a squilibri competitivi e concorrenza sleale, anche il miglior accordo nazionale rischia di avere una tenuta limitata. Da qui la scelta italiana di costruire un fronte con Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia per chiedere una risposta europea sull’elettrodomestico. (mimit.gov.it)

L’intuizione politica è corretta: la difesa degli stabilimenti passa anche dalle decisioni prese a Bruxelles. Il governo ha cercato di far pesare questa dimensione nella trattativa con il gruppo, sostenendo che la presenza industriale in Italia dovesse essere valutata dentro una prospettiva europea di rilancio del comparto. L’apertura della Commissione offre ora uno spazio da tradurre in provvedimenti.

Resta naturalmente il costo sociale della riorganizzazione. Le uscite, anche se volontarie, riducono l’occupazione. E per Cerreto d’Esi la soluzione definitiva deve ancora essere costruita. Riconoscere questi aspetti rende più credibile il giudizio positivo sull’intesa: il risultato ottenuto migliora sensibilmente il punto di partenza e mette a disposizione strumenti per governare una fase difficile.

La prova successiva sarà il rispetto degli impegni. Nel bilancio di agosto, il Mimit segnalava anche l’aumento dei tavoli di monitoraggio delle vertenze concluse, passati da 33 a 46: una parte del lavoro decisiva, perché investimenti e reindustrializzazioni richiedono verifiche anche dopo la firma.

Electrolux rafforza dunque la posizione del governo su un terreno concreto: la capacità di ottenere dalle imprese condizioni migliori per lavoratori e territori. Adesso quella capacità dovrà accompagnare l’esecuzione del piano, con la stessa determinazione impiegata per raggiungere l’accordo.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento