Economia
Due astronauti italiani presto sulla Luna

Non uno, ma due astronauti italiani cammineranno sulla superficie della Luna. Lo ha confermato Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), intervenendo stamani alla conferenza “Abitare lo Spazio. Il caso Luna”, in corso a Roma presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. “La notizia non è ancora tangibile, ma è sostanzialmente vera”, ha precisato Valente, “non ci sarà un solo astronauta italiano sulla Luna ma due. Questo è il risultato dell’ultimo negoziato con la NASA che si è svolto nell’ambito dello Space Symposium a Colorado Springs”.
Nei giorni scorsi, una delegazione guidata da Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy e autorità delegata per le Politiche spaziali e aerospaziali, ha anche incontrato a Washington l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, con il quale è stato firmato uno Statement of Intent sulla cooperazione bilaterale italo-statunitense proprio per le future missioni lunari Artemis. L’Italia contribuirà alla base lunare fornendo il Multi-Purpose Habitat (MPH), il primo modulo abitato che verrà costruito a Torino da Thales Alenia Space Italia. “L’MPH avrà un peso di 14 tonnellate, con un diametro di 3 metri ed una lunghezza di circa 7 metri”, ha aggiunto Valente. “Potrà ospitare 2 astronauti per missioni di almeno 7 giorni e avrà una vita operativa minima di 10 anni. Dovrebbe essere lanciato nel 2033”.
”L’Italia partecipa pienamente con le proprie potenzialità agli accordi sullo Spazio, in coordinamento con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e gli altri partner del continente. I moduli abitativi permanenti, dove vivranno e lavoreranno gli astronauti, saranno realizzati in Italia, a Torino, all’interno della filiera industriale piemontese che coinvolge imprese come Thales Alenia Space. Questo progetto è affascinante e ispiratore per il Paese e per i nostri giovani. Ci apprestiamo a costruire la “casa degli astronauti” grazie alla scienza e alle imprese italiane. L’auspicio è che uno dei primi astronauti a camminare e abitare in modo permanente sulla base lunare sia un italiano”. ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al Mimit durante il suo discorso di apertura della conferenza.
Il ministro che è da tempo impegnato nel rendere il nostro paese capofila della Space economy in Europa, ha aggiunto che “Abitare la Luna’ non è solo uno slogan, ma una reale opportunità. Ciò che mi ha colpito nelle relazioni degli astronauti e dei vertici della Difesa è come l’ottica sia cambiata: prima si guardava alla Luna dalla Terra, oggi si inizia a guardare la Terra dalla Luna. Quest’ultima viene concepita come un’estensione del nostro pianeta, un’avventura umana iniziata decenni fa. Ricordiamo che a Washington abbiamo recentemente celebrato il centenario della nascita di Rocco Petrone, il direttore del programma Apollo che portò l’uomo sulla Luna. ”
La space economy italiana è in forte crescita, con un valore di produzione che ha superato gli 8 miliardi di euro nel 2021, posizionando il paese come uno dei pochi al mondo con una filiera completa e oltre 15.000 addetti. Il Piano Strategico nazionale prevede investimenti per oltre 4,7 miliardi di euro, puntando su telecomunicazioni, esplorazione e osservazione della Terra.
Il Piano si articola in 5 linee programmatiche, in linea con le iniziative condotte a livello europeo e con l’obiettivo di valorizzarne al massimo l’impatto a livello nazionale: Telecomunicazioni satellitari (Mirror GovSatCom), Supporto alla partecipazione nazionale a GALILEO (Mirror Galileo), Infrastruttura Galileo PRS, Supporto a Copernicus (Mirror Copernicus), Esplorazione spaziale e sviluppi tecnologici connessi.
Il mercato della Space Economy italiano continua a crescere anche nel 2025 grazie all’andamento dei servizi di osservazione della Terra che ha raggiunto 340 milioni di euro, con una crescita del 17% rispetto al 2024.
La filiera dell’industria spaziale italiana oggi appare articolata, il 60% delle imprese integra attività spaziali con altri comparti complementari e adiacenti. I settori più citati includono aviazione (26%), metalmeccanico (21%), automobilistico (20%).
Una filiera altamente avanzata, in cui un’impresa su due ha già adottato l’Intelligenza Artificiale e sei aziende su 10 adottano modelli di servitizzazione degli asset spaziali.
Questi sono alcuni dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano, presentata qualche settimana fa a Milano, che evidenzia come, in un periodo in cui l’economia dello spazio sta vivendo un grande dinamismo a livello globale, l’Italia si trova di fronte oggi a una sfida cruciale: quella del post PNRR, che negli ultimi tre anni ha sostenuto importanti interventi, come la realizzazione della costellazione satellitare IRIDE e la creazione della Smart Space Factory.









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