DifesaEuropa
Droni fuori rotta e ministri in caduta libera: la Lettonia perde i pezzi sui cieli NATO e il responsabile della difesa si dimette
Droni ucraini dirottati dalla Russia colpiscono un deposito di petrolio in Lettonia. La premier sfiducia il ministro della Difesa: ecco perché il sistema di sicurezza ha fallito.

Il cielo sopra il Baltico si fa sempre più affollato e, a quanto pare, le poltrone della difesa iniziano a saltare. In Lettonia, il ministro della Difesa Andris Spruds ha dovuto rassegnare le dimissioni. Il motivo è semplice quanto preoccupante: una serie di incidenti con droni che hanno bucato lo spazio aereo del Paese, rivelando chiare falle nel sistema di sicurezza nazionale.
Cosa è successo a Riga
La crisi è esplosa dopo che, tra giovedì e sabato, due droni si sono schiantati sul territorio lettone. Uno di questi ha colpito un deposito di petrolio a Rezekne. Fortunatamente i serbatoi erano vuoti e non ci sono stati danni a persone, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro: colpire un’infrastruttura energetica, seppur per errore, dimostra quanto sia facile danneggiare l’economia e la logistica interna.
Di fronte all’incapacità di garantire un cielo sicuro, la premier Evika Silina non ha usato mezzi termini, dichiarando di aver perso la fiducia nel suo ministro per non aver mantenuto la promessa di difendere lo spazio aereo. Spruds si è dimesso per evitare che l’esercito finisse in mezzo a polemiche politiche, lasciando il posto al colonnello Raivis Melnis.
La beffa della guerra elettronica
L’aspetto curioso, perfino ironico, è la reale provenienza di questi droni. Non è stato un attacco diretto di Mosca. Come ammesso con franchezza dal ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, si trattava di velivoli di Kiev.
I droni erano diretti verso la Russia nord-occidentale, ma sono stati dirottati dai sistemi di guerra elettronica di Mosca. I russi, in pratica, hanno disturbato i segnali dei droni ucraini, “spingendoli” fuori rotta e facendoli precipitare in un Paese vicino e membro della NATO.
Le conseguenze pratiche
L’episodio solleva interrogativi molto pratici che vanno oltre la pura politica:
Buchi nella rete: Le difese aeree europee mostrano grandi limiti contro le armi dirottate o a basso costo.
Rischi per i cittadini: Un drone che cade dal cielo non guarda in faccia a nessuno. Questa volta ha colpito un deposito vuoto, ma l’impatto su snodi logistici vitali o aziende energetiche operative potrebbe causare seri danni economici. Senza contare che poteva cadere anche su un centro urbano.
L’Ucraina si è detta pronta a mandare squadre di esperti per aiutare i baltici a gestire queste intrusioni. Ma resta un fatto: la guerra moderna non rispetta i confini, e chi non sa mettere al sicuro il proprio spazio aereo finisce per andare a casa.







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