Politica
Da Londra a Madrid, la stampa estera scopre il fattore stabilità: il record di Meloni diventa un caso internazionale

Non è soltanto un primato statistico. Il record di longevità raggiunto dal governo guidato da Giorgia Meloni sta diventando, in queste ore, un vero caso politico internazionale. Times, Financial Times, Reuters, El País e altre grandi testate europee stanno dedicando analisi, commenti e approfondimenti alla durata dell’esecutivo italiano, arrivato a superare la soglia dei 1.413 giorni e diventato così il governo guidato da un presidente del Consiglio più longevo della storia repubblicana.
Un risultato che assume un valore ancora più forte se letto attraverso gli occhi della stampa straniera. Perché il dato che emerge, pur tra giudizi differenti e non di rado critici, è sostanzialmente comune: l’Italia di Meloni ha smentito una delle previsioni più ricorrenti dell’autunno del 2022, quella di un governo fragile, litigioso e destinato ad avere vita breve.
È soprattutto la stampa britannica a insistere su questo aspetto. Il Times ha dedicato a Meloni un’analisi dal titolo emblematico: “1,413 days and counting… can Meloni become Italy’s Merkel?”. Il paragone con Angela Merkel non riguarda naturalmente l’identità politica delle due leader, quanto piuttosto la capacità di trasformare la stabilità in un elemento di forza politica e internazionale. Il quotidiano britannico sottolinea la coesione della maggioranza, la permanenza di un consenso elevato e il peso crescente conquistato dalla premier nei rapporti europei e internazionali.
Lo stesso Times osserva però anche alcune criticità ancora aperte, dalla debolezza della crescita ai salari, fino alle difficoltà economiche che continuano a interessare una parte del Paese. Ma è significativo che la domanda posta oggi dalla stampa britannica non sia più quanto durerà Meloni, bensì fino a dove possa spingersi la sua leadership.
Il Financial Times adotta una chiave simile, soprattutto sul terreno della credibilità economica. Negli ultimi mesi il quotidiano della City ha sottolineato più volte il cambiamento nella percezione internazionale dell’Italia, arrivando a evidenziare come la Francia abbia in alcuni momenti sostituito Roma nel ruolo di principale fonte di preoccupazione degli investitori sul debito europeo. Un ribaltamento simbolicamente molto forte rispetto agli anni in cui era l’Italia a rappresentare quasi automaticamente il “malato” dei mercati.
Secondo questa lettura, la disciplina di bilancio, la stabilità politica e il rapporto costruito da Meloni con Bruxelles hanno contribuito a ridurre il tradizionale premio per il rischio associato all’Italia. Non significa che tutti i problemi strutturali del Paese siano stati risolti, ma indica un cambiamento di percezione che sarebbe stato difficile immaginare alla nascita dell’esecutivo.
Anche Reuters ha dedicato ampio spazio al nuovo record, ricordando un dato che aiuta a comprendere la portata del risultato: nella storia repubblicana italiana la durata media dei governi è stata estremamente limitata, con decine di esecutivi succedutisi dal dopoguerra. La permanenza a Palazzo Chigi di Meloni rappresenta quindi un’eccezione rispetto a una tradizione politica segnata dall’instabilità.
L’agenzia internazionale sottolinea inoltre un altro elemento: il processo di progressiva normalizzazione internazionale della premier. Nel 2022 una parte della stampa straniera guardava alla vittoria di Fratelli d’Italia con forte diffidenza, paventando uno scontro permanente con Bruxelles e una possibile deviazione dell’Italia rispetto alla tradizionale collocazione euro-atlantica. Quattro anni dopo, il quadro raccontato dalle stesse testate è profondamente diverso.
Meloni viene oggi descritta come una delle figure centrali della politica europea, saldamente collocata sul fronte atlantico e occidentale, protagonista nei dossier sull’Ucraina, sull’immigrazione e sulle nuove politiche industriali dell’Unione.
Non tutte le analisi sono naturalmente favorevoli. El País ha scelto un titolo apertamente critico, sostenendo che il governo italiano avrebbe “poco altro da celebrare” oltre al record di durata. Il quotidiano spagnolo mette l’accento sui ritardi di alcune riforme e sulle difficoltà economiche e sociali ancora presenti.
Eppure, anche dentro un articolo dal tono severo, emergono riconoscimenti difficili da ignorare. El País segnala il netto calo dello spread rispetto all’inizio della legislatura, la riduzione del deficit e soprattutto la capacità di Fratelli d’Italia di mantenere livelli di consenso molto vicini a quelli delle elezioni del 2022. Un elemento tutt’altro che ordinario in un sistema politico come quello italiano, dove l’esperienza di governo ha spesso comportato una rapida erosione elettorale.
È proprio questa forse la vera novità che emerge dalla lettura complessiva della stampa internazionale. Nel 2022 la domanda dominante era se Meloni sarebbe riuscita a governare senza rompere con l’Europa, con i mercati o con gli alleati. Oggi il punto di osservazione è cambiato.
La premier italiana viene giudicata sui risultati ottenuti, sulle riforme ancora da completare, sulla crescita economica e sulle possibilità di arrivare da favorita alle prossime elezioni. In altre parole, viene trattata come una leader ormai strutturale agli equilibri europei.
Anche le analisi più critiche finiscono quindi per riconoscere implicitamente quello che probabilmente rappresenta il principale risultato politico di questi quasi quattro anni: aver trasformato la stabilità da eccezione italiana a elemento caratterizzante dell’attuale stagione politica.
La celebrazione di Bari per il primato di durata arriva così in un momento in cui il record non è più soltanto una rivendicazione della maggioranza. È diventato un fatto osservato, analizzato e discusso fuori dai confini italiani.
E forse il dato più interessante è proprio questo: una parte della stampa internazionale che nel 2022 raccontava Giorgia Meloni come una possibile fonte di instabilità per l’Europa oggi si interroga sul problema opposto, cioè su quanto a lungo possa ancora restare al centro della politica italiana ed europea.









You must be logged in to post a comment Login