Seguici su

EconomiaEnergiaUSA

Crisi nel Golfo e petrolio sopra i 100 dollari: Trump pronto a sdoganare la “flotta ombra” per fermare il caro-noli

I noli alle stelle e il greggio sopra i 104 dollari spingono la Casa Bianca a valutare permessi speciali per le petroliere sanzionate: la crisi logistica nel Golfo minaccia le esportazioni e fa cedere il fronte dei blocchi commerciali.

Pubblicato

il

I prezzi del greggio hanno registrato oggi un calo rispetto ai massimi di ieri, sulla scia della notizia che il presidente Trump sta valutando di revocare le sanzioni sulle petroliere utilizzate per il trasporto di petrolio e carburanti dal Venezuela, dalla Russia e dall’Iran, nel tentativo di alleviare la crisi delle petroliere che si sta aggravando.

Al momento della stesura di questo articolo, il greggio Brent veniva scambiato a 103,9 dollari al barile, dopo aver superato i 106 dollari all’inizio della settimana, mentre il West Texas Intermediate veniva scambiato a 94,02 dollari al barile, dopo aver sfiorato ieri i 96 dollari al barile.

Questo grafico presenta i prezzi Brent da Tradingeconomics:

Il conflitto nel Golfo Persico ha ridotto la disponibilità di petroliere a causa dell’impennata dei trasferimenti da nave a nave al largo delle coste dell’Oman, al di fuori dello Stretto di Hormuz. Di conseguenza, le tariffe delle petroliere hanno raggiunto livelli record, anche tenendo conto del rischio di un attacco con droni o missili da parte dell’Iran.

Alla luce di questi sviluppi, Reuters ha citato oggi un funzionario statunitense anonimo secondo cui il governo federale degli Stati Uniti starebbe valutando l’allentamento delle sanzioni su alcune navi della cosiddetta «flotta ombra» al fine di ridurre tali tariffe record delle petroliere. Secondo il rapporto, se qualche spedizioniere volesse utilizzare una petroliera soggetta a sanzioni, dovrebbe presentare una richiesta in tal senso al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, facendo quindi “emergere” la petroliera dall’ombra.

Le tariffe di nolo da record rappresentano un problema per gli Stati Uniti perché frenano la domanda di greggio statunitense, secondo Energy Aspects, come riportato da Reuters. Inoltre, Energy Aspects ha affermato che l’allentamento delle sanzioni sulle petroliere utilizzate per il trasporto di greggio e combustibili russi o venezuelani non inciderebbe in modo significativo sulla disponibilità di petroliere, poiché «la maggior parte delle petroliere soggette a sanzioni per legami con la Russia o il Venezuela ha operato attivamente negli ultimi tre mesi».

Il rapporto fa seguito all’accordo del presidente Trump con la Russia, che dovrebbe consentire a quest’ultima di esportare fino a 4,8 milioni di tonnellate di carburante. L’accordo è stato criticato dai legislatori statunitensi e dai leader politici europei, i quali hanno sostenuto che avrebbe alimentato le risorse finanziarie della Russia destinate alla guerra, anche se il volume concordato nell’ambito dell’accordo è stato considerato dalla maggior parte degli analisti poco suscettibile di modificare lo status quo dell’offerta di gasolio ovunque, compresi gli Stati Uniti.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento