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Crisi a Berlino: la CDU pensa davvero di “silurare” il Cancelliere Merz?

Sondaggi in crollo e riforme bloccate: nei gruppi WhatsApp segreti del partito si prepara il piano per sostituire il Cancelliere con Hendrik Wüst. Ecco cosa rischia l’Europa.

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La Germania appare ferma, e la politica inizia a tremare. A Berlino, i sondaggi in picchiata e un evidente blocco delle riforme stanno scatenando il panico nei vertici della CDU. La domanda, che fino a poco tempo fa sembrava pura fantasia politica, ora circola nei corridoi: e se il Cancelliere Friedrich Merz venisse sostituito in corsa?

Secondo le recenti indiscrezioni raccolte dalla testata tedesca Die Welt, e in precedenza dal settimanale Stern, il nervosismo ha superato i livelli di guardia. Non siamo ancora di fronte a una congiura aperta, ma in piccoli e riservati gruppi di discussione il tema è ormai sul tavolo. Il rischio di un simile passo è enorme, ma la paralisi attuale spaventa ancora di più un partito da sempre abituato a guidare con mano ferma la più grande economia d’Europa.

Il meccanismo tecnico per il cambio al vertice

La Costituzione tedesca, pensata per evitare ribaltoni caotici e instabilità prolungate, prevede uno strumento molto preciso: il voto di sfiducia costruttivo. Come ricorda il professor Josef Franz Lindner, il meccanismo (regolato dall’Articolo 67 della Legge Fondamentale) è chiaro:

  • Il Parlamento (Bundestag) può eleggere un nuovo Cancelliere, a patto di avere la maggioranza assoluta.

  • Non c’è alcun bisogno di ricorrere a elezioni anticipate.

  • In caso di dimissioni spontanee, basterebbe la proposta di un nuovo nome da parte del Presidente federale e il successivo voto dell’aula.

Questo vincolo è legato al terrore dei tedeschi per l’ingovernabilità, per il rapido succedersi dei governi, “Italian style” quando l’Italia cresceva e diventava ricca. Quindi, in teoria, si può formare un nuovo governo in parlamento, cambiando cancelliere, ma senza andare a nuove elezioni  La pratica, invece, assomiglia a un campo minato. Prima di tutto bisogna trovare un nuovo cancelliere in grado di ottenere la maggioranza e, secondo la Welt, un personaggio potrebbe essere disponibile: Hendrik Wüst. Si tratta del “Ministro Presidente” della Renania Settentrionale- Westfalia, membro del parlamento federale, molto popolare nel partito. L’unico punto debole è che dovrebbe prepararsi alle elezioni del suo Land nel 2027, quindi è è ora è mai più. 

Che cosa direbbero i partner di coalizione della SPD? Paradossalmente potrebbero non essere contrari: stanchi dell’immobilismo di Merz, che li ha fatti superare nei sondaggi dai Verdi, potrebbero preferire il cambnio del leader di governo a una lenta decadenza.

Il silenzio ufficiale e le chat roventi

Ovviamente in Germania tutti hanno paura del cambio al governo, almeno in modo ufficiale: nei comitati esecutivi della CDU nessuno osa fiatare. La paura che qualche critica venga passata di nascosto alla stampa trasforma le riunioni in incontri quasi muti, dove regna il conformismo e la banalità. Il vero dibattito, come spesso accade, si è spostato sulle chat di WhatsApp. È lì che i potenti governatori dei Länder (come Wüst del Nord Reno-Vestfalia, Rhein in Assia e Kretschmer in Sassonia) misurano la temperatura del partito.

Merz, dal canto suo, è un enigma. Alcuni fedelissimi sostengono che prenda le critiche molto a cuore e che, davanti al fallimento delle riforme necessarie, potrebbe farsi da parte. Altri, conoscendo la sua tenacia, scommettono che non abbandonerà mai volontariamente la poltrona tanto sudata. La sua dismissione sarebbe il fallimento della sua carriera politica.

Le ricadute economiche: il peso dell’inazione

Perché questo scenario è fondamentale anche per noi? L’economia tedesca ha un disperato bisogno di riforme strutturali e di una guida chiara per uscire dalla palude della stagnazione in cui si trova. Il governo tedesco è completamente bloccato da veti incrociati e da una SPD sempre più massimalista perché pressata dalla sinistra più estrema di Verdi e Linke, che si fa forte del fatto che Merz non vuole trattare con AfD, l’alternativa sovranista.

Se Hendrik Wüst o un altro leader dovesse fare il grande passo verso Berlino, la mossa verrebbe probabilmente giustificata con la necessità di rispondere a una “emergenza politica nazionale”. L’obiettivo sarebbe rimettere in moto l’economia senza spaventare i mercati. Che direbbe la SPD? Dovrebbe accettare la minstra, perché l’alternativa potrebbero essere elezioni anticipate e un governo con dentro l’AfD e in posizione maggioritaria.

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