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Creduto distrutto nei saccheggi della guerra: dopo 81 anni riemerge un rotolo imperiale e sfonda i 22 milioni di dollari

Dichiarato bruciato e perduto nei violenti saccheggi del 1945, un manoscritto intimo del maestro Yu Shinan ricompare a sorpresa dopo 81 anni e scatena una guerra di offerte da oltre 22 milioni di dollari.

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Nell’agosto del 1945, mentre l’impero fantoccio della Manciuria crollava sotto l’avanzata bellica e l’ultimo imperatore Puyi fuggiva disperato, i soldati abbandonati a se stessi saccheggiavano la residenza di Changchun. Molti capolavori millenari della collezione imperiale vennero fatti a pezzi, bruciati o dispersi nel fango. Per oltre ottant’anni gli esperti hanno pianto la fine del Jishi Tie, creduto arso tra le fiamme di quella tragica ritirata.

Invece, quel fragile pezzo di carta è riapparso dal nulla mercoledì scorso a Hong Kong. È finito all’asta da China Guardian, polverizzando ogni previsione e toccando la cifra di 177,45 milioni di dollari di Hong Kong, pari a circa 22,6 milioni di dollari americani (poco meno di 21 milioni di euro).

Il miracolo di un foglio sopravvissuto a un secolo di macerie

L’opera, nota come “Lettera del tempo accumulato”, porta la firma di Yu Shinan, vissuto tra il 558 e il 638 d.C. all’inizio della dinastia Tang. Yu non era un calligrafo qualunque: maestro personale dell’imperatore Taizong, rappresentava il continuatore diretto della tradizione di Wang Xizhi, il padre nobile della scrittura cinese, ed era anche una rilevante figura politica dell’epoca.

Yu Shinan

Si tratta di una lettera privata scritta a un amico alla fine di un gelido inverno: poche decine di ideogrammi in cui l’anziano maestro si informa sulla salute del conoscente, ammette che il proprio corpo si sta indebolendo e chiede di vedere i suoi ultimi lavori.

Nel 1991 il massimo studioso Yang Renkai scriveva con amarezza: “L’originale di Yu Shinan è andato distrutto a Xiaobailou, ed è andato perduto per sempre. È un vero peccato che non esista più”. Gli eventi storici hanno smentito le certezze accademiche.

Il sigillo dei monarchi e il test del tempo

Lungo 52,5 centimetri e alto appena 27, il rotolo è una testimonianza tangibile del potere imperiale. Chiunque lo abbia custodito nei secoli ha voluto imprimere il proprio timbro o un commento a margine.

Nel 1598 il celebre critico d’arte Dong Qichang, figura cardine della dinastia Ming, ne lodava la pennellata definendola “sottile ma potente”. Più tardi il rotolo è entrato nella tesoreria privata dei monarchi Qing, recando i sigilli personali degli imperatori Qianlong, Jiaqing e Xuantong (Puyi).

Il manoscritto

La carta reca i segni delle ferite storiche: mancano il titolo e i primi due caratteri, andati distrutti durante i saccheggi. Eppure, la forza del tratto e i passaggi dell’inchiostro secco mostrano una spontaneità che nessuna copia incisa su pietra ha mai saputo tramandare.

I numeri del capolavoro

Parametro

Dettaglio del lotto

AutoreYu Shinan (558–638 d.C., Dinastia Tang)
Titolo dell’operaJishi Tie (Lettera del tempo accumulato)
Dimensioni27 cm x 52,5 cm
Destino storicoSottratto nel 1945 a Changchun; creduto distrutto per 81 anni
Prezzo di battuta155 milioni HK$
Prezzo totale con commissioni177,45 milioni HK$ (~22,6 milioni USD)
Casa d’asteChina Guardian Hong Kong (Autunno 2026)

La dinamica economica: la caccia ai beni reali contro la moneta volatile

I reperti di epoca imperiale cinese sono rari, soprattutto quando risalgono alle epoche più antiche, e questo sia per le vicende storiche dei tempi remoti, sia per la rivoluzione culturale di Mao che distrusse molte opere antiche per cancellare la tradizione a favore di un mondo nuovo.

La frenesia  riguardante questa opera artistica è stata palpabile anche a livello popolare. Durante l’esposizione preliminare a Pechino, la folla ha atteso ore in fila per poter sostare davanti alla teca per un tempo massimo di soli due minuti.

Questi beni rari e preziosi sono anche un modo per i ricchi cinesi per salvare, in questi investimenti, una parte della propria ricchezza salvandola dall’inflazione.

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