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Cosa vuol dire avere un telefono ricondizionato nell’era dei rincari energetici

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iPhone
iPhone (© Ameen ALmayuf - Unsplash)

Al giorno d’oggi l’aumento dei costi dell’energia è continuo e acquistare un telefono ricondizionato non significa soltanto risparmiare sul prezzo finale. Significa anche allungare la vita utile di un dispositivo già esistente, riducendo il peso economico e materiale della produzione di un nuovo smartphone.

In un mercato in cui la componente energetica incide sempre di più su filiere, logistica e prezzi al consumo, il telefono ricondizionato rappresenta una scelta orientata a risparmio, durata e sostenibilità. Secondo un’indagine del 2025 condotta da Back Market – marketplace di prodotti tech ricondizionati e verificati – su quasi 10.000 clienti in cinque Paesi, l’impatto climatico delle nostre abitudini tecnologiche è diventato un tema di reale interesse per i consumatori.

Quanta energia serve per produrre uno smartphone?

Il nodo centrale è la produzione. Anche quando l’attenzione del mercato si sposta su modelli recenti come iPhone 17, il vero costo nascosto di uno smartphone resta l’energia necessaria per estrarre materie prime, assemblare componenti, trasportare il prodotto e metterlo sul mercato. Le stime disponibili variano in base alla metodologia, ma diverse analisi collocano l’energia incorporata nella produzione di uno smartphone in una fascia significativa, ben superiore a quella necessaria per la sola ricarica durante l’uso. In questo quadro oltre il 70% dei dispositivi restituiti ai ricondizionatori è ancora tecnicamente funzionante, pur venendo spesso scartato per motivi estetici o commerciali.

Impatto ambientale e bilancio della CO2: quanto inquina uno smartphone

Dal punto di vista ambientale, uno smartphone pesa soprattutto prima ancora di essere acceso. Nel Product Environmental Report di Apple per iPhone 17, la quota maggiore dell’impronta climatica è legata alla produzione di materiali e processi industriali, mentre ricarica e fine vita incidono molto meno. In parallelo, lo studio ADEME sui dispositivi ricondizionati mostra che scegliere un ricondizionato al posto del nuovo può ridurre l’impatto ambientale annuale dello smartphone dal 64% all’87%; sul solo indicatore climatico, la riduzione arriva all’87%. Prolungare la vita di un iPhone 13 fino a 5 anni, con sostituzione della batteria, può tagliare del 49% le emissioni annuali di carbonio rispetto a un ricambio più rapido.

Confronto tecnico: che differenza c’è tra uno smartphone nuovo e uno ricondizionato?

Sul piano tecnico, la differenza tra smartphone nuovo e smartphone ricondizionato non coincide automaticamente con una differenza di prestazioni. Un dispositivo ricondizionato serio viene controllato, testato, pulito, ripristinato e, se necessario, dotato di componenti sostituiti come batteria o schermo. Il vero discrimine è la qualità del processo di verifica, non l’etichetta “nuovo”. Inoltre, dal 20 giugno 2025 nell’Unione europea sono entrate in vigore nuove regole su durabilità, riparabilità ed etichettatura energetica per smartphone e tablet: un segnale che il mercato si sta spostando verso prodotti più longevi e confrontabili anche per facilità di riparazione.

Un ulteriore elemento di confronto riguarda la longevità software e il supporto agli aggiornamenti. Molti smartphone ricondizionati, soprattutto di fascia medio-alta, continuano a ricevere aggiornamenti di sistema e di sicurezza per diversi anni, garantendo un’esperienza d’uso stabile e sicura nel tempo. Questo significa che, nella pratica, un dispositivo ricondizionato può offrire prestazioni e funzionalità comparabili a quelle di un modello nuovo, a fronte di un investimento inferiore. In termini di rapporto qualità-prezzo, il ricondizionato consente inoltre di accedere a modelli premium a costi più contenuti, riducendo al contempo l’impatto ambientale legato alla produzione di nuovi dispositivi e favorendo un consumo tecnologico più consapevole.

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