EconomiaEnergia
Corsa all’atomo per l’intelligenza artificiale: Google piazza 13 miliardi in Finlandia e blinda il nucleare
Un piano senza precedenti da 13 miliardi di euro scuote il Nord Europa: Google costruisce nuovi data center per l’intelligenza artificiale e firma un patto ventennale con la centrale nucleare di Loviisa per blindare le forniture.

L’intelligenza artificiale ha una fame insaziabile che non si placa con le buone intenzioni: divora terawattora di elettricità e richiede chilometri quadrati di cemento armato. Per evitare che i suoi server restino a secco nel pieno della competizione tecnologica globale, Google ha annunciato la più grande operazione finanziaria della sua storia nel Vecchio Continente. Tra il 2027 e il 2028, il colosso di Mountain View riverserà in Finlandia la cifra monumentale di 13 miliardi di euro.
La corsa all’oro digitale ha ormai abbandonato i comodi uffici californiani per spostarsi tra i boschi e i ghiacci del Nord Europa. I giganti tecnologici americani scelgono la concretezza: comprano fette consistenti di territorio, assorbono la produzione elettrica locale e blindano le forniture a lungo termine.
Dove finisce la valanga di denaro
La mappa dei cantieri disegna una vera e propria colonizzazione industriale del territorio finlandese, estendendosi ben oltre la storica sede costiera. Gli investimenti si concentreranno su quattro poli strategici:
- Hamina: Il quartier generale storico della presenza del gruppo, ricavato nel 2009 da una vecchia cartiera dismessa e raffreddato direttamente con l’acqua del mare, vedrà un imponente allargamento su terreni rilevati di recente.
- Kajaani e Muhos: Località dove l’azienda ha acquisito ben 1.400 ettari di bosco dall’ente forestale statale Metsähallitus, garantendosi spazi immensi per nuove sale macchine.
- Vaala: Area in cui sono stati incamerati altri 900 ettari per allestire ulteriori nodi di calcolo.
La resa dei conti energetica: l’atomo batte le favole
La vera novità di questa imponente manovra risiede nella presa d’atto che le sole fonti rinnovabili intermittenti non possono garantire la continuità operativa richiesta dai centri di elaborazione dati. Per far funzionare a ciclo continuo i motori di Gemini, YouTube e del motore di ricerca, serve energia di base costante e affidabile.
Google ha così siglato un accordo ventiduenne con l’azienda energetica statale Fortum per acquistare fino al 50% dell’elettricità prodotta dalla centrale nucleare di Loviisa. I due reattori, entrati in servizio tra il 1977 e il 1980 e responsabili di circa il 10% del fabbisogno nazionale, vedranno prolungata la loro vita operativa grazie ai capitali della multinazionale, con un potenziamento di altri 48 MW complessivi.

La centrale nucleare di Loviisa
L’operazione non trascura comunque il resto del paniere energetico, necessario per alimentare il mastodontico fabbisogno dell’infrastruttura:
- Sono stati stipulati contratti per 629 MW di nuovo eolico a terra sviluppato da Valorem e Suomen Hyötytuuli.
- Vicino al polo di Kajaani entrerà in funzione un sistema di batterie industriali da 94 MW entro la fine del 2027 per stabilizzare i picchi di carico della rete.
- Ad Hamina il calore di scarto dei server verrà convogliato nella rete di teleriscaldamento locale, arrivando a coprire circa l’80% del fabbisogno termico della cittadina.
Il moltiplicatore sull’economia reale e le ricadute per Helsinki
Per l’economia finlandese, che negli ultimi anni ha sofferto le tensioni geopolitiche orientali e il rallentamento della manifattura, l’arrivo di 13 miliardi freschi in sole due annualità rappresenta una boccata d’ossigeno senza precedenti. Non siamo di fronte a movimenti speculativi di borsa, ma a cantieri edili, gettate di calcestruzzo, cavidotti e contratti di fornitura per centinaia di aziende fornitrici.
Secondo le stime preliminari, la fase di costruzione nel biennio 2027-2028 porterà un contributo medio al Prodotto interno lordo di circa 3,6 miliardi di euro all’anno. I posti di lavoro mobilitati lungo la filiera saranno oltre 37.000, di cui almeno 16.000 concentrati direttamente nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica.
Una volta terminati i cantieri, la gestione operativa quotidiana dei centri impiegherà stabilmente circa 7.000 persone tra tecnici informatici, ingegneri, addetti alla manutenzione e servizi collegati. Si tratta di impieghi ad alta specializzazione, con retribuzioni stimate superiori del 24% rispetto al salario medio nazionale. A questo si aggiungono 31 milioni di euro in quattro anni destinati da Google alle comunità locali per borse di studio e formazione tecnica di base.
Il premier conservatore Petteri Orpo ha accolto l’operazione con entusiasmo, celebrando la capacità della nazione di attrarre investimenti pesanti. Resta tuttavia aperta una questione industriale di fondo: quando un singolo gigante tecnologico estero prenota metà della produzione di una centrale nucleare e acquisisce migliaia di ettari di suolo sovrano, la crescita economica a breve termine è assicurata, ma la dipendenza strategica a lungo termine diventa un fattore con cui fare i conti. Ci sarà energia anche per i cittadini finlandesi, o dovranno pagare di più l’energia?







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