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Con nonchalance Biden ha detto di prepararsi a fare la fame

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President Joe Biden speaks about the Russian invasion of Ukraine during a news conference after a NATO summit and Group of Seven meeting at NATO headquarters, Thursday, March 24, 2022, in Brussels. (AP Photo/Evan Vucci)

 

Con grandissima nonchalance, come se fosse una cosa normale, non problematica, il presidente americano Joe Biden, in conferenza stampa alla NATO ha affermato che bisogna prepararsi alla “Scarsità di cibo”, cioè a fare la fame, o quasi.

Pres. Biden avverte che la carenza di cibo “sarà reale”, affermando che gli Stati Uniti stanno lavorando con i partner europei per porre fine alle limitazioni commerciali sull’invio di cibo all’estero per aiutare ad alleviare i problemi di approvvigionamento causati dalle sanzioni russe.

Il significato è che vi sarà, sul tema della fornitura alimentare, una vera e propria guerra, soprattutto nei confronti di una serie di paesi non allineati  dipendenti dalla Russia e dall’Ucraina. Questi rischiano comunque di fare la fame, per cui suggerisce agli europei di non fare gli schizzinosi e di produrre cibo, cancellando limiti all’import export. Peccato che poi Biden predichi bene e razzoli molto male: come fa notare Sean Davis da The Federalist le politiche statunitensi su questi temi sono incredibilmente contraddittorie e, in questa situazione strategica, folli e controproducenti “Stiamo per affrontare enormi carenze di energia e cibo e la soluzione di Biden è vietare la perforazione e installare pannelli solari e pale eoliche costose e inefficienti su ciò che resta dei terreni agricoli americani che non sono stati acquistati dalla Cina o da BlackRock“. Perché questo è il cuore del problema, le normative controproducenti messe in atto da USA e Ue e non ancora cancellate, senza le quali non ci sarebbero grossi problemi né di forniture alimentari né energetiche. Abbiamo creato la nostra personale carestia, ma a pagarne il prezzo non saremo solo noi.


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