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Complimenti a Renzi ma… Lo ammetto: amo talmente tanto la Germania che preferivo quando ce n’eran due!

Prima di tutto i complimenti al PD: come si evince da precedenti interventi il sottoscritto è e resta euroscettico e quindi tendenzialmente non di sinistra, probabilmente mi sento più allineato con il voto francese o inglese che con quello Italiano di domenica scorsa. Ma tant’è bisogna riconoscere la sconfitta. Quindi complimenti a Renzi, davvero.

merkel_renzi_twitter

Per altro ho scritto in passato sul credito di fiducia che personalmente ho ritenuto di dover concedere nei confronti dell’ex sindaco di Firenze, beccandomi più di una critica sul web: alla fine effettivamente è emerso quello che sembrava chiaro, il Matteo nazionale è in gamba, è intelligente, è giovane, è supportato ed ha imparato bene la lezione dei suoi predecessori (dagli storici maestri fiorentini, dai vecchi DC a da qualche importante ex comunista e, soprattutto, apprendendo le basi teoriche del berlusconismo, ottimismo, manovre abbaglianti, concretezza nella forma se non nella sostanza, gestione dei numeri, empatia nel parlare in pubblico, della serie se son rose [rosse] fioriranno). Senza dubbio bravo. Questa affermazione farà certamente sobbalzare sulla sedia gli anti-sinistra più radicali, lo so, ma riconoscere la realtà dei fatti è il primo passo per porvi rimedio.

 

Quello che non mi piace di Renzi, reitero, è la sua tendenza a cercare l’approvazione europea, non dimentico il primo viaggio estero in Germania dopo aver acquisito la carica di successore di E. Letta, ad incontrare Frau Merkel, anche di questo ho già scritto in passato.

 

E perchè del mio euroscetticismo? Semplice, sia per quello che ho visto accadere in questi anni, vedasi il ruolo dell’Europa nell’esempio greco ed oltre nella digressione, che per l’insostenibilità materiale della permenenza italiana in questa Europa.

 

O, più semplicemente, perchè non concepisco un’Europa in cui il paese più ricco approfitta della situazione di crisi per propri interessi economici (quest’Europa dell’euro austero serve solo alla Germania e questa lo sa benissimo). O anche perchè – essendo italiano – non posso accettare un golpe strisciante orchestrato da Francia e Germania in collaborazione con i soliti collaborazionisti italici pronipoti di Bruto (cfr, golpe contro Berlusconi), piuttosto che non ammetto che vengano attaccati interessi italiani all’estero (Libya) da parte di supposti partner europei (Francia in prima fila): tutto questo, ben preconizzato da Attali un lustro or sono (da leggere il suo libro “Come finirà”), ha messo ancora una volta in luce la radice dello storico potere europeo in tempi di crisi, ovvero la tendenza ad approfittarsi dei beni del vicino per i propri bisogni, leggasi colonialismo 2.0 (di cui WW. Funk fu l’ultimo teorico con il suo programma di Europa comune di epoca nazista). E questo senza negare i problemi italiani, assolutamente no:

 

l’Italia poteva crescere di più durante i primi 10 anni di euro ma – con grande merito – non fece l’errore di invischiarsi nella bolla subprime globale che ha portato tutto il sistema bancario al collasso, il contrario. L’Italia aveva l’unico sistema bancario occidentale in condizioni di sopravvivere oltre la crisi, innegabilmente a causa di una certa arretratezza che l’ha portata ad evitare rischi che non comprendeva, oltre ad una popolazione che non ama indebitarsi (al contrario dello Stato, ossia gli italiani non hanno visto prezzi pazzi delle case nel decennio 1999-2009).

 

Ricordiamo che la supposta ridotta produttività italiana (PIL/ore lavorate) dal 1999 al 2009 dovrebbe essere rivista con spirito critico in quanto deriva da un PIL cresciuto più o meno come la Germania in termini assoluti, ma con da una popolazione in salita ed una disoccupazione in discesa (la Germania ha nello stesso periodo visto una discesa delle ore lavorate, minore popolazione e maggiore disoccupazione). Ossia essere stati cauti nel pre-crisi rischiava di far emergere il Belpaese non dico come modello ma certamente non come vittima….

 

Ora, il popolo italiano ha sbagliato nelle scorse elezioni? Certamente no. O meglio, il popolo ha deciso a maggioranza e la maggioranza in democrazia ha ragione, peccato che quella di oggi è figlia o nipote della stessa maggioranza che decise per la colpa a Galileo nella Firenze del ‘500, guarda caso. Mi spiego meglio:

 

Quello che è successo alla Grecia è illuminante: quando la crisi scoppiò il debito su PIL era circa il 140% con un debito estero attorno al 70% se non ricordo male. Dopo la cura della troika – lì per depredare e punire il paese ellenico, non abbiate dubbi su questo - siamo al 175% di debito/PIL mentre il debito estero è attorno al 120%. Ossia, schiavi a vita (il grafico seguente è semplicemente agghiacciante!).

FireShot Screen Capture #019 - 'Greece GDP Constant Prices I Actual Data I Forecasts I Calendar' - www_tradingeconomics_com_greece_gdp-constant-prices

L’Italia è ricca e quindi durerà di più del vicino ellenico, ma a pegno di pagare, pagare, pagare…. tasse elevatissime sine die, con l’Europa che chiede e chiederà il rientro progressivo e costante dal debito accumulato, per altro in gran parte accumulato in lire e non in euro…. Quella che stiamo vivendo rischia di essere una crisi economica ventennale, fatto salvo qualche liberatorio conflitto bellico.

 

Il Renzi nazionale è stato bravo anche a fare percepire agli italiani che le cose non andavano così male prima delle elezioni, bravissimo. In realtà la crisi è tutt’altro che risolta, il GDP non sale se non per l’effetto delle prostitute e della droga (modifica del metodo del calcolo del PIL da settembre, ndr), ma nella realtà nulla cambia per la popolazione, la modifica è solo statistica – fatto che per altro farà scendere statisticamente anche la pressione fiscale in percentuale sul PIL, ci sarà magari spazio per rialzarla -. Non dimentichiamoci che il Fiscal compact richiederà all’Italia il pagamento da ca. 35 a ca. 50 mld di euro annui in più di quanto si paga oggi nel deficit (a partire dal 2015) mentre il redemption fund darà accesso privilegiato agli assets ed alle tasse italiche con il fine di pagare gli sforamenti extra deficit verso l’Europa. Si rammenti che la Germania non potrà mollare la presa sui periferici negando o affievolendo l’austerità se non in modo del tutto marginale (ci sono leggi approvate da tutti i paesi EU che devono essere rispettate!). Ossia tasse altissime per almeno 20 anni, leggasi stagnazione se non depressione, dovendo continuare a pagare gli alti interessi sul debito. E, dulcis in fundo, con i tassi bancari attesi in salita dal prossimo anno ci potrà essere il vero dramma per chi ha debiti enormi, come l’Italia.

 

Insomma, tutto quanto sopra lascia presagire che le promesse fatte dal Governo nel 2014 non verranno mantenute, o meglio le promesse di preservare l’elevato il benessere italiano non sono verosimili. Ecco emergere il dubbio sulla durata della luna di miele di Renzi con gli italiani…. Ben inteso, oggi il PD ha vinto con i voti dei moderati e di quello che resta della media borghesia, quei 4 o 5 milioni di voti mobili (inclusi i voti ex-Monti, di quelli che furono per Fini e di parte dei delusi di FI – credetemi, ne conosco vari! -: essi tradiscono una misconoscenza della cultura germanica, rischiano prima o poi di essere considerati anche loro parassiti dalla madre tedesca). E, per precisare meglio, tali voti sono quelli della gente che sta ancora bene, paradossale il fatto che questi abbiano votato per la sinistra (che forse dovremmo ridenominare Nuova Democrazia Cristiana). Questi speranzosi della classe media si aspettano continuità ma senza considerare che detta continuità nel benessere storico (e relativi privilegi di casta, di network etc.) dovrà passare necessariamente attraverso un ammorbidimento tedesco nella gestione dell’austerity.

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Tale ammorbidimento tedesco semplicemente non ci sarà o meglio se ci sarà resterà nei termini dei trattati, mantenendo quindi validi il fiscal compact e tutto quanto già approvato in passato.

 

Gli Italiani l’avranno capito quando sono andati a votare la scorsa domenica? Io penso di no. Forse gli italiani sono convinti, tutti, di essere ancora ricchi, che le micidiali guerre europee per il predominio continentale sono un ricordo del passato, che tutti vogliono è vorranno venire in Italia per fare simpatico turismo: un paese senza nemici, tutti amici della Bella Italia! Illusi, un paese di inguaribili ottimisti. Io spero di sbagliarmi ma davvero ritengo che i numeri economici dello Stato italiano dei prossimi 9 mesi saranno terribili [sono di estrazione ingegneristica], costringendo a manovre fiscali forti (sta nei numeri del bilancio dello Stato: attendiamoci privatizzazioni/svendite preventivamente concordate con l’Europa – ENEL prima di tutto -, nazionalizzazione almeno parziale dei fondi pensione, incremento tassazione sulla casa attraverso la riforma del catasto, qualche forma di patrimoniale proposta da illuminati che vivono all’Estero e che non la pagheranno – De Benedetti dixit– ) , essendo l’unico aspetto positivo quello di ricoprire come paese dell’Unione la carica di primo “azionista” del PSE in Europa (peccato che i socialisti siano all’opposizione….).

 

Vedremo. In ogni caso spero di aver chiarito il nesso tra Renzi, il PD, i miei complimenti al nuovo uomo della Provvidenza ed il fatto che ad una Germania tedesca così invadente ed impositiva ne preferivo due un po’ più deboli…

Mitt Dolcino

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