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Comites 2026, Massimo Romagnoli: “Dalla costruzione della rete alla prova del voto”

La corsa verso il rinnovo dei Comites entra nella fase decisiva. Le elezioni sono fissate al 4 dicembre 2026, data entro la quale le schede votate dovranno pervenire agli uffici consolari competenti. Prima del voto c’è però un’altra scadenza determinante: entro il 4 novembre gli italiani residenti all’estero che possiedono i requisiti previsti devono chiedere l’iscrizione nell’elenco degli elettori per poter ricevere il plico elettorale.
A differenza delle elezioni politiche e dei referendum, infatti, il materiale per votare non viene inviato automaticamente.
È su questo terreno che si sta spostando anche l’attività di Massimo Romagnoli, responsabile del Dipartimento Italiani nel Mondo di Alternativa Popolare. Dopo una fase dedicata alla costruzione della rete e all’individuazione dei candidati, il partito sta completando le liste con un lavoro concentrato in particolare su Belgio e Germania. Una strategia preparata nei mesi precedenti attraverso incontri con le comunità italiane e che considera le elezioni dei Comites come il primo banco di prova di un progetto politico più ampio rivolto agli italiani residenti fuori dai confini nazionali.
Il punto centrale, per Romagnoli, riguarda però la qualità della rappresentanza. Le comunità italiane presenti oggi in Europa hanno una composizione molto più articolata rispetto a quella dell’emigrazione tradizionale: alle generazioni storicamente radicate nei Paesi di residenza si sono aggiunti imprenditori, professionisti, ricercatori, tecnici, studenti e lavoratori che si muovono all’interno di un mercato europeo sempre più integrato.
“La vera verifica non sarà soltanto quante liste riusciremo a presentare, ma se saremo capaci di riportare dentro la rappresentanza persone che normalmente restano lontane dalla politica”, osserva Massimo Romagnoli. “Servono candidati radicati nelle comunità, che conoscano i problemi quotidiani degli italiani all’estero e sappiano trasformarli in proposte concrete”.
È un’impostazione che riflette anche il percorso professionale dello stesso Romagnoli. Parallelamente all’attività politica, l’imprenditore guida in Germania DKS Fuels GmbH, società attiva nel settore energetico e nella distribuzione di carburanti. La sua esperienza professionale si sviluppa quindi all’interno di uno dei sistemi economici europei nei quali la presenza italiana comprende ormai imprese, professionisti e lavoratori altamente specializzati, oltre alle comunità nate dalle precedenti stagioni migratorie.
Il tema diventa allora capire se i Comites riusciranno a intercettare anche questa parte della società italiana all’estero. I Comitati sono organismi rappresentativi delle collettività italiane nei rapporti con le sedi diplomatico-consolari e operano sui temi che interessano le comunità nei rispettivi territori.
Il loro ruolo può quindi comprendere questioni molto diverse, dai servizi consolari alla cultura, dall’integrazione alle esigenze delle nuove generazioni.
Prima ancora del confronto tra liste, tuttavia, la questione più immediata è la partecipazione. Il sistema della cosiddetta “opzione inversa” richiede al cittadino un passaggio attivo: chiedere entro il 4 novembre di essere inserito nell’elenco elettorale. Dal 24 settembre il servizio è disponibile anche attraverso il portale Fast It per gli aventi diritto, oltre alle modalità previste dagli uffici consolari.
“La prima campagna da fare è informativa”, sottolinea Romagnoli. “Prima ancora di chiedere un voto dobbiamo spiegare come si vota. Se un cittadino viene a conoscenza della procedura quando il termine è già scaduto, abbiamo perso un’occasione di partecipazione prima ancora che politica”.
Il passaggio non è secondario. Una maggiore partecipazione consentirebbe ai nuovi Comites di misurarsi con una base elettorale più ampia e potenzialmente più rappresentativa della composizione attuale delle comunità italiane. Al contrario, una conoscenza insufficiente delle procedure rischia di lasciare fuori una parte degli aventi diritto indipendentemente dal confronto politico tra le liste.
Per Alternativa Popolare, Romagnoli ha indicato apertamente l’obiettivo di trasformare il lavoro organizzativo degli ultimi mesi in candidature e consenso, sostenendo che l’attività rivolta agli italiani nel mondo dovrà proseguire anche dopo il voto. Saranno gli elettori, il 4 dicembre, a determinare quale spazio avrà questa proposta nel nuovo assetto dei Comites.
Prima di allora, però, la partita passa da una data meno evidente e forse altrettanto importante: il 4 novembre. È il termine entro il quale chiedere l’iscrizione nell’elenco elettorale. Ed è da quanti italiani sceglieranno di compiere questo primo passo che comincerà a prendere forma la partecipazione ai Comites 2026.







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