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Clamoroso a Londra: esposta una copia rimasta segreta della Dichiarazione d’Indipendenza
Un’incredibile copia originale della Dichiarazione d’Indipendenza USA del 1776 è stata ritrovata nei sotterranei di Londra dopo 250 anni. Era su una nave corsara sequestrata. Un omaggio storico del Regno Unito che scalda i rapporti con gli Stati Uniti.

Una scoperta proveniente dagli archivi della Marina britannica giunge proprio alla vigilia del 250° anniversario dell’indipendenza americana. Un documento che ha cambiato il corso della storia umana, la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, è rimasto nascosto per quasi due secoli e mezzo nei sotterranei del governo di Londra. La notizia, un piccola giallo storico, arriva con un tempismo politico che definire perfetto è poco.
Il ritrovamento è avvenuto nei National Archives britannici. Si tratta di una delle pochissime copie originali superstiti, stampata a Exeter, nel New Hampshire, tra il 16 e il 19 luglio del 1776. Cioè appena due settimane dopo il fatidico 4 luglio di Filadelfia. Per duecentocinquant’anni questo pezzo di carta, che sancisce il diritto universale alla “vita, alla libertà e alla ricerca della felicità”, è rimasto sepolto sotto la polvere della burocrazia inglese.
Oggi, il valore collezionistico e storico di un simile documento è inestimabile, capace di spostare milioni di dollari nei mercati d’arte e dei beni rari.
Il Giallo del Corsaro Americano
Come è finita questa copia della Dichiarazione in mano ai nemici britannici? La storia reale supera la fantasia e si lega a una vicenda di guerra navale ed economica.
- 24 dicembre 1776: La nave della Royal Navy Raisonable cattura il vascello americano Dalton al largo di Capo Finisterre, in Spagna.
- La natura della Dalton: Non era una nave militare qualsiasi, ma una nave corsara (privateer). Si trattava di un’imbarcazione privata autorizzata dal neonato governo americano a colpire il commercio inglese.
- Il bottino di guerra: Tra le carte sequestrate dai marinai britannici c’era la copia della Dichiarazione, acquistata con ogni probabilità dal capitano americano Eleazer Johnson a Portsmouth.
La Dalton fu la prima nave corsara americana catturata nelle acque europee e portata direttamente in un porto britannico. Il capitano inglese Thomas Fitzherbert decise di inviare il documento all’Ammiragliato di Londra. Forse lo considerava una preziosa informazione di intelligence militare, per mostrare ai superiori la gravità della ribellione in corso.
Il Ritrovamento e i Dettagli Tecnici
I documenti sequestrati finirono nei tribunali marittimi e poi nell’oblio. La svolta è arrivata grazie a Michael Scurr, un archivista volontario che stava catalogando i documenti dell’epoca rivoluzionaria.
Scurr ha seguito le tracce di una lettera del capitano Fitzherbert che menzionava degli “allegati”. Sotto un foglio ripiegato, è riemerso il testo intatto. Insieme alla Dichiarazione sono state trovate le regole di ingaggio per le navi americane e una commissione firmata di proprio pugno da John Hancock, il celebre primo firmatario dell’indipendenza.
John Hankock
Gli esperti confermano l’estrema rarità del pezzo: allo stato attuale esistono solo 11 copie di questo rarissimo documento, stampato fra il 16 e il 19 luglio in tutto il mondo. Fra l’altro la copia è perfettamente leggibile ancora oggi dopo 250 anni.
Un Regalo Politico per Donald Trump?
La presentazione del documento a ridosso del compleanno degli Stati Uniti non sembra del tutto casuale. Negli ambienti più smaliziati, questo eccezionale tempismo viene letto anche in chiave diplomatica.
Con il ritorno di Donald Trump sulla scena politica e l’enfasi sul patriottismo americano, il gesto del Regno Unito di mostrare e valorizzare questa reliquia storica assume il sapore di un omaggio formale e culturale verso l’alleato d’oltreoceano. Un modo per rinsaldare l’asse Londra-Washington partendo dalle radici comuni, seppur nate da una separazione dolorosa.
Il documento, dopo gli ultimi tocchi di restauro, si unirà alla mostra Revolution 250 a Londra, dove è già presente una rarissima copia della Dunlap Broadside, stampata la notte stessa del 4 luglio 1776.







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