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Chip e Memorie: la Cina rompe gli equilibri mondiali delle memorie sfidando i giganti coreani

Carenza globale di chip e impennata dei costi: il colosso cinese CXMT entra a sorpresa nelle memorie flash NAND, sfidando Samsung e le sanzioni USA.

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Il colosso cinese produttore di chip CXMT, protagonista della più grande IPO del decennio nel mercato continentale, si appresta a entrare nel fiorente mercato dei chip di memoria flash, dominato da Samsung Electronics e da altri concorrenti stranieri, secondo quanto riportato da Reuters citando fonti informate; una mossa che amplierebbe la sua base clienti in un contesto di carenza globale di memorie.

Questa mossa metterebbe inoltre lo specialista dei chip di memoria ad accesso casuale dinamico (DRAM) in competizione con il rivale nazionale YMTC, portandolo in uno dei segmenti in più rapida crescita del settore dei semiconduttori.

Alla base di tutto c’è la necessità di soddisfare la domanda proveniente dai server di intelligenza artificiale (dove il ROI rimane profondamente negativo, nonostante i grandi investimenti), che ha creato una carenza globale di memorie, con opportunità interessanti almeno sino al 2027.

L’amministratore delegato di SK Hynix, Kwak Noh-jung, ha affermato a luglio che il 2027 potrebbe essere l’anno peggiore per il settore dal punto di vista dell’offerta, mentre TrendForce prevede che la carenza di offerta di memorie NAND si attenuerà solo nella seconda metà del prossimo anno, tranne che una crisi finanziaria e del debito non costringa tutti a smettere gli investimenti e vendere le attrezzature prima.

Secondo TrendForce, i produttori hanno inoltre dato priorità agli investimenti in DRAM e memorie ad alta larghezza di banda (HBM), limitando l’espansione della capacità delle memorie flash NAND e aggravando così la carenza in questo segmento. La DRAM fornisce la memoria di lavoro utilizzata dai processori, mentre la NAND memorizza i dati in telefoni, computer e data center. Entrambe hanno registrato un’impennata dei costi negli ultimi mesi, rendendo la memoria il principale fattore di costo negli acquisti di prodotti elettronici; Goldman prevede che i prezzi della memoria da soli aumenteranno l’indice PCE di base dello 0,5%.

CXMT, nota anche come ChangXin Memory Technologies, prevede di istituire una linea di produzione dedicata alla ricerca e sviluppo per le memorie flash NAND nel suo nuovo stabilimento di Pechino, secondo quanto riportato nel rapporto; l’azienda ha inoltre istituito un istituto di ricerca nella capitale cinese e i progetti in corso includono lo sviluppo di memorie NAND, ha affermato una fonte.

CXMT ha discusso i propri piani relativi alle memorie NAND con i clienti, tra cui una startup di recente costituzione che intende acquistare i suoi chip NAND per prodotti di archiviazione utilizzati nei sistemi di intelligenza artificiale e nei supercomputer.

Secondo la società di ricerche Counterpoint, nel secondo trimestre Samsung è stato il maggiore fornitore mondiale di memorie NAND in termini di fatturato, con una quota del 28%. SK Hynix si è classificata al secondo posto, seguita da Micron. La cinese YMHT ha recentemente superato Sandisk ed è ora a pari merito con la giapponese Kioxia al quarto posto nella quota di mercato delle memorie NAND. Probabilmente supererà Micron nel prossimo trimestre.

CXMT e YMTC, note in Cina come le «stelle gemelle» dell’industria nazionale dei chip di memoria, hanno operato in gran parte in mercati separati. CXMT domina la produzione cinese di DRAM, mentre YMTC è il principale produttore di NAND del Paese. Ora questa divisione rischia di saltare e creare un eccesso di offerta anche in questo settore economico cinese.

Sebbene le due aziende siano in ritardo rispetto ai rivali internazionali più grandi e siano maggiormente esposte alla concorrenza dei prodotti a basso prezzo, stanno crescendo a un ritmo vertiginoso poiché la scarsità dell’offerta ha rafforzato il loro potere di determinazione dei prezzi con alcuni clienti cinesi. In alcuni casi, hanno applicato prezzi superiori a quelli dei loro concorrenti stranieri, secondo quanto riportato da Reuters a luglio.

Entrambe le aziende sono emerse come pilastri fondamentali della strategia di Pechino volta a costruire un’industria dei chip autosufficiente e a colmare il divario nelle tecnologie strategiche come l’intelligenza artificiale. Sono cresciute grazie al sostegno del fondo nazionale cinese per i semiconduttori e delle amministrazioni locali. CXMT si è espansa con il sostegno di Hefei, capoluogo della provincia di Anhui, nella Cina orientale, mentre YMTC è stata fondata a Wuhan, capoluogo della provincia centrale di Hubei, a testimonianza della competizione tra le amministrazioni locali cinesi per attrarre industrie strategiche attraverso investimenti e incentivi.

CXMT, che a luglio ha raccolto 57,92 miliardi di yuan (8,6 miliardi di dollari) nella più grande offerta pubblica iniziale (IPO) dell’Asia di quest’anno, prevede la realizzazione di un secondo stabilimento per chip di memoria a Pechino ed era in trattative per ottenere finanziamenti da un polo produttivo tecnologico sostenuto dal governo locale, secondo quanto riportato da Reuters il mese scorso. Anche la società madre di YMTC, CCSH, sta pianificando una quotazione a Shanghai con l’obiettivo di raccogliere 33 miliardi di yuan.

Queste società sono una minaccia alla supremazia nel settore dei colossi coreani, ma anche mettono a rischio il tentativo di Washington di mantenere una supremazia nel settore della AI, che sfrutta ampiamente questo tipo di tecnologie.

 

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