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Siamo certi che con Mattarella abbia vinto Renzi? (di Antonio Maria Rinaldi)

 

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Man mano che le polemiche sul metodo seguito per la designazione del Presidente della Repubblica scemeranno, necessariamente dovranno emergere invece le qualità di Mattarella a dimostrazione che il suo ruolo sia effettivamente super partes e pertanto nell’interesse di tutto il Paese.

Premesso che Mattarella è persona di riconosciuta estrema professionalità e correttezza, appena prenderà possesso della più alta carica dello Stato, non ci metterà molto tempo nel prendere decisioni quanto mai importanti per il destino prossimo dell’Italia.

 

E proprio qui inizieranno invece i problemi per Renzi, perché Mattarella, profondo conoscitore e garante della Costituzione, non riuscirà a rimanere silente davanti alle costanti e palesi facilonerie con cui l’attuale governo ha basato le sue azioni.

Difficilmente un inquilino del Colle come Mattarella potrà mai dare la sua benedizione alla riforma elettorale Italicum o al jobs-act, come non rimarrà certamente passivo davanti ai palesi contrasti fra il rispetto della Costituzione italiana e quella prevista dai Trattati internazionali.

 

Credo, da semplice cittadino italiano, che il Mattarella costituzionalista se lo sarà chiesto mille volte, storcendo anche il naso, come si sia potuto fino ad ora digerire nel silenzio generale l’aver ostinatamente permesso di coniugare il primo articolo della Costituzione con il perseguimento del principio del pareggio di bilancio imposto dai trattati internazionali, quando anche uno studente alle prime armi è a perfetta conoscenza che non si possono servire due padroni!

Come dovrà chiaramente chiarire al Paese come intende procedere di fronte alle costanti cessioni unilaterali di Sovranità poichè in contrasto a quanto ribadito dall’art.11 stesso della Carta Costituzionale e fino ad ora rese possibili solo perché unicamente c’è chi ancora imperterrito urla “lo vuole l’Europa”!

 

Insomma nessun costituzionalista degno di questo nome potrebbe mai dare onestamente la propria approvazione alle riforme fino ad ora avanzate da Renzi e alle imposizioni sempre più stringenti che provengono dall’Europa.

E’ arrivato il tempo di verificare puntualmente, e in modo anche certosino, se ogni atto e imposizione proveniente da Bruxelles è compatibile con il nostro ordinamento costituzionale, perché sia chiaro che prima debbono esserci gli interessi del Paese e poi quelli europei, esattamente come sempre perseguito dai nostri partners che non hanno mai perso l’occasione per ribadire che il diritto comunitario è sempre subordinato a quello nazionale.

Germania e Francia docet.

E su questo principio chi può darci maggiori garanzie se non una persona che ha fatto della Costituzione la sua ragione di vita e che ora è stata chiamata a ricoprire la più alta carica dello Stato?

 

La scaltra politica di Renzi fino ad ora basata solo nello strillare e denunciare il cambiamento di quest’Europa, sensibile nel tutelare gli interessi di parte e non dei cittadini e dell’economia reale, ma poi nei fatti fedelmente rispettarne nei minimi particolari tutto l’impianto impositivo, potrebbe essere completamente smascherata.

 

Il neo Presidente non dovrà perciò perdere troppo tempo fra l’interrogare la propria coscienza di costituzionalista integerrimo, noto per mettere i puntini sulle “i”, e la “riconoscenza” politica per l’elezione, perché è strascontata la scelta di propendere sempre e unicamente per la prima! Un forte segnale in tal senso ci sarà già nel discorso d’insediamento dove fra le pieghe si potranno chiaramente intravedere che la strada per Renzi, fino ad ora in discesa, inizierà ormai ad essere solo in salita.

Ci sarà presto pertanto da sbellicarsi dalle risate d’ora in poi con la “costituzionalità” delle proposte di riforme avanzate dai Ministri Marianna Madia e Maria Elena Boschi e le controvalutazioni che farà il costituzionalista Mattarella!

 

Non c’è da dubitare che sia a perfetta conoscenza che il tempo delle chiacchiere è esaurito e se non vorrà presto ritrovarsi Presidente di un Paese che scende in piazza, questa volta esasperato perché veramente al limite della sopportazione a dispetto degli indicatori positivi farlocchi dispensati in modo vergognosamente complice dai collaborazionisti di regime, dovrà agire velocemente e l’unica arma a sua disposizione la conosce molto bene: RISPETTO DELLA COSTITUZIONE!

Anche perché la Costituzione non è mai stata né di sinistra né di destra né di centro, ma solo degli italiani!

 

Insomma Renzi, dopo il successo personale di aver designato proprio lui il nuovo PdR, ora si troverà nella paradossale situazione che proprio Mattarella sarà il suo primo grosso problema. Sarebbe il suo più grande errore nel ritenere che il mandato del nuovo Presidente, da lui fortemente voluto, si limiterà ad essere solo il notaio certificatore al suo operato.

Lo stesso rapporto con l’Europa potrebbe essere rivisto rispetto a quello fino ad ora perseguito e il segnale che ha lanciato il neo Presidente alla sua prima uscita dopo l’elezione non lascia dubbi: si è recato a rendere omaggio alle vittime delle Fosse Ardeatine e non si è precipitato a Berlino a fare l’inchino!

E credete se fatto da un fine siciliano “doc” il messaggio non poteva essere più chiaro!

 

Antonio Maria Rinaldi

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