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Caos nel Sahel: Decapitata la Difesa del Mali. Il crollo del fortino e il fallimento della “protezione” russa

Un attacco clamoroso al cuore militare del Mali elimina il generale Sadio Camara, alleato di ferro di Mosca. L’avanzata di Al-Qaeda e Tuareg mette a nudo l’incapacità dei russi di proteggere la giunta al potere.

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Il fortino inespugnabile, alla prova dei fatti, si è rivelato drammaticamente vulnerabile. Il generale Sadio Camara, Ministro della Difesa del Mali e vera “eminenza grigia” della giunta militare al potere, è rimasto ucciso in un attacco bomba senza precedenti contro la sua residenza a Kati, la cittadella militare super-fortificata a soli 15 chilometri dalla capitale Bamako.

Che cosa è successo alla giunta militare in Mali?

Si tratta di un colpo al cuore dell’apparato statale. Camara non era un ministro qualunque: era l’architetto operativo dei colpi di stato del 2020 e del 2021, l’uomo forte considerato da molti come il naturale e futuro leader del Paese. Sebbene il presidente ad interim, Assimi Goita, sia sopravvissuto venendo tempestivamente evacuato in una “località sicura”, la perdita di Camara rappresenta una decapitazione strategica e uno shock psicologico enorme per le forze armate maliane.

L’insolita alleanza che assedia lo Stato

La vera notizia, dal punto di vista tattico, è la natura degli assalitori. L’attentato di Kati e le offensive simultanee nel resto del Paese sono il frutto di una spietata convergenza tra due forze letali:

  • Il JNIM: Il Gruppo di Sostegno all’Islam e ai Musulmani, affiliato ad al-Qaeda, che già era resposnabile delle carenze di carburante nel paese.
  • L’FLA: Il Fronte di Liberazione dell’Azawad, formazione a trazione ribelle Tuareg, che vuole l’autonomia/indipendenza della parte nord del Paese.

Due entità con agende storicamente diverse che hanno deciso di unire le forze contro un nemico comune: l’esercito regolare maliano. Oltre alla roccaforte di Kati, le operazioni congiunte hanno colpito in maniera chirurgica centri nevralgici come Bamako, Gao, Kidal e Sevare.

Miliziani in Mali

Il ponte rotto con Mosca e la vulnerabilità dell’ombrello russo

La morte di Camara non è solo una questione interna maliana, ma un terremoto per gli equilibri geopolitici dell’intero Sahel. Camara, infatti, era noto a livello internazionale per essere stato il principale pontiere tra il Mali e i mercenari russi dell’ex gruppo Wagner (oggi assorbiti nell’Africa Corps sotto il controllo diretto del Cremlino).

Appena lo scorso giugno, Camara veniva ricevuto con tutti gli onori dal Ministro della Difesa russo Andrey Belousov. In un vertice che ribadiva il ferreo legame tecnico-militare tra le nazioni, Belousov aveva sottolineato come la priorità fosse “raggiungere risultati pratici nel miglioramento della sicurezza e della sovranità”. Dal canto suo, Camara aveva elogiato la Russia come baluardo di uguaglianza in un momento segnato dalle “azioni aggressive dei Paesi occidentali”, arrivando ad accostare la lotta del Mali a quella russa “contro il nazismo”.

Alla luce dei fatti odierni, quelle dichiarazioni suonano drammaticamente vuote. Come reagirà Mosca a questa palese vulnerabilità? L’incapacità dell’alleato russo di prevenire un attacco nel cuore logistico e direttivo del Paese – la cittadella di Kati – spingerà la giunta a riconsiderare i propri assetti di sicurezza?

Questi attacchi coordinati potrebbero influenzare pesantemente la presenza russa in Africa. Il “modello Mosca” per il continente si basa su un patto chiaro: protezione dei regimi in cambio di influenza geopolitica ed estromissione delle forze occidentali. Tuttavia, se l’apparato di sicurezza russo-maliano non è in grado di garantire l’incolumità del Ministro della Difesa nella zona più presidiata della nazione, il deterrente russo perde brutalmente di credibilità. Questa crepa reputazionale rischia di incrinare la fiducia di altre giunte africane (come quelle in Niger e Burkina Faso) verso la reale efficacia dell’ombrello protettivo del Cremlino, aprendo la strada a nuovi vuoti di potere in una delle regioni più instabili del pianeta.

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