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Caos in Polonia: blitz notturno della polizia al Tribunale costituzionale mentre il presidente è in volo
Mentre il presidente Nawrocki è in volo per l’Africa e il Paese si ferma per Ognissanti, il governo Tusk usa la polizia per commissariare il Tribunale costituzionale con giudici privi di giuramento presidenziale. Esplode lo scontro istituzionale a Varsavia.

Alla vigilia della festa di Ognissanti, mentre milioni di polacchi lasciavano le città per raggiungere i cimiteri di famiglia e i parlamentari tornavano nei propri collegi, a Varsavia è andato in scena uno scontro istituzionale senza precedenti. Il governo guidato da Donald Tusk ha orchestrato l’occupazione di fatto del Tribunale costituzionale con un massiccio dispiegamento di polizia, approfittando dell’assenza fisica del capo dello Stato.
Il presidente della Repubblica Karol Nawrocki, esponente vicino al partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS), si trovava infatti in volo verso il Senegal per una visita ufficiale. Informato del blitz mentre era in quota, Nawrocki ha dovuto ordinare l’inversione di rotta dell’aereo presidenziale per rientrare d’urgenza a Varsavia nel cuore della notte, trovando il palazzo dell’Alta corte circondato dagli agenti e bloccato ai vertici in carica.
🇵🇱 Riot police are still blockading Poland’s Constitutional Tribunal this morning after dramatic overnight scenes following the suspension of its President and Vice-President
Writer: Ianpic.twitter.com/pE3d5ovbCj https://t.co/DUvPE8qdbb
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 31, 2026
Il nodo del giuramento saltato e il “congedo forzato”
L’obiettivo dell’esecutivo era neutralizzare un organo giudiziario considerato ostile perché composto in larga parte durante i precedenti governi del PiS. Per farlo, la maggioranza parlamentare ha seguito una procedura che presenta evidenti forzature di legittimità.
Ecco i passaggi chiave della manovra:
- La nomina senza firma presidenziale: il Parlamento (Sejm) ha eletto nuovi giudici costituzionali, tra cui Anna Korwin-Piotrowska. Per entrare legittimamente in carica secondo la prassi costituzionale, i giudici devono prestare giuramento davanti al presidente della Repubblica, passaggio che è stato aggirato giurando direttamente davanti al presidente della Camera. però non funziona così: pensiamo a ministri che in Italia si rifiutino di giurare davanti al Presidente. Scoppierebbe, quanto meno, un enorme scandalo.
- La presa di potere interna: nonostante l’assenza del giuramento presidenziale la renda oggettivamente priva di pieno titolo agli occhi della presidenza della Repubblica, Korwin-Piotrowska si è insediata come giudice anziano facente funzioni di presidente del Tribunale.
- L’espulsione dei vertici: la neodesignata ha immediatamente firmato la sospensione e il congedo forzato per un mese del presidente del Tribunale, Bogdan Święczkowski, e del suo vice Bartłomiej Sochański, mentre il ministro della Giustizia Waldemar Żurek inviava cinquanta faldoni di atti per chiederne la revoca dell’immunità.
- L’intervento manu militari: per garantire il cambio della guardia e impedire l’accesso a Święczkowski (che ha dovuto far tagliare il lucchetto del cancello per tentare di entrare nel proprio ufficio), l’edificio di viale Szucha è stato blindato da cordoni di polizia, provocando scontri notturni e spintoni persino all’arrivo dello stesso presidente Nawrocki, precipitosamente rotnato da un viaggio in Senegal.
Una situazione estremamente irrituale, una forzatura ingiustificata da parte di chi invocava lo “Stato di diritto” un giorno si e l’altro pure. Costringere il Presidente della Repubblica a scavalcare un cancello per entrare nella Corte Costituzionale non è un comportamente che rispetta le istituzioni. Tra l’altro il Presidente della Repubblica in Polonia è eletto a suffragio diretto universale, quindi ha una propria legittimazione popolare.
Late at night, after overcoming considerable resistance, Polish President Nawrocki finally managed to enter the building of the Constitutional Tribunal in Warsaw.
Throughout the evening and night, the right-wing forces in Poland clearly rallied around the president, and the… pic.twitter.com/NRhdTM1yp4
— Sprinter Press (@Sprinter_Press) October 31, 2026
La bocciatura dei giuristi: cinque violazioni della Costituzione
Se l’opposizione parla apertamente di colpo di Stato, le critiche più dure sul piano tecnico arrivano proprio dal mondo accademico liberale, non certo simpatizzante della destra. Il professor Marcin Matczak, noto costituzionalista dell’Università di Varsavia, ha demolito l’operazione del ministro della Giustizia Waldemar Żurek.
Secondo Matczak, sospendere i vertici della Corte costituzionale utilizzando l’articolo 130 della legge sull’ordinamento dei tribunali ordinari è un’assurdità giuridica che viola almeno cinque norme della Costituzione polacca. Il ministro della Giustizia può esercitare vigilanza amministrativa sui tribunali comuni, ma non ha alcun potere sul Tribunale costituzionale, i cui membri rispondono esclusivamente alla Costituzione (articolo 195).
In sostanza, il potere esecutivo si è arrogato con la forza il diritto di decapitare l’organo che dovrebbe controllare la costituzionalità delle leggi del governo stesso. Una forzatura compiuta in nome del “ripristino dello Stato di diritto” caro a Bruxelles, dove però le cancellerie europee, solitamente pronte a sanzionare Varsavia in passato, osservano oggi un prudente silenzio.
I miliardi europei non bastano: sondaggi in bilico e rischi economici
Questa fretta di usare le maniere forti nasconde in realtà una debolezza politica interna. La bandiera dell’europeismo a oltranza sbandierata da Tusk non sta garantendo il consenso sperato, nonostante l’afflusso di liquidità comunitaria sbloccata dalla Commissione europea per sostenere l’esecutivo amico.
Sul piatto sono arrivati 7,9 miliardi di euro legati ai fondi del NextGenerationEU e altri 6,6 miliardi di euro tramite lo strumento SAFE destinato al potenziamento della difesa. Iniezioni di spesa pubblica importanti, che in un’economia reale dovrebbero sostenere gli investimenti infrastrutturali e industriali, ma che vengono percepite da metà della popolazione come merce di scambio per cedere sovranità giuridica.
I numeri degli ultimi rilevamenti demoscopici mostrano infatti un Paese spaccato a metà, dove le forze di opposizione di destra e destra radicale sfiorano complessivamente il 50% dei consensi:
| Partito / Coalizione | Collocazione politica | Consenso (%) | Variazione |
| KO (Coalizione Civica – Tusk) | Centro-liberale (PPE/Verdi) | 30% | +2% |
| PiS (Diritto e Giustizia) | Conservatori | 20% | = |
| Konfederacja | Destra sovranista / Libertari | 14% | +1% |
| KKP (Confederazione Corona Polacca) | Destra radicale / Tradizionalisti | 12% | +4% |
| Lewica | Sinistra | 8% | = |
| R+ | Centro-destra (ECR) | 6% | = |
| PSL | Centro-popolare (PPE) | 5% | +1% |
| Razem | Sinistra radicale | 4% | +1% |
| PL2050 (Polonia 2050) | Centro-liberale (Renew) | 1% | +1% |
Sommando il 20% del PiS, il 14% di Konfederacja e il 12% della KKP (in forte crescita di quattro punti), il blocco di destra dura arriva al 46%, a cui si aggiunge il 6% dell’area ECR. La maggioranza di governo regge quasi solo sul peso personale del partito di Tusk (30%), mentre i suoi alleati minori come Polonia 2050 sono ormai ridotti al 1%. Tra l’altro questo colpo di forza ha avuto come effetto quello di riunire una destra altrimenti divisa e litigiosa.
Come ammesso dallo stesso presidente della Camera Szymon Hołownia, l’instabilità istituzionale e le dimissioni per protesta di figure chiave (come gli ambasciatori polacchi in Cina e Romania) creano una pericolosa instabilità istituzionale che puà anche spaventare gli operatori economici. Nessuna impresa pianifica investimenti produttivi a lungo termine in una nazione dove la validità delle leggi tributarie, dei contratti pubblici e del bilancio dello Stato per il 2027 può essere annullata il giorno dopo da un tribunale rivale o da un cambio di serratura notturno. Tusk invoca l’Europeismo per giustificare il proprio comportamente, ma immaginate cosa succederebbe in Italia se il Presidente del Consiglio mandasse i carabinieri a sloggiare la Corte Costituzionale. Perché questo è quello che è accaduto in Polonia.







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