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Camionisti fantasma e patenti facili: scatta la maxi-chiusura di 270 autoscuole negli USA per fermare le stragi sulle strade

Maxi-operazione negli USA: chiuse oltre 270 scuole guida per camion dopo la scoperta di patenti comprate, corsi fittizi e gravi incidenti sulle autostrade.

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Autoarticolati da quaranta tonnellate lanciati a cento chilometri orari sulle autostrade, guidati da persone prive di addestramento, incapaci di leggere la segnaletica stradale e, in casi limite, registrate nei documenti ufficiali persino con la dicitura «nessun nome fornito». Un pericolo mortale che si è già tradotto in incidenti fatali e vite spezzate sulle strade americane. Per arginare questa emergenza, il governo federale ha avviato un giro di vite senza precedenti, ordinando la chiusura immediata di oltre 270 scuole guida per mezzi pesanti.

L’operazione congiunta è stata presentata a Detroit dal Segretario ai Trasporti Sean Duffy e dal Segretario per la Sicurezza Nazionale Markwayne Mullin. I numeri emersi dai controlli della Federal Motor Carrier Safety Administration (FMCSA) descrivono un quadro allarmante: su circa 400 centri di formazione ispezionati, oltre il 40% non rispettava i requisiti minimi di legge o operava in totale frode.

I numeri della stretta federale sulle autoscuole

Tipologia di interventoNumero di struttureMotivo principale del provvedimento
Revoca immediata d’urgenza110 scuoleRilascio di patenti ad allievi non idonei e privi dei requisiti linguistici
Proposta di chiusura / Sospensione160 scuoleSpazi inadeguati per le manovre e istruttori privi di abilitazione
Totale strutture fuorilegge270+ scuoleViolazione del 40% dei requisiti federali di sicurezza

Le indagini hanno scoperchiato un vero e proprio mercato nero delle patenti commerciali (CDL). Centodieci istituti sono stati cancellati con procedura d’urgenza per aver promosso a tavolino allievi che non parlavano nemmeno l’inglese di base, requisito fondamentale per comprendere gli avvisi di emergenza o dialogare con le pattuglie di controllo.

Altre centosessanta strutture mancavano persino dei piazzali per le manovre o impiegavano docenti senza alcuna qualifica. In alcuni casi grotteschi, gli ispettori federali hanno scoperto che le “aule teoriche” dichiarate sulla carta consistevano in vecchi scuolabus arrugginiti stipati nel retro di un rimorchio.

Le irregolarità più gravi riscontrate dagli ispettori:

  • Centinaia di patenti rilasciate a immigrati irregolari senza alcuna verifica d’identità, con documenti recanti la voce “Nome non fornito”.
  • Autisti coinvolti in sinistri mortali dopo aver ottenuto la licenza senza svolgere le ore obbligatorie di guida.
  • Totale assenza di registri delle presenze e delle valutazioni pratiche.
  • Istruttori non certificati che vendevano attestati a pagamento senza esami reali.

L’illusione del basso costo: il vero prezzo del dumping nel trasporto merci

Questa vicenda non è solo una cronaca di truffe e incidenti, ma l’ennesima dimostrazione pratica di cosa accade quando si persegue il dogma del “costo più basso a ogni costo”.

Per anni, per compensare la presunta carenza di autisti e comprimere le tariffe di trasporto a vantaggio della grande distribuzione, si è chiuso un occhio sul rispetto delle regole, tutto per poter risparmiare qualche centesimo sulle tariffe di trasporto. L’immissione sul mercato di decine di migliaia di autisti privi di qualifica e spesso irregolari ha prodotto un effetto economico devastante: un pesante dumping salariale che ha schiacciato verso il basso le retribuzioni dei camionisti professionisti regolari.

Questo meccanismo distorce la concorrenza a danno delle imprese di autotrasporto serie, che investono in sicurezza, manutenzione dei mezzi e stipendi dignitosi. Ma soprattutto, il risparmio iniziale sulle tariffe è solo un’illusione ottica. I costi reali non spariscono: vengono semplicemente scaricati sulla collettività sotto forma di costi assicurativi alle stelle. Inoltre risparmiare su una delle categorie di lavoratori più impegnati, i camionisti, si è rivelata devastante dal punto di vista della sicurezza. Ricordate i 18 morti per un’inversione a U in autostrada fatta da un autista di mezzo pesante che neppure comprendeva i cartelli stradali?

Ripristinare la legalità e pretendere standard formativi rigorosi non significa limitare il mercato, ma proteggere la sicurezza pubblica e difendere il valore del lavoro. Un settore strategico come la logistica non può reggersi su scorciatoie e operatori improvvisati: quando si guida un bestione da quaranta tonnellate, la competenza è la prima tutela economica e sociale per l’intero Paese.

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