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Bollette e transizione verde: aumento delle spese del 155% e un conto da 2.000 miliardi che finirà sui cittadini

L’espansione incontrollata delle rinnovabili mette in ginocchio la rete elettrica dell’Unione Europea: investimenti esplosi del 155%, 40% delle linee obsolete e un conto da 2.000 miliardi che rischia di abbattersi direttamente sulle bollette di famiglie e fabbriche.

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Le politiche di elettrificazione stanno imponendo pesanti investimenti alle reti energetiche europee. La maggior parte dei paesi prevede un aumento degli investimenti nelle proprie infrastrutture di rete fino al 2030, dopo aver più che raddoppiato gli investimenti annuali dal 2019, secondo quanto affermato venerdì dall’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione dei regolatori dell’energia (ACER) in un rapporto.

Su un totale di 24 paesi esaminati nel rapporto, 22 hanno aumentato gli investimenti annuali nelle reti lo scorso anno rispetto al 2019, con un incremento medio del 155%, ha indicato l’ACER nel suo rapporto di monitoraggio intitolato «Sviluppo delle infrastrutture energetiche in Europa 2026».

La crescita più elevata degli investimenti nelle reti si è registrata in Germania, Grecia e Svezia, rispettivamente del 505%, 327% e 310%, secondo quanto emerso dall’analisi. Solo in Lussemburgo e in Norvegia gli investimenti annuali nel 2025 sono scesi rispetto ai livelli del 2019.

«Guardando al futuro, si osserva una tendenza simile: 15 paesi su 18 (l’83%) prevedono investimenti più elevati nel 2030 rispetto al 2025 (in media del 134%)», ha affermato l’ACER nel rapporto.

I Paesi Bassi prevedono l’incremento maggiore, con investimenti che dovrebbero quasi quintuplicarsi rispetto al livello del 2025. L’Estonia, la Lettonia e Cipro sono gli unici Stati membri dell’UE che prevedono una diminuzione.  Nello stesso tempo l’ACER osserva che queste stime «devono essere valutate con cautela, considerando i ripetuti ritardi e le riprogrammazioni dei progetti di trasmissione».

Nonostante l’indebolimento dell’attività industriale e gli elevati costi energetici, la domanda di elettricità europea sta invertendo la tendenza di anni di calo del consumo energetico.

Questa crescita delle energie rinnovabili sta mettendo a dura prova le reti europee, che necessitano di ingenti investimenti per poter integrare la produzione in forte aumento di energia solare ed eolica. Si tratta di un problema urgente per l’UE e il Regno Unito, che richiedono trilioni di dollari per adeguare le reti del passato alla futura produzione e domanda di energia.

La Commissione europea ha stimato che siano necessari da 2250 miliardi di dollari (2000 miliardi di euro) a 2,6 trilioni di dollari (2,3 trilioni di euro) per soddisfare le esigenze delle reti fino al 2050, come ha evidenziato lo scorso anno una revisione delle reti elettriche dell’UE condotta dalla Corte dei conti europea.

Entro la fine del decennio, l’UE avrebbe bisogno di 656 miliardi di dollari (584 miliardi di euro) di investimenti, poiché il 40% delle sue reti di distribuzione ha più di 40 anni e la capacità di trasmissione transfrontaliera è destinata a raddoppiare entro il 2030, afferma la Commissione. Tra l’altro qui parliamo solo di rete elettrica: il problema della generazione è poi completamente diverso.

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