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Bloomberg loda Giorgia Meloni come l’anti Starmer d’Europa

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Che le cose per il premier britannico Keir Starmer non vadano affatto bene, è cosa ormai arcinota. e il suo attaccamento alla poltrona dopo che anche i vertici del suo stesso partito lo hanno praticamente sfiduciato, fa. quasi tenerezza, anche se sembra un tratto comune della sinistra di mezza Europa, quello della fascinazione del potere a dispetto di numeri e consenso. Lo stesso Pedro Sanchez, tanto caro alla sinistra italiana, continua a governare malgrado la sua maggioranza sia ormai ai minimi termini ed è arrivato  al terzo anno consecutivo senza che il governo sia stato in grado di presentare la fondamentale legge di bilancio. Eppure il leader spagnolo che ha visto i vertici del suo partito decapitati da una serie di inchieste per corruzione, continua a rimanere ancora al Palazzo della Moncloa, sede del governo. Per non parlare della Francia di Macron, che ha cambiato ben cinque primi ministri in pochi mesi, senza riuscire a trovare una maggioranza che fosse in grado di governare.

Ma è proprio in Gran Bretagna che l’attenzione mediatica sta focalizzandosi per rappresentare una situazione la limite del paradossale, con un premier, votato a furor di popolo un anno e mezzo fa e che ora invece vede il suo consenso ai minimi termini e il suo stesso partito che sta facendo di tutto per convincerlo a dimettersi.

Ed è al limite del paradossale che in questa situazione sia proprio il nostro paese, fino a quattro anni fa, considerato la patria della instabilità e dei governi ballerini, ad essere ora considerato un modello di stabilità per tutta Europa, anche dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia.  “Ha trasformato gli attacchi al presidente americano in una vera e propria arte. Ecco la nuova Giorgia Meloni: migliore e, se possibile, più combattiva della vecchia”. scrive il giornalista di Bloomberg, Adrian Wooldbridge, in un editoriale, che loda Giorgia Meloni appunto come un modello di stabilità e di fermezza, in un Europa sempre piu disorientata.

Il giornalista di Bloomberg, che considera la battuta di arresto del referendum come ormai superata ( malgrado in Italia le opposizioni continuino ad attaccarsi come un mantra a quello come un esempio del fallimento del governo) fa un raffronto tra il governo di Meloni e quello di Starmer, proprio per evidenziare i meriti della prima e i demeriti del secondo, in un contesto iniziale che era tutto a favore dell’inglese. Il laburista Keir Starmer, infatti, ha preso un sistema politico così disperatamente bisognoso di stabilità da avergli garantito un’enorme maggioranza, e ha poi creato inutili turbolenze e frammentazioni , mentre  Meloni ha preso un sistema notoriamente instabile e lo ha tenuto insieme.

Inoltre, prosegue Wooldbridge, Meloni è anche molto diversa dall’acerrimo nemico di Starmer, Nigel Farage. “Lui è l’archetipo del populista irresponsabile che ha guidato una serie di movimenti di protesta, ma non ha mai diretto un ministero e, come leader di partito, ha litigato con la maggior parte delle persone con cui ha lavorato. Meloni ha ottenuto il suo primo incarico di governo nel 2008, quando Berlusconi, sotto pressione per assumere donne, la nominò ministro della gioventù, rendendola la più giovane ministra nella storia italiana”. altro che sovranista pericolosa come qualcuno a sinistra ancora accusa di essere Giorgia Meloni, a cui viene addebitato anche il suo appoggio all’ungherese Orban, uscito sconfitto alle elezioni.

Il giornalista di Bloomberg infatti smentisce completamente questa narrazione, rovesciandola e indicando anzi la Meloni come colei che avrebbe cambiato i partiti euroscettici e sovranisti verso un modello conservatore e piu moderato. “L’idea di guerrieri culturali di destra che marciano compatti dietro Trump in un conflitto di civiltà è pura utopia. I populisti europei rischiano l’estinzione se si lasciano distrarre da simili sciocchezze invece di imparare a gestire le cose in modo responsabile. La francese Marine Le Pen ha già adottato l’approccio più moderato di Meloni su tutto, da Bruxelles alla Nato. Con il crollo del modello di Trump, di pari passo con i suoi sondaggi, è lecito aspettarsi che altri seguano il suo esempio”. L’influenza meloniana, si legge, rappresenta un modello per una nuova generazione di populisti “puliti”, molto diversi dai precedenti.

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