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EconomiaEnergia

Benzina al capolinea prima del previsto: la guerra spinge la svolta elettrica secondo Totalenergies

I rincari e il conflitto accelerano la transizione: TotalEnergies anticipa il picco dei consumi di greggio, mentre le auto a benzina scendono sotto il 50%.

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A un anno dalla previsione secondo cui la domanda di petrolio avrebbe continuato a crescere fino al 2040, TotalEnergies ha anticipato il picco a un periodo compreso tra il 2035 e il 2040 e afferma che la guerra in Iran potrebbe accelerare la transizione energetica.Video con audio disattivatoLe previsioni energetiche annuali della società, pubblicate lunedì, indicano che la domanda di prodotti petroliferi si stabilizzerà per tutto il decennio 2030, prima di registrare un lento declino. Il responsabile della sostenibilità Aurélien Hamelle ha dichiarato ai giornalisti che la domanda potrebbe diminuire più rapidamente se le vendite di veicoli elettrici continuassero a crescere.

Nel novembre 2025, TotalEnergies aveva previsto che, sulla base delle tendenze attuali, la domanda di petrolio sarebbe aumentata di quasi il 5% raggiungendo i 108 milioni di barili al giorno entro il 2040, per poi scendere a 98 milioni di barili al giorno entro il 2050. Come motivi citava il parziale taglio dei sussidi ecologici negli Stati Uniti, le nuove autorizzazioni per il GNL, le nuove centrali a carbone in Asia e il rallentamento delle vendite di veicoli elettrici. L’amministratore delegato Patrick Pouyanné aveva affermato all’epoca che le possibilità che si realizzasse lo scenario in linea con l’accordo di Parigi stavano «diminuendo, se non addirittura diventando irraggiungibili».

Un anno prima, la società aveva previsto che la domanda avrebbe raggiunto il picco dopo il 2030. Questo ci dice come perfino i grandi esperti del settore spesso non abbiano le idee particolarmente chiare, visto che ogni anno cambiano le previsioni, e anche in modo radicale.

Il rapporto del 2026 afferma che la crisi energetica innescata dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran potrebbe fungere da «acceleratore» della transizione. Il rapporto evidenzia un forte aumento delle vendite di veicoli elettrici in Asia, America Latina ed Europa, nonché l’introduzione di quote più elevate di miscelazione dei biocarburanti. Hamelle ha descritto una «straordinaria accelerazione» delle tecnologie a basse emissioni di carbonio tra il secondo trimestre del 2025 e il secondo trimestre del 2026.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) prevede circa 23 milioni di vendite di veicoli elettrici nel 2026, pari a quasi il 30% delle auto nuove in tutto il mondo. Nel primo trimestre, le vendite di veicoli elettrici sono aumentate di circa il 30% in Europa, dell’80% nella regione Asia-Pacifico (esclusa la Cina) e del 75% in America Latina. Le auto alimentate esclusivamente a benzina sono scese al di sotto della metà delle vendite globali di auto nuove per la prima volta nella prima metà dell’anno, attestandosi al 49%.

La guerra, iniziata il 28 febbraio e che ha bloccato il traffico delle petroliere nello Stretto di Ormuz, ha anche portato grandi benefici a TotalEnergies. Il suo utile netto rettificato del terzo trimestre è più che raddoppiato, raggiungendo i 9,1 miliardi di dollari, grazie a un risultato record di 4,1 miliardi di dollari registrato dalla divisione downstream, con i margini di raffinazione che hanno toccato livelli storici.

Questa previsione è giusta hic et nunc, ma se la situazione dovesse cambiare in futuro, magari con una parziale distensione che riducesse i prezzi, queste previsioni varrebbero come quelle degli anni precedenti, cioè molto poco.

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