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Economia

Bancomat entra nella sperimentazione IT-Wallet: l’identità digitale arriva alla prova dei pagamenti

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Il portafoglio digitale potrebbe diventare utile anche quando si paga. Bancomat ha annunciato il suo ingresso nella sperimentazione IT-Wallet promossa dal Centro Studi dell’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento. L’obiettivo è individuare applicazioni concrete dell’identità digitale nel settore dei pagamenti, portando uno dei principali circuiti italiani dentro la fase di test che sta preparando l’apertura del sistema anche agli operatori privati.

Il lavoro riguarderà soprattutto l’identificazione e l’autenticazione degli utenti: Bancomat valuterà se e come le credenziali digitali e gli attestati elettronici possano essere impiegati nei suoi servizi e nei rapporti tra clienti, portafogli digitali e operatori. Il Centro Studi APSP contribuirà a definire e sperimentare i casi d’uso, mettendo a disposizione competenze tecniche e di settore. Si tratta ancora di una fase di studio e test: non c’è, dunque, una nuova funzione già annunciata per carte, app Bancomat o sportelli automatici.

Per capire il senso dell’iniziativa bisogna distinguere i due portafogli che oggi convivono sul telefono. Uno conserva gli strumenti con cui paghiamo; l’altro, IT-Wallet, nasce per custodire documenti e informazioni verificabili, come quelle necessarie a dimostrare la propria identità. La sperimentazione esplora i possibili punti d’incontro tra questi due ambiti. Quali procedure potranno diventare più semplici, e con quali garanzie, sarà proprio il test a stabilirlo.

Il passaggio è però significativo perché arriva nel momento in cui IT-Wallet sta uscendo dalla dimensione esclusivamente pubblica. L’ambiente nazionale di test per le imprese è stato aperto nel maggio scorso e permette ai soggetti privati di verificare l’interoperabilità delle proprie soluzioni con l’infrastruttura nazionale utilizzando dati che non sono riferibili a cittadini reali. L’ecosistema previsto dal governo affiancherà infatti al wallet pubblico integrato nell’app IO anche portafogli sviluppati da operatori privati, tutti chiamati a rispettare standard comuni di sicurezza, interoperabilità e protezione dei dati.

A indicare la direzione è stato nei mesi scorsi anche Alessio Butti. Presentando l’apertura della sperimentazione alle aziende, il sottosegretario all’Innovazione ha ricordato che in un anno e mezzo le attivazioni dei documenti digitali su IO hanno raggiunto quota 12 milioni e ha definito l’ingresso degli operatori privati un passaggio fondamentale per costruire un sistema nazionale nel quale identità digitale e attestati elettronici possano essere utilizzati tanto nei servizi pubblici quanto in quelli privati. «IT-Wallet non sostituisce obbligatoriamente i documenti fisici», ha precisato Butti: l’obiettivo è offrire uno strumento aggiuntivo per rendere più rapido l’accesso ai servizi.

È in questo spazio che si inserisce Bancomat. Il Centro Studi APSP, accreditato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato come soggetto abilitatore della sperimentazione, accompagnerà il circuito nella costruzione dei casi d’uso. Il progetto rientra inoltre nel lavoro del Trust Data Identity Network, nato per studiare l’impatto dei nuovi modelli di identità digitale e delle attestazioni elettroniche nei diversi settori economici. E non è un percorso soltanto italiano: lo sviluppo dell’IT-Wallet dovrà progressivamente raccordarsi con l’European Digital Identity Wallet previsto dal nuovo quadro europeo eIDAS.

Il punto, in prospettiva, è proprio questo. Un’attestazione digitale potrebbe consentire a un servizio di pagamento di verificare soltanto l’informazione necessaria a completare una determinata operazione, evitando passaggi ulteriori o la consegna di documenti cartacei. Ma su quali servizi Bancomat deciderà effettivamente di applicare queste possibilità è ancora presto per dirlo: il comunicato parla volutamente di sperimentazione e non anticipa prodotti destinati al pubblico.

La notizia, dunque, non è che da domani si potrà prelevare con IT-Wallet. È che uno dei principali protagonisti dei pagamenti italiani comincia a verificare quale ruolo potrà avere l’identità digitale nelle operazioni di tutti i giorni. Il passaggio dal documento digitale al suo utilizzo nei servizi privati è, in fondo, il vero banco di prova della nuova infrastruttura. Prima di parlare di funzioni disponibili ai clienti serviranno però risultati della sperimentazione, scelte tecniche e annunci più precisi.

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