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Economia

Attuazione delle leggi e risorse disponibili nuovo record per il governo Meloni

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Il governo Meloni raggiunge il livello più alto della legislatura nell’adozione dei provvedimenti attuativi e riduce il ricorso ai decreti necessari per rendere operative le leggi. È il quadro che emerge dalla sedicesima relazione del Dipartimento per il programma di Governo, pubblicata il 15 ottobre e aggiornata al 30 settembre 2026.
Il tasso complessivo di adozione arriva al 70,2%, includendo gli atti ereditati dalla precedente legislatura. Nel trimestre luglio-settembre, inoltre, l’82% dei decreti-legge non prevede rinvii a successivi provvedimenti attuativi: una semplificazione che consente alle disposizioni di produrre effetti senza attendere un ulteriore passaggio normativo.

Il risultato finanziario è particolarmente significativo. Gli interventi dell’esecutivo riferiti agli esercizi 2022-2026 hanno reso disponibili 403,19 miliardi di euro, pari al 99,3% degli stanziamenti monitorati. A questi si aggiungono 9,62 miliardi sbloccati attraverso l’attuazione di disposizioni della precedente legislatura, portando il totale a 412,81 miliardi. Si tratta di risorse rese utilizzabili sul piano normativo, un indicatore distinto dalla spesa effettivamente sostenuta.

Un ruolo fondamentale in questo risultati apprezzabilissimi spetta chiramente al responsabile dell’ attuazione del prp gramma del governo, Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’attuazione del programma. La sua attività comprende il raccordo con i ministeri e la convocazione della Conferenza dei capi di gabinetto. Già nelle indicazioni operative del settembre 2024 erano state individuate due priorità: gli atti di maggiore
rilevanza per il programma e quelli collegati a stanziamenti di almeno 10 milioni di euro. Una scelta che concentra il lavoro amministrativo sulle misure con conseguenze più rilevanti per cittadini e imprese. Il confronto con gli esecutivi precedenti offre un elemento utile soprattutto sul numero di passaggi richiesti dalle manovre. La legge di bilancio per il 2019, approvata dal Conte I, prevedeva 111 provvedimenti attuativi; quelle per il 2020 e il 2021, varate dal Conte II, rispettivamente 125 e 151; la manovra Draghi per il 2022 ne richiedeva 153. Con Meloni si passa ai 118 della legge di bilancio 2023, ai 55 del 2024, ai 110 del 2025 e ai 103 del 2026. Quest’ultimo valore è inferiore di circa un terzo a quello della manovra per il 2022. È un confronto sul fabbisogno di attuazione, che risente anche dei diversi contenuti delle leggi.

Lo stock complessivo dei provvedimenti da adottare è di 548 unità, in linea con il trimestre precedente, nonostante l’elevato numero di atti legislativi entrati in vigore nel periodo. Disponibile è il 99,3% delle risorse stanziate dal Governo Meloni. Dei 405,97 miliardi di euro previsti per gli anni 2022-2026, 359,65 miliardi sono risultati subito utilizzabili grazie a norme direttamente applicabili. Altri 43,55 miliardi sono stati liberati con l’adozione dei relativi decreti attuativi. In totale sono quindi disponibili 403,19 miliardi di euro (99,3%). 413 miliardi di euro di risorse disponibili per famiglie ed imprese. Grazie all’adozione dei decreti attuativi relativi ai provvedimenti dei Governi precedenti, sono stati sbloccati altri 9,62 miliardi di euro. Le risorse complessivamente disponibili salgono così a 412,81 miliardi.

Tra gli interventi più rilevanti figurano:

il fondo da 20 milioni di euro per il 2026 destinato al sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l’assegnazione della casa familiare di proprietà e hanno figli a carico fino a 21 anni; il contributo fino a 1.500 euro per studente, con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2026, destinato a chi frequenta una scuola secondaria paritaria di primo grado o il primo biennio di una scuola secondaria paritaria di secondo grado; il credito d’imposta per le imprese agricole, finanziato con 90 milioni di euro per il 2026, a compensazione delle spese sostenute per benzina e gasolio tra marzo e maggio 2026; il finanziamento di 2 milioni di euro per il 2026 destinato a progetti contro il cyberbullismo nelle scuole secondarie di secondo grado.

 

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