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Attacco con droni a Barakah: la centrale nucleare degli Emirati è salva, ma il Golfo Persico si infiamma

Un drone colpisce la centrale nucleare di Barakah negli Emirati. Radiazioni nella norma, ma l’attacco riaccende lo scontro nel Golfo Persico: quali sono i rischi per il mercato dell’energia e per l’economia globale?

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Un drone ha colpito un generatore elettrico appena fuori dal perimetro interno della centrale nucleare di Barakah, nella regione di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. Le autorità di Abu Dhabi si sono affrettate a spegnere l’incendio e, soprattutto, a spegnere il panico: nessun ferito e, per fortuna, nessun rilascio di radiazioni.

L’Autorità Federale per la Regolamentazione Nucleare degli Emirati ha confermato che i sistemi vitali dell’impianto funzionano in modo normale. Anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) è intervenuta per gettare acqua sul fuoco, dichiarando di essere in contatto costante con le autorità locali e confermando che i livelli di radioattività non hanno subito variazioni.

Ecco i dati certi di questa vicenda:

  • L’obiettivo colpito: Un generatore esterno alla zona critica della centrale di Barakah.
  • I danni: Un incendio, ora domato, senza danni ai reattori.
  • La sicurezza: Livelli di radiazione nella norma, confermati dall’AIEA.

Se dal punto di vista radiologico possiamo tirare un sospiro di sollievo, dal punto di vista economico e geopolitico la situazione è molto meno tranquilla. Gli Emirati Arabi Uniti si trovano, volenti o nolenti, nel mezzo del conflitto che coinvolge Israele, Stati Uniti e Iran. I cieli della regione sono sempre più affollati di missili e droni. Venerdì scorso, il Ministero degli Esteri degli Emirati aveva respinto duramente le accuse iraniane, ribadendo il proprio diritto di rispondere a qualsiasi atto ostile.

Il rischio vero, ora, non è un disastro in stile Chernobyl, ma un blocco economico nel Golfo Persico ancora più stretto di quanto sinora accaduto. Colpire, o anche solo sfiorare, un’infrastruttura nucleare dimostra una capacità di penetrazione delle difese che mette in allarme l’intero sistema produttivo della regione, ancora più di quanto sia ora e proprio mentre si cerca di raggiungere un modus vivendi.

Bushehrs , centrale nucleare iraniana

Bushehr , centrale nucleare iraniana

Fortunatamente, i droni non sanno causare un disastro nucleare colpendo un generatore esterno, ma sanno benissimo come far tremare i mercati. Senza considerare che un attacco alla centrale nucleare emiratina può aprire la strada ad un’azione equivalente verso quella iraniana di Bushehr, sinora colpita solo nelle infrastrutture di trasporto energetico. Gli Emirati potrebbero mostrare molto meno controllo rispetto a quello sinora esercitato dai contendenti.

La tensione tra le due sponde del Golfo Persico è alle stelle e l’economia globale, che dipende da quell’area per la sua stabilità energetica, osserva la situazione con grande preoccupazione. Stiamo per assistere all’ennesima escalation?

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