Finanza
Anthropic sorpassa OpenAI: la corsa ai miliardi dell’Intelligenza Artificiale (che restano, per ora, soldi di carta)
Anthropic, creatore dell’IA Claude, supera OpenAI con una valutazione record di 965 miliardi di dollari. Ricavi alle stelle e primo utile previsto a giugno.

La gara tra i giganti dell’Intelligenza Artificiale ha appena registrato un sorpasso storico. Anthropic, l’azienda creatrice del modello Claude, ha superato OpenAI in termini di valutazione di mercato. Un evento che gli addetti ai lavori osservavano da tempo, ma che si è concretizzato con una velocità sorprendente e inattesa.
Mentre gli investitori sono ancora in trepida attesa dell‘offerta pubblica iniziale (IPO) di OpenAI, l’azienda guidata da Dario Amodei ha premuto sull’acceleratore in modo deciso. Un recente round di finanziamenti ha raccolto 65 milioni di dollari in pochissime settimane, spinto da una fortissima domanda del mercato. Questo afflusso di capitali, seppur modesto per i normali standard della Silicon Valley, ha fatto da leva, spingendo la valutazione totale di Anthropic a livelli record.
I numeri del sorpasso
Per capire le dimensioni di questa crescita, basta guardare i dati dei ricavi aziendali:
- Incassi del primo trimestre: 4,8 miliardi di dollari. Una crescita che batte i record di Zoom durante la pandemia o quelli di Google prima di sbarcare in borsa.
- Previsioni per il secondo trimestre: 10,9 miliardi di dollari, con l’obiettivo chiaro di raddoppiare i ricavi in pochi mesi.
- Utile operativo stimato: 559 milioni di dollari previsti per il terzo trimestre dell’anno.
Ecco un rapido confronto delle valutazioni attuali:
| Azienda | Valutazione Stimata (Miliardi di $) |
| Anthropic | 965 |
| OpenAI | 852 |
Cosa significa questo dal punto di vista aziendale? Indica un’enorme fiducia degli investitori verso Anthropic. L’azienda prevede, infatti, di registrare il suo primo vero utile già nel mese di giugno. Si tratta di un traguardo notevole per un settore noto per bruciare enormi quantità di cassa solo per mantenere accesi i server.
Tuttavia, è utile mantenere i piedi per terra e guardare la scena con un po’ di sano realismo. Come accade spesso durante le corse all’oro tecnologiche, stiamo parlando di stime basate su speranze future. Alla fine della fiera, per ora, sono solo soldi di carta. Queste valutazioni quasi da mille miliardi non sono moneta reale nelle tasche degli azionisti, almeno fino a quando non ci sarà una quotazione in borsa vera e propria. La vera sfida, oggi, non è vantare il numero più alto su un foglio di calcolo, ma mantenere i clienti paganti e continuare a vendere servizi stabili ogni giorno.







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