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Economia

Anche per l’Europa l’Italia è il paese più virtuoso sul Pnrr

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Tommaso Foti, il ministro per gli affari europei, era visibilmente soddisfatto, ieri a Milano alla chiusura della due giorni organizzata a Milano dell’evento “L’ITALIA DEL PNRR. Creare il modello, fare sistema, orientare il futuro. Una sfida che si racconta”. E la sua faccia soddisfatta era dovuta non solo alla piena riuscita dell’evento inaugurato dalla premier Giorgia Meloni e concluso dal vicepresidente esecutivo della Ue Raffaele Fitto. Foti era anche assai soddisfatto per il pieno riconoscimento che Declan Costello, economista e Capo Unità nel dipartimento responsabile del ‘Coordinamento delle riforme strutturali e del servizio economico’, da oltre venticinque anni funzionario alla commissione europea, ha dato a lui e al governo italiano sulla realizzazione de dovessi dire quale Paese ha avuto il miglior risultato o fatto i maggiori progressi nell’attuazione del Pnrr, direi che è l’Italia”.  ha detto Declan Costello, intervenendo all’evento “L’Italia del Pnrr” organizzato dal ministro Tommaso Foti a Milano.

“L’Italia – ha aggiunto – è il Paese con la quota più alta di erogazioni: 166 miliardi su 194, pari all’85%. C’è un altro paese all’85% ed è la Francia. Ma alla Francia abbiamo erogato 34 miliardi su un’allocazione di 40 miliardi. Quindi la percentuale è la stessa, ma stiamo parlando di un ordine di grandezza completamente diverso. L’Italia è il Paese con il maggior numero di erogazioni andate a buon fine. Regolari come un orologio. Non mi aspettavo, nel maggio 2026, di trovarmi qui a dire che il Paese con il miglior tasso di attuazione sarebbe stato l’Italia. Ma è un risultato di grandissimo rilievo”.el piano del Pnrr. Una soddisfazione che andrebbe condivisa certamente anche proprio con Raffaele Fitto, che è stato l’artefice del piano nella sua inziale e che ha permesso con la sua rimodulazione, quando era a capo del ministero degli affari europei, di far diventare il nostro paese il primo in Europa nella sua attuazione.

Costello uno dei massimo papaveri in campo finanziario della commissione europea, ha anche ricordato come per il Pnrr entro il 31 agosto ci siano per il nostro paese le ultime 159 milestone per 28,4 miliardi definendolo ‘Un compito immane, sono convinto che ci riuscirete’  il funzionario della Ue ha spiegato infatti, come all’Italia “Resta un’ultima erogazione enorme: 159 milestone e target, 28,4 miliardi di euro ancora sul tavolo. Tutte queste misure – ha aggiunto – devono essere completate entro il 31 agosto. Questo significa 96 giorni, o meglio 68 giorni lavorativi. Un compito immane. Sono convinto che, in un modo o nell’altro, ci riuscirete. Non c’è spazio per autocompiacimenti. Per favore, non cadete all’ultimo ostacolo”.

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il più importante intervento realizzato in Italia negli ultimi 50 anni e il più grande programma presentato in Europa”. Lo ha dichiarato il Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, intervenendo alla chiusura dell’evento, promosso dal Ministro sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e realizzato in collaborazione con la Commissione europea, che si è svolto il 27 e 28 maggio presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

“Parliamo di un Piano, quello italiano, con una dotazione finanziaria di 194,4 miliardi di euro. Ad oggi, 170 miliardi sono già impegnati in progetti e altri 24 miliardi riguardano strumenti finanziari strategici che consentiranno di completare interventi anche oltre giugno 2026 – ha spiegato Foti -. Abbiamo centrato 416 obiettivi su 416 programmati, finanziato 660 mila progetti, dei quali oltre 550 mila già conclusi e circa 100 mila in fase avanzata di realizzazione. Con nove rate assicurate per 166 miliardi di euro complessivi – ha rivendicato il Ministro – l’Italia è oggi lo Stato guida in Europa nell’attuazione del Pnrr”. Un primato quello italiano che è stato sottolineato anche dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel video di saluto in apertura del convegno.

Sull’ultima fase del Piano, Foti ha poi sottolineato che “la decima rata vale 28,4 miliardi di euro e prevede 159 obiettivi. Siamo chiamati a compiere uno sforzo straordinario in tempi ridotti. Il Pnrr va avanti perché dobbiamo concluderlo. Sono ottimista: l’Italia, quando è chiamata a dare risposte di qualità, risponde sempre presente”.

Tracciando un bilancio della due giorni milanese, che ha visto una ampia partecipazione di rappresentanti istituzionali, soggetti attuatori, studenti e pubblico, il Ministro del Pnrr ha tenuto a chiarire che “non è stata un evento celebrativo, ma un momento di confronto sul lavoro svolto e sulle ricadute concrete degli investimenti per cittadini e imprese. I singoli Ministri intervenuti hanno dimostrato come negli ambiti di loro competenza, dall’ambiente all’agricoltura, dalla scuola all’università, ci sia una Italia che è in piena trasformazione i cui risultati si vedranno nei prossimi anni”.

“Siamo all’ultimo miglio di un percorso complesso che oggi presenta risultati oggettivamente positivi in termini di performance e di collegamento tra riforme e investimenti ”. Così il Vice Presidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, che ha chiuso l’evento. “La collaborazione tra Governo italiano e Commissione europea è stata positiva e proficua, fondata su flessibilità e semplificazione. L’esperienza del Pnrr rappresenta ora un riferimento anche per il futuro assetto delle politiche europee e della governance degli investimenti. La Commissione ha infatti una nuova struttura del bilancio europeo, che punta in modo chiaro con i piani nazionali e regionali di partenariato ad avere una opportuna sintesi tra l’esperienza del Pnrr e quella delle Politiche di coesione. Quindi, da una parte elementi di governance che hanno accelerato in modo diretto e concreto l’efficacia delle stesse politiche, dall’altra l’obiettivo di salvaguardare i principi della Politica di coesione, la logica degli investimenti a lungo termine e il ruolo dei territori e i diversi elementi istituzionali. Bisognerà tenere insieme queste esperienze che fino a oggi hanno convissuto con obiettivi simili e che, invece, nel futuro anche dal punto di vista delle risorse non avranno la stessa dimensione” ha concluso Fitto.

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