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Alta tensione nella Manica: fregata russa apre il fuoco su uno yacht britannico e l’ombra della flotta fantasma

Panico nella Manica: una fregata russa apre il fuoco contro uno yacht britannico. Scopri perché l’incidente è direttamente legato alla “flotta ombra” di Putin e quali saranno le pesanti conseguenze per la sicurezza

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Nel Canale della Manica la temperatura è salita all’improvviso. Questa mattina, a circa 20 miglia nautiche a sud dell’Isola di Wight, la fregata russa Admiral Grigorovich ha sparato dei colpi di avvertimento contro una piccola barca privata inglese. Questo evento potrebbe sembrare un semplice, seppur rischioso, errore di chi guidava la barca. In realtà, fa parte di un gioco politico ed economico molto più grande e pericoloso.

La Dinamica dell’Incidente

La dinamica è abbastanza chiara. Lo yacht privato, che si trovava alla deriva senza motore, ha iniziato a spostarsi pericolosamente verso la nave da guerra di Mosca. La barca ha ignorato i ripetuti avvisi via radio e i razzi di segnalazione. Quando la distanza si è ridotta a soli 150 metri, il comandante russo ha ordinato di sparare in acqua per dare un ultimo avvertimento. Nessuno si è fatto male e non ci sono stati danni. Le navi della Royal Navy inglese, HMS Tyne e HMS Mersey, che già seguivano la nave russa, sono subito intervenute per controllare che i civili stessero bene.

Ma il punto vero non è l’imprudenza di chi guidava lo yacht.

La fregata russa

Il vero motivo: il petrolio e la flotta ombra

Perché una nave da guerra russa si trova a girare davanti alle coste inglesi, proprio nei pressi di parchi eolici strategici? La risposta è puramente economica: sta facendo da scorta armata alla cosiddetta “flotta ombra” (shadow fleet). Si tratta di petroliere che Mosca usa per trasportare il suo petrolio in segreto, cercando di evitare le pesanti sanzioni imposte dall’Occidente.

Solo 72 ore prima, il governo britannico ha inviato i militari per abbordare e fermare la Smyrtos, una petroliera russa carica di greggio sanzionato. Un ordine arrivato direttamente dal Primo Ministro Keir Starmer, che proprio in queste ore si trova al G7 in Francia per discutere, tra le altre cose, della guerra in Ucraina.

Le conseguenze economiche

L’economia globale viaggia sul mare. Se si bloccano le petroliere russe, la Russia risponde usando le navi militari per scortarle. Questo crea una serie di problemi a catena per i mercati:

  • Costi delle assicurazioni in aumento: Ogni volta che c’è un incidente armato in un passaggio stretto e vitale come la Manica, le compagnie di assicurazione alzano subito i prezzi per i rischi di guerra su tutte le navi commerciali.
  • Incertezza sul prezzo del petrolio: Se i governi occidentali iniziano a bloccare regolarmente queste “petroliere ombra”, ci sarà meno petrolio a basso costo disponibile sul mercato. Questo farà inevitabilmente salire i costi dell’energia per le aziende e le famiglie.
  • Commercio militarizzato: Usare le navi militari per proteggere le merci trasforma le normali rotte commerciali in zone di scontro continuo.

La Royal Navy inglese ha fatto capire che non tollererà più la presenza di queste petroliere irregolari, e la Russia ha risposto mostrando i muscoli per difendere il proprio export. C’è una certa ironia nel vedere i leader dei paesi più ricchi del mondo discutere di massimi sistemi nei lussuosi resort del G7, mentre a poche miglia dalle coste inglesi una nave da guerra russa deve ricordare a un malcapitato velista che il mare, di questi tempi, non è più un posto per tranquille gite domenicali. Nello stesso tempo che cosa succederà nel caso in cui i Marines inglesi provassero a fermare una petroliera sanzionata russa e la

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