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Acciaio sotto shock: il carbone da coke vola a +46% in un mese ed esplodono i costi industriali

Record storico per il carbone da coke: +46% in un mese dopo i blocchi minerari in Cina. L’India trema per i margini e l’industria dell’acciaio rischia una nuova ondata di rincari.

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Il mercato dell’acciaio rischia di subire uno discreto scossone. Da mesi le difficoltà di approvvigionamento stanno mettendo sotto pressione il mercato cinese del carbone da coke, spingendo il prezzo di questa materia prima fondamentale per la produzione dell’acciaio a un aumento record del 46% nel solo mese di agosto, il più forte rialzo mai registrato.

Lunedì pomeriggio, ora locale, i futures sul carbone da coke alla Borsa di Dalian, in Cina, registravano un rialzo del 6% a causa delle persistenti difficoltà di approvvigionamento conseguenti al disastro minerario di maggio e all’intensificarsi dei controlli di sicurezza in altre miniere cinesi.

Ma, cosa ancora più importante, i futures erano sulla buona strada per registrare un aumento mensile record del 46%, il più consistente mai registrato da quando i futures sul carbone da coke di Dalian hanno iniziato ad essere negoziati nel 2013, come evidenziano i dati raccolti da Bloomberg.

Il rialzo dei prezzi ad agosto sta superando il precedente record di aumento mensile, pari al 38% registrato nel luglio 2025.

L’impennata dei prezzi del carbone da coke si è estesa anche al di fuori della Cina. Le acciaierie indiane, secondo produttore mondiale di acciaio dopo la Cina, hanno subito una compressione dei propri margini a causa dell’aumento dei prezzi dei fattori di produzione.

L’India dipende dalle importazioni per ben il 95% del proprio fabbisogno di carbone da coke, ovvero carbone metallurgico. Il carbone metallurgico è un tipo di carbone che costituisce una delle materie prime essenziali nel processo di produzione dell’acciaio. Conosciuto anche come “met coal”, questo tipo di carbone contiene più carbonio, meno ceneri e meno umidità rispetto al carbone termico, utilizzato per la produzione di energia elettrica.

Il prezzo del carbone da coke di alta qualità franco a bordo (FOB) in Australia è aumentato del 25% nei primi sette mesi di quest’anno rispetto allo scorso anno a causa di una serie di interruzioni dell’approvvigionamento.

L’aumento dei prezzi è stato il risultato del combinarsi di una serien di fattori:

  • un rallentamento nell’avvio delle nuove miniere,
  • prezzi più elevati dovuti alla guerra in Iran,
  • interruzioni dell’approvvigionamento in Australia, uno dei principali produttori, oltre allo stop delle nuove miniere nel New South Wales
  • la mortale esplosione in una miniera di carbone nella provincia cinese dello Shanxi, che ha causato la morte di oltre 80 persone nel peggior incidente minerario cinese degli ultimi anni.

«I prezzi del carbone da acciaieria sono saliti rispetto ai livelli del CY2025, poiché la forte domanda indiana di importazioni e le interruzioni dell’approvvigionamento hanno reso più teso un mercato marittimo altrimenti equilibrato», ha affermato il colosso minerario BHP nel suo rapporto «Economic and commodity outlook» pubblicato all’inizio di questo mese. Del resto il carbone è comunque una fonte energetica e la crisi del gas dal Golfo Persico lo sta riportando in auge. La rigassificazione del carbone in Cina ha anche questo effetto.

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