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DRAGHI: L’ULTIMO COLPO CHE HA NEL BAZOOKA SI CHIAMA QE-PEOPLE! (di A.M.Rinaldi)

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Gli ultimi dati forniti dall’ISTAT confermano che l’Europa è in deflazione, con l’Italia addirittura con una inflazione negativa per un 0,2% su base mensile e 0,3% su base annua (-0,2% in Europa) dimostrando come gli stimoli monetari intrapresi dalla BCE non sono serviti a nulla.

A distanza di quasi un anno infatti, il programma di QE non ha sortito nessun effetto verso quel lontano e ormai irraggiungibile target inflattivo del 2% a dimostrazione che, prima dell’operatività, è la visione completamente errata che ha la BCE nell’affrontare il problema e risolvere il delicato tema del rilancio dei consumi.

Se ne evince che di quei 60 Mld di euro immessi mensilmente da Francoforte per il riacquisto di titoli di Stato dei paesi dell’eurozona, neanche un centesimo è affluito per acquistare neanche un panino e una birra e le prospettive, anche se si dovesse procedere all’aumento l’importo, non si discosterebbero di un millimetro dalle attuali.

Cosa deve fare perciò Draghi, visto che il Britannia non è più disponibile a dargli un passaggio per metterlo in salvo essendo andato in “pensione” nel 1997, ne tantomeno i sudditi di Sua Maestà  stanno dimostrando molte attenzioni nei confronti di tutto ciò che riguarda l’Europa ed euro tanto da non inviargli in soccorso neanche un gommone?

L’ultimo colpo a disposizione nel famoso bazooka di Draghi, che fino ad ora è stato assimilabile ad una cerbottana per gli effetti prodotti, rimane il QE-People, cioè l’elargizione a ciascun cittadino europeo di 1.000/1.500 euro con il vincolo di spenderli entro 3 mesi in beni di consumo. Solo in questo modo si avrebbe un’innalzamento certo del tasso inflattivo per la ripresa dei consumi interni con la prospettiva di ripetere l’operazione di distribuire euro direttamente ai consumatori. Praticamente tecnicamente basterebbe accreditare sulle tessere sanitarie, o strumenti assimilabili di cui tutti i cittadini europei sono dotati, l’importo da parte della BCE e utilizzarle come dei semplici bancomat.

La Banca Centrale Europea è lo strumento tecnico, seppur sulla carta indipendente, di cui si è dotata l‘Unione Europea per la gestione della moneta comunitaria e non per privilegiare il sistema finanziario e bancario. Il QE fino ad ora intrapreso, come d’altronde tutti gli altri stimoli monetari posti in essere, non hanno minimamente tenuto conto che al centro del disegno europeo deve esserci il cittadino, mentre la deriva in cui è precipitata questa Europa lo sta considerando solamente come il vero prestatore d’ultima istanza per mezzo dell’imposizione fiscale surrogandolo invece alle istituzioni preposte.

Invece di usare l’elicottero per inondare a pioggia il sistema bancario europeo senza tuttavia avere nessun ritorno in termini di aumento della base monetaria che si traduca in risorse aggiuntive all’economia reale, perché non usare la tecnica di fornire direttamente ai cittadini, cioè ai consumatori, la liquidità come volano da utilizzare per acquistare beni e servizi?

Draghi sa benissimo cosa succede quando si permane per troppo tempo nell’area deflazione e si continua imperterrtiti nel perseguire politiche deflazionistiche, perché basta ricordare per un istante cosa successe alla Germania a cavallo degli anni ’30 dello scorso secolo quando un signore, che faceva di professione l’imbianchino con i baffetti strani, risolse il problema in modo un po traumatico sia per loro che per tutti.

Con il QE-People i cittadini di tutt’Europa sarebbero invece indotti a spendere in beni e servizi e a rimettere in moto i consumi interni con un effetto moltiplicatore tale da trascinare l’economia reale in terreno positivo e invertire la deflazione in sana e salutare inflazione. Gli effetti si vedrebbero presto con la reale diminuzione del tasso di disoccupazione e non quella sbandierata artificialmente come è avvenuto con il job-act di Renzi.  

E’ l’ultima di chance a disposizione di Draghi prima che imploda l’Eurotower, l’euro e tutto il carrozzone di Bruxelles!

Antonio M. Rinaldi

 

 

 

 

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