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Venezuela: 4 miliardi di oro bloccati a Londra mentre il Paese è in macerie. Caracas e opposizione si uniscono per riavere il tesoro
Un patto senza precedenti tra governo e opposizione per sbloccare 4 miliardi di dollari in lingotti a Londra e salvare un Paese devastato dal terremoto.

Il Venezuela vuole riavere il proprio oro, e ora che Maduro è stato destituito e Caracas è, oggettivamente, un burattino nelle mani dell’influenza e degli interessi di Washington, ha molte più possibilità di riuscirci che mai.
Il governo e l’opposizione venezuelani stanno collaborando per recuperare 4 miliardi di dollari in lingotti d’oro attualmente bloccati nei caveau della Banca d’Inghilterra, secondo un articolo pubblicato venerdì dal Financial Times.
Una dichiarazione congiunta appena rilasciata ha confermato che stanno lavorando attivamente «per recuperare le riserve internazionali del Venezuela detenute presso la Banca d’Inghilterra».
Se il rimpatrio andrà a buon fine, i fondi saranno destinati in parte agli sforzi di ricostruzione post-terremoto e ad attenuare l’impatto di anni di sanzioni statunitensi, che di fatto non sono ancora state completamente revocate.
I fondi sono stati oggetto di una lunga battaglia legale, poiché dal 2018 il Regno Unito ne ha bloccato l’accesso negando il riconoscimento al governo socialista rivoluzionario del Venezuela.
Nonostante Maduro sia stato destituito da un’operazione militare statunitense lo scorso gennaio, durante un’incursione militare a sorpresa avvenuta durante la notte nella capitale, la Banca d’Inghilterra esige assoluta chiarezza giuridica su chi detenga effettivamente le redini del potere in Venezuela prima di accettare di aprire i caveau.
Una figura dell’opposizione, che ha preferito rimanere anonima, ha rivelato al Financial Times che entrambe le fazioni stanno mettendo a punto un “meccanismo di trasparenza” volto a garantire che la manna da miliardi di dollari non venga sottratta di nascosto.
Addirittura la presidente Delcy Rodriguez, ex vicepresidente di Maduro, ha presentato una richiesta personale a re Carlo per l’oro:
Il lingotto è stato oggetto di una lunga battaglia legale nei tribunali britannici e non è stato sbloccato nonostante la cattura di Maduro da parte degli Stati Uniti a gennaio e una richiesta della presidente ad interim Delcy Rodriguez a re Carlo.
La nazione sudamericana è stata colpita da devastanti due terremoti alla fine di giugno che hanno causato la morte di oltre 6.000 persone.
Rodriguez ha affermato che il governo e i legislatori hanno concordato di concentrarsi su progetti volti alla ricostruzione delle abitazioni, al potenziamento delle strutture sanitarie, alla disponibilità di energia elettrica e alla rimozione delle macerie e, a tal fine, di «concentrare gli sforzi per promuovere il recupero dei beni internazionali del Venezuela presso la Banca d’Inghilterra».
Il Venezuela aveva da tempo accusato l’Inghilterra di «furto» nell’ambito di un piano di cambio di regime mirato all’ex governo, che Washington aveva infine portato a termine all’inizio di quest’anno.
Per la prima volta non c’è più la comoda scusa del «non sappiamo chi sia il governo legittimo»… Il valore dell’oro è quasi raddoppiato mentre era congelato. Paradossalmente il blocco ha favorito la valorizzazione delle riserve: proabilmente il governo Maduro, in assenza della sanzione, avrebbe già venduto il prezioso metallo. Ora però queste risorse sono veramente necessarie per la ricustruzione del Paese.
Since 2018, the UK has declined to recognise Venezuela’s revolutionary socialist government, in effect blocking its access to some 31 tonnes stored in the Bank of England vaults. https://t.co/xR8YzoLk1d pic.twitter.com/vE5okX472S
— Financial Times (@FT) August 14, 2026
Sotto Rodriguez, il sistema socialista rimane in vigore, almeno in apparenza, ma Caracas ha dimostrato di schierarsi ora con gli Stati Uniti e l’Occidente su una serie di questioni di politica estera: dal cambiamento della propria posizione su Israele, al distanziamento dalla Russia, dalla Cina e dall’Iran. Tra l’altro ora il petrolio del paese viene venduto abbastanza massicciamente, ma con il controllo degli USA. Se anche l’opposizione concorda con la Rodriguez sarà difficile per il Regno Unito non restituire l’oro.







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