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Per boicottare il Brexit stanno avvelenando la Regina Elisabetta II?


Vi svelo un retroscena: quando prevedetti il Brexit, tradendo eccessiva fiducia nel risultato finale (lo ammetto, ho sbagliato) ebbi il Privilegio di poter contare su interlocutori molto ben informati (…). Non vi sto ad annoiare coi dettagli, che comunque non voglio diffondere, vi basti sapere che la Regina non era solo a favore del  Brexit ma era assolutamente spaventata dalla possibilità di rimanere in condominio con un’Europa a cui venivano associati difetti, vizi ed anche sciagure inenarrabili. Di più non ci è dato sapere.
Il mantra che mi venne inculcato fu abbastanza semplice: la Regina non hai mai sbagliato per cui non sbaglierà nemmeno questa volta. Così fu.
La realtà è un po’ più complessa, della serie non è la Regina che ci azzecca ma è il popolo che fa quanto la Regina desidera, in ogni caso tale interessantissimo allineamento tacito resta un dettaglio insignificante per l’oggetto del presente intervento (in generale invece non è assolutamente un dettaglio).

Per inciso, è stata la regina a volere Boris Johnson al Foreign Office, espressamente, come ricompensa per aver interpretato i suoi desideri. Cose monarchiche che noi non possiamo più capire, basti ricordare che Boris è un ottimo ministro ma come sempre, per indebolirlo, una persona viene messa alla berlina per dettagli insignificanti del suo carattere quando dà fastidio e lo si vuole eliminare. Capita anche nell’ufficio dove voi lavorate se ci pensate bene. Parimenti, le elites non vogliono il Brexit, fortunatamente che un corto circuito …

Oggi le Corti, soprattutto la Corte Suprema, stanno andando contro il Brexit. Cosa impensabile fino a poco tempo fa o meglio in presenza di una Regina attiva e soprattutto viva e vegeta non sarebbe mai successo (tutte le funzioni delle Alte Corti vengono nominate per avallo monarchico oltre che per appartenenze nobiliari, ben sapendo che i giudici “fanno politica” – forse ora capite perché i poteri anglosassoni hanno invariabilmente puntato a controllare il potere giudiziario nelle colonie, forse anche Tangentopoli ed il golpe del 2011 andrebbero spiegati con tale chiave di lettura, … – ).
Si parlava anche di un intervento pubblico a cui The Queen avrebbe voluto lanciare il suo messaggio finale pro Brexit (in forme costituzionali del diritto di scelta, ben s’intende), vedremo. Il problema è che se la Regina non fosse nelle condizioni di esprimersi, beh, le cose cambierebbero, eccome.

Ed ecco i sussurri a mezza bocca: la Regina sta male, una debilitazione progressiva, anche strana se volete almeno seguendo l’esempio della salute della Regina Madre morta a 100 anni. Alcuni temono, altri ne sono quasi certi, che sia in corso una congiura di palazzo per eliminare la scomoda Regina troppo anti tedesca ed antieuropea (forse invece bisognerebbe chiederle, Lei che li ha combattuti, perché abbia tanto livore contro un nemico vinto, battuto [forse perché riconosciuto come sempre perfido e pericolosissimo per chi non è tedesco?, ndr]). La Regina, dicono quelli che le vogliono bene Reale, dovrebbe abbandonare il palazzo e farsi seguire da gente diversa, servitù differenti, cambiare abitudini. Difficile a novant’anni. Purtroppo qualcuno pensa addirittura ad un avvelenamento. Strano no? Chissà se mai ne sapremo di più.

Per inciso, speculazioni, niente di più. Per adesso.
Certo è che le ragioni ci sarebbero tutte (purtroppo), sempre le stesse da che mondo è mondo: gli interessi. E interessi oggi sono sinonimo di Brexit, evidentemente questo dimostra che anche questa EU come il globalismo mondiale diparte da correnti appunto elitarie che hanno la loro base storica e di ricerca di rappresentatività ideale nella vecchia aristocrazia – almeno una parte di essa – che grazie agli eventi economici degli ultimi anni sta tornando ad avere il sopravvento rispetto alla società borghese (dovrei magari dire società ex commerciale). E forse oggi costoro, una parte di essi, l’ala nobiliare più materialista e povera di valori (e che ha accesso a Palazzo) vorrebbero evitare un’uscita dalla fratellanza Europea. A tutti i costi e per propri ritorni, più o meno la stessa cosa di 75 anni fa (encore, corsi e ricorsi storici).
Certo, quanto vi riporto non è provato per definizione ma vi prego di tenerlo in considerazione come possibilità concreta, se il Supremo vorrà ne sapremo di più fra qualche tempo.

God save The Queen.

Mitt Dolcino

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