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Trump taglia le accise sui carburanti: una mossa alla europea per arginare la crisi dell’energia
Trump taglia le accise sulla benzina: la mossa “alla Meloni” contro la crisi.
Sottotitolo: I prezzi superano i 6 dollari in California per la crisi in Iran. Trump annuncia lo stop alla tassa federale, ma quanto risparmieranno davvero gli automobilisti? L’impatto economico e lo scontro sui voli.

Donald Trump ha deciso di affrontare di petto l’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia. In una recente intervista telefonica a CBS News, il Presidente ha annunciato l’intenzione di sospendere la tassa federale sui carburanti. Una misura temporanea, pensata per dare respiro agli automobilisti e all’economia, ma che porta con sé importanti ricadute sui conti pubblici.
Il contesto è chiaro e piuttosto teso. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, lo scorso 28 febbraio, i prezzi alla pompa sono balzati di oltre il 50%. La media nazionale ha superato i 4,52 dollari al gallone, con stati come la California che viaggiano agilmente sopra la soglia psicologica dei 6 dollari. Trump aveva promesso energia a basso costo e oggi, politicamente, non può permettersi di presentarsi agli elettori con questi numeri.
I numeri del taglio e l’impatto sui conti
Per capire l’entità della manovra, ecco cosa significa in concreto la sospensione:
- Benzina: -18,4 centesimi di dollaro al gallone.
- Diesel: -24,4 centesimi di dollaro al gallone.
L’impatto per le casse dello Stato non è banale. Sospendere questa tassa costa al governo federale circa mezzo miliardo di dollari a settimana. Questi fondi alimentano normalmente l’Highway Trust Fund, il salvadanaio usato per costruire e riparare le strade americane.
Al Congresso la macchina si è già messa in moto. I repubblicani Josh Hawley e Anna Paulina Luna stanno presentando proposte di legge per rendere effettiva la sospensione. Un intervento che ricorda molto da vicino le mosse di alcuni governi europei.
Viene in mente la scelta di Giorgia Meloni in Italia, che in passato ha modulato le accise per calmierare i prezzi. Anche Trump, di fronte all’emergenza, sceglie un pragmatismo che interviene direttamente sui prezzi al consumo, a costo di fare debito o rinviare investimenti infrastrutturali. Un approccio quasi keynesiano: meglio immettere liquidità (tramite minori tasse) e sostenere i consumi oggi, piuttosto che far frenare l’economia.

Anna Paulina Luna
Nessun salvataggio per le compagnie aeree
Se gli automobilisti sorridono, le compagnie aeree piangono. Il costo del carburante per aerei è raddoppiato in pochi mesi. Spirit Airlines, compagnia a basso costo, ha già chiuso i battenti piegata dai costi insostenibili.
Nonostante questo, Trump ha chiuso le porte a un salvataggio di Stato (bailout) per il settore aereo, affermando che “le compagnie aeree non se la passano male”. Questo significa che i rincari si scaricheranno direttamente sui biglietti estivi dei passeggeri.
La partita geopolitica nello Stretto di Hormuz
Sullo sfondo resta il nodo geopolitico. Le tensioni nello Stretto di Hormuz tengono in scacco il mercato globale del petrolio. Trump ha rivendicato di aver previsto le mosse iraniane di blocco del canale, in aperto disaccordo con le dichiarazioni del premier israeliano Netanyahu. Il Presidente ha definito “totalmente inaccettabile” e “scritta male” l’ultima proposta di pace iraniana, giudicando le concessioni sul nucleare del tutto insufficienti. L’ipotesi di riattivare l’Operazione Libertà per scortare le navi mercantili, o di passare a misure “molto più severe”, resta sul tavolo.
Previsioni sui prezzi: quanto si risparmierà davvero?
Di quanto si ridurrà realmente il prezzo alla pompa? L’esperienza economica ci dice che il taglio delle accise non si trasferisce mai al 100% sul prezzo finale, poiché una parte viene assorbita dai margini della filiera distributiva. Se il Congresso approverà il taglio di 18,4 centesimi, è probabile che i consumatori vedranno una riduzione effettiva di circa 10-15 centesimi al gallone (3 centesimi a litro). Su un prezzo medio di 4,52 dollari, si tratta di un calo modesto (intorno al 3%). Non risolverà la crisi strutturale innescata dalla guerra, ma offrirà un sollievo psicologico immediato. E in politica, spesso, la percezione vale quanto la realtà.







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