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Tragedia a Ceuta e miliardi del Mondiale 2030: perché la Spagna si piega al Marocco e fa il gioco di Pechino

Dramma a Ceuta con 144 vittime, ma Madrid sceglie di tacere. In gioco ci sono i miliardi del Mondiale 2030 e la forza economica del Marocco, blindato dagli investimenti record della Cina.

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Oltre 72 mila ingressi in un solo giorno, 144 morti in mare e una città sotto pressione. Di fronte alla peggiore crisi di confine degli ultimi decenni a Ceuta, il governo spagnolo sceglie la strada del silenzio.

Il motivo di questa prudenza è economico: Madrid non vuole rischiare di rovinare l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2030, assegnati a Spagna, Portogallo e Marocco. Un affare da miliardi di euro dove Rabat sta prendendo il controllo, forte anche del sostegno finanziario della Cina.

Il baratto di Madrid: stabilità politica in cambio del pallone

La ministra dello Sport spagnola, Milagros Tolón, è stata chiara: gli eventi sportivi devono restare separati dalle tensioni di confine. Una posizione che ha scatenato la protesta delle opposizioni e degli stessi alleati di governo di Sumar.

“La difesa dei diritti umani e della vita deve fare parte della gestione dei grandi eventi internazionali”, si legge nelle richieste presentate al Congresso spagnolo per fermare l’intesa con il regno alauita. Il primo ministro Pedro Sánchez preferisce però mantenere la calma. Fermare la macchina organizzativa del Mondiale significherebbe perdere investimenti pubblici già stanziati per stadi, trasporti e strutture ricettive.

Per la Spagna, interrompere i rapporti con il Marocco avrebbe un costo economico immediato. I flussi commerciali nello Stretto di Gibilterra valgono decine di miliardi di euro ogni anno. Quindi si continua così, facendo finta di niente, che gli invasori di Ceuta si siano materializzati dal nulla quasi per miracolo.

Rabat fa la parte del leone e punta alla finalissima

Il Marocco non si accontenta di partecipare, vuole il ruolo principale nella manifestazione  che ha ottenuto soprattutto perché divisa con Spagna e Portogallo. Il regno sta costruendo a Casablanca il nuovo stadio Hassan II, una struttura avveniristica pensata per ospitare la finale della Coppa del Mondo. Si tratta di una struttura imponenete in grado d’ospitare 115000 spettatori.

Come apparirà lo stadio Hassan II

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, mantiene ottimi rapporti con il re Mohamed VI. La possibilità che la partita più importante del torneo si giochi in Africa invece che a Madrid o Barcellona è sempre più concreta.

PaeseRuolo previstoPunti di forzaRischi principali
SpagnaCo-organizzatoreStadi già pronti, storia sportivaCrisi politica interna, costi di gestione
MaroccoCo-organizzatoreNuovi stadi titanici, spinta della FIFAInstabilità dei confini, pressione migratoria
PortogalloPartner minoreImpianti moderniMinore peso politico nelle decisioni finali

La Spagna rischia così la beffa: pagare i costi di supporto all’evento ma lasciare i profitti d’immagine e i diritti televisivi principali al vicino nordafricano. Il tutto poi subendo uno schiaffo politico, legato alle vicend e delle xclaves, che per qualsiasi altro pese avrebbero condotto alle dimissioni del governo.

La sponda cinese: perché il Marocco è diventato intoccabile

Per capire perché il Marocco agisce da una posizione di forza, bisogna guardare oltre il Mediterraneo. Negli ultimi anni Rabat ha stretto un’alleanza strategica ed economica di ferro con la Cina.

Pechino ha scelto il Marocco come snodo principale per le sue merci dirette in Europa. Il paese africano offre accordi di libero scambio sia con gli Stati Uniti che con l’Unione Europea, diventando la porta d’accesso perfetta per le aziende cinesi.

  • Fabbriche di batterie e auto elettriche: Giganti cinesi come Gotion High-Tech stanno investendo oltre 6 miliardi di dollari per realizzare enormi impianti produttivi nel paese.
  • Città industriali dedicate: La Tangier Tech City è un polo industriale nato con capitali cinesi per ospitare centinaia di imprese manifatturiere.
  • Infrastrutture e trasporti: Le aziende statali di Pechino stanno costruendo ponti, stazioni e persino le estensioni della rete ferroviaria ad alta velocità marocchina.

Grazie ai soldi e alle tecnologie cinesi, il Marocco non dipende più soltanto dai fondi europei. Questa autonomia finanziaria permette al governo marocchino di alzare la voce nei confronti della Spagna senza temere sanzioni economiche. Nello stesso tempo però la potenza marocchina dipende direttamente dal fatto che agisce come cavallo di Troia della Cina verso la UE.

Le ricadute economiche per l’Europa

La scelta di Madrid di chiudere gli occhi di fronte alle vicende di Ceuta dimostra una debolezza strutturale. L’Europa continua a pagare la gestione dei confini a paesi terzi, ma perde peso nelle decisioni economiche reali. L’Unione non riesce a gestire in modo chiaro i rapporti con Rabat e, nello stesso tempo, la Spagna ne è completamente succube. Il duo Marocco Cina si avvantaggia di questa situazione. Ci vorrebbe un governo diverso a Madrid, in grado di fare i propri interessi e quelli dell’Unione.

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