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TikTok nella morsa del Brasile: stangata record da 30 milioni per i dati sottratti a un bambino su cinque
Multa record da 30 milioni di dollari per TikTok in Brasile: l’algoritmo di ByteDance ha raccolto e profilato senza consenso i dati di un bambino su cinque, eludendo le leggi a tutela dei minori.

Un bambino su cinque in tutto il Brasile è finito nel tritacarne della profilazione commerciale di TikTok senza che le famiglie ne sapessero nulla. Con una decisione storica, l’Autorità nazionale per la protezione dei dati di Brasilia (ANPD) ha inflitto a ByteDance una sanzione di 30 milioni di dollari. Si tratta della sanzione più pesante mai emessa dall’organismo brasiliano dalla sua fondazione nel 2020.
Non siamo di fronte a una semplice dimenticanza formale, ma a un meccanismo commerciale deliberato. L’algoritmo della piattaforma cinese ha trasformato milioni di giovanissimi utenti sudamericani in una riserva gratuita di dati comportamentali. La cosa più grave è che ByteDance ha riservato al Brasile un trattamento di serie B, aggirando quelle stesse tutele tecniche che è invece costretta ad applicare rigorosamente negli Stati Uniti e nell’Unione Europea.
Le accuse di Brasilia: un’autostrada aperta per i minori
La relazione tecnica numero 50 dell’ANPD, un documento di venticinque pagine che motiva il provvedimento, smonta punto per punto la difesa del colosso di Pechino. Gli ispettori hanno scoperto che chi scaricava l’applicazione in Brasile veniva catapultato all’istante nel flusso continuo dei video personalizzati. Non era richiesta alcuna registrazione, nessuna dichiarazione di età e nessuna lettura preventiva dei termini di servizio.
L’agenzia ha condotto test comparativi all’estero, allegando schermate inconfutabili. Mentre a Washington e a Bruxelles l’accesso anonimo senza identificazione è rigorosamente precluso, a San Paolo e Rio de Janeiro la porta d’ingresso è rimasta spalancata. In questo modo TikTok ha catturato perfino gli identificatori pubblicitari univoci assegnati dai dispositivi Apple e Google, costruendo profili commerciali su soggetti formalmente invisibili.
I dati reali emersi durante l’istruttoria sono disarmanti:
Tra ottobre 2022 e settembre 2023, la società ha dovuto cancellare 7,75 milioni di account appartenenti a bambini.
Nel solo mese di luglio 2023 sono stati eliminati oltre 762 mila profili non autorizzati.
Rapportando questi numeri al censimento ufficiale, TikTok ha trattato e monetizzato i dati personali di circa un quinto dell’intera popolazione infantile brasiliana in appena dodici mesi.
Il filtro anagrafico della piattaforma, il cosiddetto age gate, è stato liquidato dai tecnici brasiliani come un semplice paravento: uno strumento economico, sbrigativo e ridicolmente facile da aggirare. I controlli più sofisticati di stima biometrica dell’età venivano infatti attivati solo a posteriori, quando un utente faceva ricorso contro un blocco. A quel punto, però, i dati erano già stati ampiamente risucchiati e indicizzati nei server aziendali.
La linea difensiva di ByteDance e le “manovre semantiche”
Messa all’angolo dalle contestazioni, ByteDance ha sostenuto che le proprie condizioni contrattuali vietano l’iscrizione a chi ha meno di 13 anni. L’azienda ha persino tentato una mossa giuridica ardita: ha affermato che l’uso dell’app da parte di un adolescente costituirebbe un atto ordinario della vita quotidiana, per il quale si dovrebbe presumere la tacita autorizzazione dei genitori.
L’ANPD ha respinto questa linea con fermezza. Il codice civile brasiliano stabilisce chiaramente che i minori di sedici anni non hanno alcuna capacità giuridica per stipulare contratti senza la rappresentanza legale dei genitori. L’idea di un consenso presunto, hanno rimarcato gli inquirenti, è un’invenzione priva di qualsiasi fondamento giuridico locale.
Non solo: quando l’autorità ha chiesto quale fine avessero fatto i dati dei minori già ceduti ai partner pubblicitari prima delle cancellazioni, i legali del gruppo hanno fornito risposte elusive, parlando di impegni per il futuro ed evitando di chiarire il passato. L’agenzia ha bollato queste risposte come “manovre semantiche” orchestrate unicamente per allungare i tempi dell’ispezione a danno della collettività.
Dalla diplomazia al portafoglio: le conseguenze economiche
Il caso è persino approdato ai vertici della diplomazia internazionale. Durante un banchetto ufficiale a Pechino nel maggio 2025 tra Luiz Inácio Lula da Silva e Xi Jinping, la prima donna brasiliana Janja ha infranto il protocollo criticando pubblicamente TikTok per i rischi arrecati ai minori, provocando un visibile gelo tra i commensali cinesi. L’episodio ha dimostrato quanto il controllo delle piattaforme digitali sia ormai una questione di sovranità geopolitica ed economica.
La sanzione pecuniaria è stata suddivisa in tre tranche operative: 12,27 milioni per trattamento illecito senza base giuridica, 12,27 milioni per mancata prevenzione dei danni e 5,32 milioni per omessa dimostrazione di conformità. ByteDance ha ora sessanta giorni di tempo per cancellare i dati non regolarizzati, pena una sanzione accessoria di oltre 26 mila dollari al giorno.
Il confronto internazionale mostra la portata dell’accerchiamento regolatorio:
| Giurisdizione | Sanzione o Misura | Causa principale |
| Brasile (ANPD) | 30 milioni $ | Profilazione illecita di minori e assenza di verifiche |
| Stati Uniti (DOJ) | 400 milioni $ | Raccolta illecita dati under 13 senza consenso parentale |
| Irlanda / UE (DPC) | 530 milioni € | Trasferimento illecito di dati europei verso la Cina |
| Australia | Divieto assoluto under 16 | Chiusura forzata di 4,7 milioni di account |
Ormai si profila un modello di business che mette in equilibrio valore dei dati e costo delle sanzioni emesse dalle autorità. Per i giganti dell’ad-tech, raccogliere dati in modo capillare genera un flusso di cassa pubblicitario immediato così elevato che le multe rischiano di essere calcolate come un mero costo d’esercizio.
La contraddizione irrisolta di TikTok sta tutta qui: l’azienda non riesce a correggere la propria tendenza a fagocitare dati perché il suo valore di mercato poggia interamente sulla profilazione predittiva. Rendere l’algoritmo trasparente e rispettoso delle fasce protette significherebbe depotenziare la macchina da soldi pubblicitaria. Brasilia ha lanciato un segnale chiaro: la rendita digitale a spese dei minori non è più un pasto gratis.







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