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Terremoto nei bond cinesi: Pechino taglia i rating facili. Rischio credit crunch per le aziende

Pechino avvia ispezioni a tappeto sulle agenzie di rating per fermare l’inflazione delle “Triple A”. Il giro di vite sui bond ad alto rendimento rischia di scatenare un credit crunch per le imprese cinesi.

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La Banca Popolare di Cina ha avviato un’ispezione a tappeto sulle agenzie di rating nazionali. L’obiettivo è fermare l‘inflazione delle “Triple A”, concesse con troppa facilità anche a debitori ad alto rischio. Questa mossa improvvisa sta congelando il mercato delle emissioni societarie. Molte aziende ora rischiano di non poter più rifinanziare i propri debiti, aprendo la strada a una stretta creditizia dagli effetti imprevedibili.

La decisione di Pechino nasce da un dato allarmante. Secondo un’analisi del Financial Times, l’anno scorso oltre il 90% dei nuovi bond cinesi sul mercato aveva ottenuto il massimo voto, la Tripla A. Nel 2016 questa quota era inferiore alla metà. Un boom ingiustificato che nascondeva i reali rischi sistemici.

L’intervento si è concentrato sui titoli che offrono rendimenti molto elevati rispetto ai titoli di Stato. Un rendimento alto indica che il mercato percepisce un forte rischio. Nonostante questo, le agenzie nazionali continuavano a promuovere questi bond a pieni voti.

Le sanzioni e i primi ritiri sul mercato

Le autorità cinesi si sono mosse con decisione a partire dalla scorsa primavera. I controlli hanno preso di mira i bond con un rendimento superiore di oltre due punti percentuali rispetto ai titoli di Stato equivalenti. Un controsenso, se il rating fosse veramente tripla A, d’eccellenza. I risultati sono iniziati ad uscire:

  • Lianhe Credit Rating: una delle principali agenzie cinesi ha ritirato i giudizi massimi per società come Xi’an Qujiang Cultural Financial Holdings e Tianjin Jinrong Investment Service Group.
  • Chengxin: l’agenzia concorrente ha pubblicato, e poi rimosso, un avviso di sospensione delle valutazioni per tre mesi su diversi titoli, segno delle forti pressioni interne.

Il grafico ideale delle emissioni societarie cinesi mostra una concentrazione anomala verso il massimo giudizio di affidabilità. Questo meccanismo serviva alle agenzie per strappare clienti alla concorrenza, promettendo voti migliori.

Agenzia di RatingAzione IntrapresaTipologia di Titoli Coinvolti
LianheRitiro totale della Tripla ABond societari ad alto rendimento
ChengxinSospensione temporanea dei giudiziTitoli con spread oltre i 2 punti

Gli effetti pratici sull’economia reale

Perché questa mossa tecnica è così importante? La Cina sta cercando di ripulire il proprio sistema finanziario dopo il collasso del colosso immobiliare Evergrande nel 2021. I debiti fuori bilancio dei governi locali e delle aziende collegate sono una bomba a orologeria.

Dal punto di vista keynesiano, la liquidità e la fiducia sono la linfa dell’economia. Se lo Stato interviene bloccando i rating, si crea un effetto paradosso. Il mercato perde un punto di riferimento e gli investitori istituzionali, come i fondi pensione e le assicurazioni, smettono di comprare.

Il risultato pratico è che le aziende con scadenze a breve termine faranno molta fatica a trovare nuovi capitali. Questo le costringerà a emettere titoli di durata ancora più breve, aumentando il rischio di non poter saldare i debiti alla scadenza.

Una cura da cavallo che spaventa i mercati

Molti operatori finanziari cinesi criticano la durezza dell’intervento regolatorio. Gli esperti sottolineano che il rendimento di un titolo non dipende solo dalla bontà dell’azienda. Dipende anche dalla durata del prestito, dal settore di appartenenza e dalla liquidità del momento. Tutti fattori rilevanti, anche se, solitamente, non sconvolgono il rendimento,

Pechino ha scelto invece una linea rigida e uguale per tutti e quindi vuole una sorta di uniformizzazione dei criteri che rischia di portare a un blocco, almeno temporaneo, dei rating e a un temporaneo aumento dei tassi. Una sorta di streatta creditizia temporanea, ma un richiamo alla serietà delle valutazioni era probabilmente necessario.

Del resto ricordiamo che le agenzie di rating occidentali furono molto generose con i rating prima della crisi del 2007 e abbassarono le valutazioni solo quando ormai la crisi era in atto. Nel 2020 Wirecard ebbe il downgrading solo quando lo scandalo iniziava a trapelare. Se i rating sono qualcosa di serio, forse è un bene che siano emessi seriamente.

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