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Tempesta sui Treasury: la mossa del Tesoro USA non ferma il crollo dei bond. Il debito a 40.000 miliardi fa paura

Il piano straordinario del Tesoro USA non basta: i rendimenti dei bond a lunga scadenza tornano a salire e il debito record spaventa gli investitori globali.

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I mercati finanziari globali tremano davanti alla voragine dei conti pubblici americani. Il piano di emergenza lanciato dal segretario al Tesoro Scott Bessent per sostenere i titoli di Stato a lunga scadenza non ha rassicurato gli investitori, scatenando una nuova ondata di vendite sui mercati obbligazionari.

Quando la prima potenza economica mondiale fatica a collocare il proprio debito senza scossoni, il problema non riguarda solo Wall Street, ma investe direttamente il costo del denaro a livello planetario.

Un cerotto su una ferita aperta

Nel tentativo di arginare la risalita dei tassi, mercoledì il Tesoro statunitense ha annunciato che raddoppierà il programma di riacquisto di titoli con scadenza compresa tra 10 e 30 anni, portando le operazioni da 2 miliardi a “almeno” 4 miliardi di dollari.

La reazione positiva iniziale è durata pochissimo. Giovedì mattina a New York i rendimenti dei titoli a lunga scadenza sono tornati a salire:

  • Treasury a 30 anni: il rendimento è balzato di 0,07 punti percentuali toccando il 5,25%, cancellando in buona parte il calo di 0,09 punti registrato mercoledì, per poi assestarsi attorno al 5,25%. A fine giugno viaggiava al 4,9%.
  • Treasury a 10 anni: dopo un repentino calo verso quota 4,64% a seguito dell’annuncio, il tasso è rapidamente rimbalzato sopra il 4,70%.
  • Gilt britannici a 30 anni: rendimento salito al 5,81% (+0,02 punti) dopo il calo di mercoledì, a fdimostrazione di quanto le quotazioni mondiali siano collegate.
  • Dollaro USA: l’indice contro le principali valute ha perso fino allo 0,3% giovedì, dopo il tonfo dello 0,8% del giorno precedente, prima di recuperare parzialmente.

Dollar Index a una settimana – Tradingeconomics

Titolo di Stato / AssetRendimento / Variazione pre-annuncioReazione post-annuncioLivello attuale
US Treasury 30Y5,34% (picco recente)Calo a ~5,18%5,25% – 5,27%
US Treasury 10Y4,75% (picco recente)Calo a ~4,64%4,70%
UK Gilt 30Y5,84%Calo a 5,79%5,81%
Dollaro IndexBase-0,8% (mercoledì)-0,1% / -0,3%

 

Molti analisti hanno definito l’intervento un semplice “cerotto”. Rispetto ai massicci programmi di allentamento quantitativo della Federal Reserve del passato, 4 miliardi di dollari rappresentano una goccia nell’oceano.

La soglia psicologica dei 40.000 miliardi

A pesare sul clima è il record del debito pubblico federale, che ha superato la cifra monstre di 40.000 miliardi di dollari.

Il valore nominale in sé è uno spauracchio mediatico: ciò che conta per la sostenibilità è il rapporto con la ricchezza prodotta, che nel 2025 si attestava già oltre il 123% del PIL. Il vero nodo resta il disavanzo primario.

Gli Stati Uniti continuano a registrare un deficit di bilancio vicino al 6% del PIL. Tra i tagli fiscali voluti dall’amministrazione Trump, le tensioni belliche con l’Iran che riaccendono la fiammata inflazionistica e la promessa di portare le spese militari a oltre 1.500 miliardi di dollari l’anno (+50%), i conti pubblici non mostrano alcuna intenzione di rientrare.

La mossa è davvero fallita?

I grandi quotidiani finanziari anglosassoni, come il Financial Times, si sono affrettati a dichiarare l’intervento del Tesoro già annullato dal mercato. La realtà è più complessa: l’intervento non è stato del tutto cancellato, ma ha comprato solo un po’ di tempo. Senza un cambio di rotta geopolitico che allenti le tensioni in Medio Oriente, o un piano economico che sostenga la crescita reale senza dissanguare l’erario, questo cuscinetto temporale evaporerà molto in fretta. Alla fine tutto questo è una grande corsa c ontro il tempo, in cui quello guadagnato deve  essere impiegato in modo utile, altrimenti tutto questo passaggio dai titoli a lungo ai titoli a breve sarà solo un’altra occasione persa.

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