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Takamori Saigo: l’ultimo “vero” samurai

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La storia del Giappone è affascinante, ricca di personaggi quasi mitici, personaggi che hanno segnato il sorgere e il tramontare di intere epoche tratteggiando con le spade cambiamenti epocali. Quasi tutti vennero nobilitati dalla casta dei Samurai servitori di un signore che spesso deteneva pochi metri di terra, ma capace pur di mantenerla di imprese eroiche. Dopo l’epoca Sengoku, quando tali indomiti guerrieri divenirono superflui, lo shogunato Tokugawa relego’ il kenjutsu a pratica da dojo, dove ora si trovavano i guerrieri più abili per dimostrare la supremazia non più del loro padrone, ma dello stile di spada più efficace. Non tutti i dominii tuttavia furono placati dai Tokugawa, alcuni resistettero mantenendo viva la fiamma del dissenso e da questi spirava aria di rivalsa: Satsuma desiderava l’indipendenza nella gloria dell’Imperatore. Proprio da lì partirà un semplice figlio di funzionari per ristabilire il governo del Tenno, a rendersi poi l’ultimo daimyo in un epoca dove la poetica delle spada lasciava definitivamente spazio alle dissonanze dei proiettili. Quest’oggi inizieremo a ripercorrere l’epico cammino dell’ultimo Samurai, Takamori Saigo. Buona visione.


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