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Stop al cambio d’ora: la mossa bipartisan negli USA che piace a Trump (e fa risparmiare)
Gli Stati Uniti verso l’addio al cambio dell’ora: i vantaggi economici e sociali dell’ora legale permanente sostenuta da Donald Trump.

L’ora legale permanente potrebbe presto diventare realtà negli Stati Uniti. Donald Trump ha espresso un forte sostegno per il voto quasi unanime (48 a 1) della Commissione Energia e Commercio della Camera, che ha dato il via libera al Sunshine Protection Act. Il disegno di legge, promosso dai repubblicani della Florida Rick Scott e Vern Buchanan, è stato inserito in un più ampio pacchetto di finanziamenti per i trasporti.
La fine del cambio dell’ora era una delle chiare promesse elettorali di Trump, e oggi sembra ben avviata verso la realizzazione. Ma quali sono le ragioni pratiche di questa scelta, oltre al fastidio di dover spostare le lancette due volte l’anno?
I costi nascosti di una pratica superata
Trump, con il suo consueto approccio pragmatico, ha usato i social media per far notare un dettaglio spesso ignorato dalla politica tradizionale: il costo fisico del cambio. “Milioni di dollari vengono spesi ogni anno da persone, città e Stati costretti a cambiare i loro orologi”, ha scritto. Molti orologi pubblici si trovano su torri storiche o grattacieli e richiedono macchinari pesanti e manodopera per essere aggiornati. Un costo che, sommato su scala nazionale, risulta del tutto ingiustificato.
Le ricadute economiche e sociali, tuttavia, vanno oltre il semplice risparmio sui mezzi meccanici. Mantenere l’ora legale fissa, garantendo più luce nelle ore serali, ha effetti diretti e positivi sull’economia reale e sulla vita delle persone.
Ecco i vantaggi principali evidenziati dai legislatori:
- Salute pubblica: Si evitano i piccoli shock fisici legati all’alterazione dei ritmi sonno-veglia.
- Aumento dei consumi: Più ore di luce nel tardo pomeriggio incoraggiano i cittadini a uscire, fare acquisti e frequentare locali, stimolando la domanda interna in modo naturale.
- Sicurezza e calo dei crimini: Strade più illuminate nelle ore di punta serali riducono in modo drastico gli incidenti automobilistici e scoraggiano la microcriminalità.
L’Europa resta a guardare
Il fatto che la commissione abbia approvato la norma con un solo voto contrario è un segnale forte: il tema è ormai trasversale e bipartisan. Si tratta di una riforma di buon senso. Mentre le Hawaii e gran parte dell’Arizona resteranno esenti, avendo già optato da tempo per l’ora solare tutto l’anno, il resto del Paese si muove compatto in una nuova direzione.
E in Europa? Da noi il cambio d’ora è percepito dalla stragrande maggioranza come una noia inutile e dannosa. Negli anni passati se ne è discusso ampiamente ai vertici dell’Unione, ma la decisione si è incagliata, come spesso accade, nelle lungaggini della burocrazia continentale. Pochi hanno il coraggio politico di chiudere la questione una volta per tutte e la burocrazia la fa da padrona. Gli Stati Uniti, al contrario, dimostrano che basta un po’ di sano pragmatismo per cancellare una vecchia abitudine che non serve più a nessuno.








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