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Stangata da 660 dollari a famiglia e fuga da New York: il piano della sinistra che fa scappare Amazon

Un disegno di legge sostenuto dal sindaco Zohran Mamdani rischia di costare 664 dollari all’anno a ogni famiglia newyorkese. Amazon minaccia di chiudere i magazzini in città e spostare le consegne fuori dai cinque distretti.

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New York rischia di svegliarsi senza consegne rapide e con un salasso pesante sui bilanci familiari. Una nuova proposta di legge comunale punta a vietare il subappalto ai corrieri espresso, minacciando di spingere i giganti dell’e-commerce ad abbandonare i cinque distretti cittadini per trasferirsi negli Stati vicini, cioè nel New Jersey, che è appena al di là del fiume Hudson.

Al centro dello scontro c’è il provvedimento denominato Intro 0518 (il Delivery Protection Act), sostenuto dalla consigliera comunale Tiffany Cabán e dal sindaco Zohran Mamdani, entrambi dell’ala socialista democratica dell’amministrazione. La norma impone ai magazzini che consegnano il cosiddetto “ultimo miglio”, cioè la tratta finale, di assumere direttamente chi guida i furgoni, tagliando fuori le ditte esterne e i padroncini. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è fermare quello che definisce sfruttamento del lavoro e aggiramento delle responsabilità.

Quando la politica impone rigidità senza calcolare i vincoli pratici della produzione e della distribuzione, il conto finisce sempre a carico dei consumatori. Uno studio della società di consulenza AKRF calcola le ricadute pratiche se la norma dovesse passare:

  • +664 dollari all’anno di spesa extra stimata per ogni famiglia newyorkese per ottenere le consegne;

  • +267% di aumento del costo di gestione per singolo pacco;

  • Un calo dei livelli di servizio e della puntualità tra il 10% e il 21%.

La reazione di Amazon è stata netta: se la legge entrerà in vigore, il colosso valuterà il trasferimento dei centri logistici fuori dalla città, spostandosi in New Jersey, a Long Island o nella contea di Westchester. Una mossa che allungherebbe i tragitti dei mezzi, moltiplicherebbe il consumo di carburante e peggiorerebbe il traffico verso la metropoli.

Il danno peggiore, però, non colpirebbe la multinazionale di Seattle, che dispone delle risorse per adattarsi o delocalizzare. A pagare il prezzo immediato sarebbero le oltre 40 piccole aziende di consegna affiliate (Delivery Service Partner) e i loro circa 5.000 dipendenti. Molte di queste realtà sono nate nei quartieri popolari e sono gestite da minoranze o immigrati di prima generazione. Con la finalità di tutelarli l’amministrazione comunale gli farebbe perdere il posto.

Il paradosso del dirigismo normativo si ripresenta puntuale: con l’intento ideale di proteggere i lavoratori, si finisce per cancellare le piccole imprese locali, tagliare posti di lavoro e ridurre il potere d’acquisto dei cittadini tramite aumenti generalizzati dei prezzi. La politica socialdemocratica di Mamdani sta mostrando chiaramene i suoi limiti, e, secondo il NYPost, la sua popolarità, sempre al massimo nei ricchi quartieri centrali, sta calando rapidamente nelle periferie.

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